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giugno 26, 2010

Viaggiare sui treni ad alta velocità FrecciaRossa e FrecciArgento a soli 19 euro per tutto l'estate.
E’ la promozione estiva di Trenitalia che permette di viaggiare sui treni ad alta velocità frecciarossa e frecciargento a soli 19 euro!

L’offerta è valida fino al 30 settembre 2010 con una prenotazione di almeno 30 giorni prima della partenza. Ovviamente si tratta di posti limitati ma che comunque si aggiungono agli sconti meno 15 e meno 30 disponibili tutto l’anno.

Le tratte servite dai treni frecciarossa sono:
- da Roma a: Milano, Venezia, Padova, Torino, Verona, Brescia, Bolzano, Udine, Paola, Lamezia Terme, Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa;
- da Milano a: Roma, Napoli e Salerno e viceversa.

Le tratte servite dai treni frecciargento sono:
da Roma alle seguenti località della Puglia: Foggia, Barletta, Bari, Brindisi, Lecce, Bisceglie, Fasano, Molfetta, Monopoli, Ostuni e Trani e viceversa.





Con questa iniziativa Trenitalia dichiara guerra alle compagnie aeree low cost che ormai stanno conquistando una fetta del mercato dei trasporti sempre più ampia.

Le ferrovie devono porre rimedio alla cattiva pubblicità che si sono fatte dopo un inverno disastroso in cui i treni ad alta velocità hanno funzionato male accumulando innumerevoli ritardi e creando disagi per i passeggeri.


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I bottoni ufficiali di Twitter.

Alla pagina Twitter Buttons sono disponibili i bottoni ufficiali di Twitter.


In rete si trova un’enorme quantità di bottoni, icone e risorse grafiche riguardanti il popolare servizio microblogging ma questi sono quelli ufficiali provvisti ciascuno di codice embed per inserirli in un blog o in un sito web.

C’è una serie di 18 bottoni follow me e una serie con altrettanti pulsanti follow us.

Le icone sono di sei tipi e di tre colori.

Ogni utente dispone dello specifico codice embed che consente di posizionare un bottone in una pagina web senza dover caricare l’immagine nel proprio server.

Ecco un esempio:

Follow HugoRep on Twitter

Seguimi in Twitter!


Twitter è un servizio gratuito di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri. Gli aggiornamenti possono essere effettuati tramite il sito stesso, via SMS, con programmi di messaggistica istantanea, e-mail, oppure tramite varie applicazioni basate sulle API di Twitter. Twitter è stato creato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco.

Gli aggiornamenti sono mostrati istantaneamente nella pagina di profilo dell'utente e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli. È anche possibile limitare la visibilità dei propri messaggi oppure renderli visibili a chiunque.

Il nome "Twitter", corrispondente sonoro della parola tweeter, deriva dal verbo inglese to tweet che significa "cinguettare". Tweet è anche il termine tecnico degli aggiornamenti del servizio. I tweet che contengono esattamente 140 caratteri vengono chiamati twoosh.

Il servizio è diventato estremamente popolare, anche come avversario di Facebook, grazie alla semplicità ed immediatezza di utilizzo. Esistono diversi esempi in cui Twitter è stato usato dagli utenti per diffondere notizie, come strumento di giornalismo partecipativo. Ad esempio, nel caso del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, gli utenti Twitter hanno segnalato la notizia prima dei media tradizionali.

L'insieme degli status message pubblicati su Twitter dagli utenti costituisce un'enorme mole di materiale, che può essere utilizzata anche dalle aziende: ad esempio Dell ha aperto un canale di comunicazione con i propri clienti su Twitter e molti servizi offrono il monitoraggio della reputazione dei brand su Twitter.

La società che gestisce il servizio non è quotata in borsa ma in base agli ultimi investimenti effettuati da investitori esterni è stato valutato che la società vale circa un miliardo di dollari.Nel giugno 2009 a Twitter è stata dedicata la copertina di Time e un articolo di Steven Berlin Johnson sull'innovazione portata da questo servizio.

Da quanto riferito nel luglio 2009 da James Halton, capo-marketing della società Microsoft, Twitter e Facebook avrebbero fatto parte di un servizio online della Xbox 360 prima del Natale dello stesso anno.

Dall'11 dicembre 2009 le lingue attive in Twitter sono il francese, l'italiano, il tedesco e lo spagnolo insieme all'inglese ed al giapponese che erano presenti fin dall'inizio.

Da aprile 2010, Twitter ha introdotto la possibilità di creare tweet sponsorizzati, chiamati "Promoted Tweets". Per il momento sono disponibili solo ad un numero ristretto di account.

Per personalizzare il tuo account c'è solo l'imbarazzo della scelta:




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giugno 18, 2010

Newspass: news a pagamento, Google partner degli editori.
Entro la fine dell'anno Google lancerà un sistema di pagamento integrato con la ricerca che consentirà agli utenti di acquistare con un solo click e agli editori di utilizzare un'infrastruttura unica per web, mobile e tablet per monetizzare i propri contenuti.

Newspass, questo il nome della piattaforma, è già in fase di test, e Google sta contattando le imprese editoriali per vagliare la loro disponibilità a partecipare alla sperimentazione.

E' un nuovo passo nella strategia di attenzione da parte della società nei confronti dei produttori di contenuti, dopo le tensioni dei mesi scorsi, sfociate in Italia anche in un ricorso all'autorità Antitrust da parte della Fieg, l'organismo che riunisce gli editori di giornali, che aveva accusato il motore di ricerca di abuso di posizione dominante. "Da parte nostra", conferma ora Henrique De Castro, vicepresidente di Google per i global media, "c'è la volontà di diventare partner", e non avversari.

I dettagli tecnici del funzionamento di Newspass non sono ancora stati resi noti, ma qualcosa inizia a filtrare. Google già da qualche tempo ha cominciato a indicizzare anche i contenuti resi disponibili su web sotto chiave o, come si dice in gergo, dietro paywall. Ora a questa parte della piattaforma verrà affiancato checkout, il sistema di fatturazione già realizzato dalla società di Mountain View.

In sostanza gli utenti potranno registrarsi su Google e fornire le proprie credenziali di addebito, come ad esempio il numero di carta di credito. Quando poi effettueranno una ricerca su web, nella pagina dei risultati compariranno anche i contenuti a pagamento, identificati con un simbolo ad hoc. Con un click sarà possibile selezionarli e decidere di acquistare.

Il sistema dunque avrà al proprio interno anche le funzioni di chiave universale, o di identificatore unico del web, entrando così in diretta concorrenza con Facebook, che attraverso Connect già da qualche tempo ha messo a disposizione di tutti gli utenti e dei siti la possibilità di integrare un single sign on, un passaporto globale con una sola password.

Newspass sarà accessibile via computer ma anche attraverso piattaforme differenti come telefoni cellulari, iPad e tablet pc di nuova generazione, e si adatterà a qualsiasi metodo di pagamento scelto dai proprietari dei siti, sia che si tratti di sistemi a consumo, di micropagamenti o di abbonamenti. Quanto ai contenuti, si potrà trattare di testi, video, audio, fotografie.

A prevenire il pericolo di nuove accuse di egemonia, Google ha già fatto sapere ad alcuni editori di essere disponibile a condividere con le imprese che accetteranno di partecipare al sistema tutte le informazioni che deriveranno dal suo utilizzo: anche se i processi di autenticazione, assistenza e fatturazione saranno gestiti da Mountain View, i dati sul traffico e profili degli utenti saranno messi in comune con i partner.

E, anche se il costo per l'uso della piattaforma non è ancora stato reso noto, Google lascia intendere che la maggior parte del ricavo rimarrà ai produttori di contenuti.

Divenuta un vero e proprio paradigma della conoscenza su web per la maggior parte degli utenti, la società fondata solo 12 anni fa da Sergey Brin e Larry Page si è poi trasformata in un colosso della pubblicità su internet, con un ricavo annuo pari al prodotto interno lordo della Costa D'Avorio. Ora per Google sembra arrivato il momento di un nuovo cambio di identità: da strumento di ricerca a banca e passaporto del web.


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giugno 03, 2010

Sapete che acqua bevete?
Era il 1° novembre 1952, il giorno in cui si realizzava il sogno di Edward Teller, fisico statunitense di origini ungheresi tanto brillante quanto discusso.

Esplodeva quel giorno la prima bomba a idrogeno. Che, incidentalmente, cancellava dalle carte geografiche l'isola di Elugelab, nelle Marshall, liberando una potenza di 10,4 megatoni, vale a dire oltre dieci milioni di tonnellate di tritolo equivalente.

Per la prima volta, per dirla con i fisici, l'uomo otteneva la fusione termonucleare incontrollata. E iniziava a inseguire un sogno ancora più ambizioso, e molto più nobile. Sfruttare la sconfinata energia della fusione per ottenere energia pulita e virtualmente inesauribile.

Oggi, a quasi sessant'anni da quel test, il mondo saluta con sollievo l'accordo Start 2, firmato da Barack Obama e Dmitri Medvedev per ridurre di un ulteriore 30 per cento gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia, imponendo un tetto massimo di 1550 testate operative. Sempre troppe, ma comunque un passo cruciale in vista di un futuro un po' meno minaccioso.

Sapete che acqua bevete?.

Di passi avanti, invece, la fusione termonucleare controllata ne ha fatti davvero pochi, timidi e incerti. Come spiega l'articolo di Michael Moyer a p. 46, sono due gli esperimenti attualmente in fase di sviluppo che potrebbero portare a un risultato positivo - la National Ignition Facility statunitense e il progetto internazionale ITER - ma l'esito è tutt'altro che scontato. E, soprattutto, non è detto che in un futuro, né prossimo né remoto, saremo in grado di confinare con continuità i plasmi alle altissime temperature necessarie per tenere in funzione un «reattore a fusione». Riuscire a imprigionare l'energia del Sole, insomma, non è proprio come bere un bicchiere d'acqua.

Un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato, nell'ambito di un progetto dell'Unione Europea, molte delle acque minerali imbottigliate in vendita sul territorio nazionale. Indagando soprattutto sui cosiddetti elementi presenti in tracce, la cui concentrazione non è indicata sull'etichetta perché la legge non lo richiede. Tra essi, alluminio, arsenico, berillio, uranio e altri potenziali contaminanti nocivi per la salute.

I risultati dell'indagine - particolarmente importante in un paese che è il maggior consumatore mondiale di acqua minerale - hanno evidenziato molte luci e poche ombre. Ma soprattutto hanno fatto emergere la necessità di una profonda revisione delle norme, che spesso in Italia sono più severe per l'acqua del rubinetto che per quella in bottiglia, le cui etichette dovrebbero riportare informazioni più dettagliate riguardo alla composizione. È esemplare il caso del berillio - un cancerogeno di classe A - che nelle acque potabili non può superare una concentrazione di 4 microgrammi per litro mentre non è sottoposto ad alcuna restrizione per quanto concerne le acque minerali.

Sarebbe dunque quanto mai opportuno per la salute dei cittadini che le acque in bottiglia, salvo il caso di specifiche acque con indicazioni terapeutiche, fossero sottoposte almeno agli stessi vincoli dell'acqua di rubinetto.



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