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ottobre 30, 2012

5 Infografiche su Halloween festa dell’occulto e di immagini macabre.
halloween
Si avvicina la notte di Halloween del 31 Ottobre festa dell’occulto e di immagini macabre. 

Vediamo allora alcune simpatiche infografiche gratuite che possono convertire facilmente e rapidamente le nostre foto in immagini spaventose tipo zombies e simili. 

Halloween è una festività che si celebra principalmente negli Stati Uniti la notte del 31 ottobre e rimanda a tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Oggi è diffusa anche in altri Paesi del mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa chiedendo dolcetto o scherzetto .

Elemento tipico della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, tradotta sottoforma di immagini macabre tra cui le zucche intagliate di jack-o'-lantern.
 
2012 Halloween Spending Infographic: Ghosts, Goblins, Thrills and Bills
HalloweenTrends2011-infographic

 
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ottobre 27, 2012

Ancora una volta l'indipendenza di Wikipedia è sotto minaccia.
wikipedia-censuraGentili lettori,
ancora una volta l'indipendenza di Wikipedia è sotto minaccia.
In queste ore il Senato italiano sta discutendo un disegno di legge in materia di diffamazione (DDL n. 3491) che, se approvato, potrebbe imporre a ogni sito web (ivi compresa Wikipedia) la rettifica o la cancellazione dei propri contenuti dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine o anche della propria privacy, e prevede la condanna penale e sanzioni pecuniarie fino a 100 000 euro in caso di mancata rimozione. Simili iniziative non sono nuove, ma stavolta la loro approvazione sembra imminente.

Wikipedia riconosce il diritto alla tutela della reputazione di ognuno e i volontari che vi contribuiscono gratuitamente già si adoperano quotidianamente per garantirla. L'approvazione di questa norma, tuttavia, obbligherebbe ad alterare i contenuti indipendentemente dalla loro veridicità. Un simile obbligo snaturerebbe i principi fondamentali di Wikipedia, costituirebbe una limitazione inaccettabile alla sua autonomia e una pesante minaccia all'attività dei suoi 15 milioni di volontari sparsi in tutto il mondo, che sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".

Wikipedia è la più grande opera collettiva della storia del genere umano: in 12 anni è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. L'edizione in lingua italiana ha quasi un milione di voci, che ricevono 16 milioni di visite ogni giorno, ma questa norma potrebbe oscurarle per sempre.

L'Enciclopedia è patrimonio di tutti. Non permettere che scompaia.
Wikipedia è un'enciclopedia online, collaborativa e gratuita. Disponibile in oltre 280 lingue, Wikipedia affronta sia gli argomenti tipici delle enciclopedie tradizionali sia quelli presenti in almanacchi, dizionari geografici e pubblicazioni specialistiche.

Wikipedia è liberamente modificabile: chiunque può contribuire alle voci esistenti o crearne di nuove. Ogni contenuto è pubblicato sotto licenza Creative Commons CC BY-SA e può pertanto essere copiato e riutilizzato adottando la medesima licenza.
 
La comunità di Wikipedia in lingua italiana è composta da 807 069 utenti registrati, dei quali 8 032 hanno contribuito con almeno una modifica nell'ultimo mese e 109 hanno un ruolo di servizio.
Gli utenti costituiscono una comunità collaborativa, in cui tutti i membri, grazie anche ai progetti tematici e ai rispettivi luoghi di discussione, coordinano i propri sforzi nella redazione delle voci.
Wikipedia-logo

 
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ottobre 23, 2012

Lotta di potere tra USA e China, le due superpotenze si sfidano [Infografica].
I due giganti, le due superpotenze mondiali messi a confronto in questa infografica.
U.S. vs China: Superpower Showdown
 
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ottobre 19, 2012

Ansaldo Energia, la cordata Fsi-imprenditori punta a una quota di minoranza.
ansaldo fsiIl Fondo strategico italiano punta a una quota di minoranza. Fondo strategico italiano (di Cassa depositi e prestiti) è sceso in campo e ha fatto cordata con alcuni imprenditori industriali puntando a una quota di minoranza significativa di Ansaldo Energia, la società partecipata al 55% da Finmeccanica e al 45% dal fondo statunitense First Reserve.

Fsi assieme ai Gruppi Energia Brescia (coordinato dal Gruppo Camozzi) e Acciaierie Venete e dall'imprenditore Davide Usberti hanno sottoscritto venerdì 12 ottobre un memorandum d'intesa per «un possibile investimento di minoranza significativa in Ansaldo Energia».

Obiettivo di Fsi è formalizzare «una manifestazione di interesse congiunta e non vincolante, e verificare con Finmeccanica la sussistenza delle condizioni per giungere ad un accordo vincolante nel breve termine».

Azienda leader nel settore.
L'interesse per Ansaldo Energia, ha spiegato la cordata, si basa sulla convinzione che sia «un'azienda leader nel suo settore, dotata di un forte patrimonio tecnologico e di un'importante presenza internazionale, guidata da un management team di alto valore».

E ancora, che Ansaldo Energia «possa essere un operatore di successo indipendente nel suo settore di riferimento con forti prospettive di crescita e divenire un polo aggregante di altre realtà aziendali a valore aggiunto a livello nazionale ed internazionale».

Se l'operazione andrà in porto, la cordata si è detta pronta a «valutare ulteriori investimenti diretti in Ansaldo Energia a supporto dello sviluppo industriale».

Siemens punta al 100%.
siemens-sede
La cordata italiana è scesa in campo dove la tedesca Siemens, che ha già avviato colloqui con Finmeccanica per acquistare il 100% della società genovese per 1,3 miliardi di euro. Denaro che farebbe gola al gruppo di aerospazio e difesa il cui piano di dismissioni delle attività civili previsto per il 2012 per 1 miliardo di euro è parte integrante della strategia di razionalizzazione e valorizzazione del portafoglio di business e serve a ridurre il debito di 2,3 miliardi di euro.

Cronologia del colosso tedesco.
1847: Werner von Siemens costruisce il suo primo telegrafo; a Berlino viene fondata la Telegraphenbauanstalt Siemens & Halske (compagnia di costruzione telegrafi)
1848: si costruisce la prima linea telegrafica tra Berlino e Francoforte
1855: Carl von Siemens, fratello di Werner, fonda la divisione russa di Siemens
1879: prima linea ferroviaria elettrificata
1912: viene prodotto il primo motore aeronautico
1924: posa dei primi impianti semaforici in Germania
1935: la partecipata Telefunken produce il primo apparecchio televisivo
1944: completamento del primo acceleratore di elettroni da 6 MeV
1967: con la Robert Bosch GmbH costituisce una joint-venture denominata BSH Bosch und Siemens Hausgeräte GmbH, per la produzione di elettrodomestici
1985: inizia la produzione di telefoni cellulari
1990: Siemens acquista Nixdorf Computer e la ridenomina Siemens Nixdorf, divisione che produce personal computer
1999: in collaborazione con Fujitsu viene fondata la joint-venture Fujitsu Siemens Computers, la divisione semiconduttori viene ridenominata Infineon Technologies, infine la divisione servizi bancari viene venduta e diventa Wincor Nixdorf.
2005: Siemens cede al colosso di Taiwan BenQ la divisione Siemens Mobile Phones che produce cellulari e diventa BenQ-Siemens: l'azienda fallirà nel 2006, dopo il rifiuto di BenQ di rifinanziare la divisione tedesca.
2006: Siemens annuncia l'acquisizione di Bayer Diagnostics. Il 19 giugno 2006 Siemens e Nokia annunciano la fusione dei reparti Networks (Nokia) e Communications (Siemens), entrambe operanti nel settore forniture di apparecchiature e relativi servizi ad operatori di telecomunicazioni, che sfocerà nella creazione della joint-venture Nokia Siemens Networks. Nokia Siemens Networks (NSN) inizia a lanciare i suoi prodotti a partire dal 1º aprile 2007.
2009: Vende a Fujitsu la sua quota della società Fujitsu Siemens Computers che diviene Fujitsu Technology Solutions.
ansaldo nel mondo
Fatturato per 3,5 mld.
Il gruppo di imprenditori che affiancano Fsi è attivo nei settori della meccanica, della metallurgia e del gas e presenta, in aggregato, un fatturato di oltre 3,5 miliardi di euro e oltre 11 mila dipendenti.
Il Gruppo Energia Brescia (Geb), coordinato dal Gruppo Camozzi, comprende i gruppi Niboli, Omr, Atb, Streparava e Gabeca; Camozzi è un gruppo di aziende riconosciute tra i leader nei settori dell'automazione, macchine utensili, macchine tessili, energia e trasformazione delle materie prime, sfruttando la competenza del personale e le tecnologie più avanzate.

Il Gruppo Acciaierie Venete è un'azienda siderurgica leader basata a Padova, che produce acciaio in qualità impiegato nei settori dell'industria automobilistica, meccanica, dell'energia e delle costruzioni. L'imprenditore Davide Usberti è azionista di controllo, tra l'altro, del Gruppo GasPlus, che opera nel mercato dell'energia, dalla ricerca e produzione di idrocarburi alla fornitura di gas a case ed aziende, in Italia ed all'estero.
 
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ottobre 13, 2012

Le politiche contro la disoccupazione in Europa, ecco la nuova ricetta.
Lavoratori_CINASpingere le aziende ad  assumere i giovani, con incentivi che arrivano fino al 75% dello stipendio.  E' la nuova ricetta per combattere la disoccupazione che, secondo recenti indiscrezioni di stampa, sarà adottata in Francia dal neo-presidente socialista, Francois Hollande. Il piano del governo di Parigi, per ora non ancora confermato né smentito ufficialmente, costerebbe alle casse dello stato transalpino circa 2,3 miliardi di euro e dovrebbe garantire, entro il 2014, un impiego a 150mila disoccupati francesi di età inferiore ai 26 anni.

Le agevolazioni non verranno erogate in maniera indiscriminata, cioè a tutte le imprese, ma saranno circoscritte ad alcuni settori strategici per l'economia nazionale come le tecnologie digitali, la salvaguardia dell'ambiente e il risparmio energetico, l' agricoltura biologica,  l'assistenza agli anziani e il turismo.

MODELLI DIVERSI.
La Francia sembra così aver trovato la propria strada (giusta o sbagliata che sia) per combattere la disoccupazione giovanile che, nel mercato del lavoro transalpino, è indubbiamente molto alta: attorno al 23%, un livello ben al di sotto di quello dell'Italia (35% circa), ma leggermente superiore alla media di Eurolandia (22,6%). La ricetta di Hollande si inserisce pienamente nella tradizione della politica  francese, dove l'interventismo statale nell'economia (spesso basato sull'aumento della spesa pubblica) ha una lunga storia alle spalle.
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Tuttavia, quello francese non è certo l'unico modello esistente in Europa per spingere i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro. Appena al di là del Reno c'è infatti anche il modello tedesco , basato principalmente su un utilizzo virtuoso dell'apprendistato e incentrato su  stage o tirocini nelle aziende, che iniziano quando gli studenti tedeschi sono ancora minorenni. E' il cosiddetto Sistema Duale , basato sull'alternanza tra scuola e lavoro e sulla stretta collaborazione tra le imprese e il ministero dell'istruzione. A giudicare dai numeri, si tratta di un modello che funziona abbastanza bene, visto che in Germania la disoccupazione giovanile è attorno all'8%, quasi un terzo della media  europea e più o meno lo stesso livello che si registra  in Austria, un'altra nazione che ha sposato pienamente il sistema duale.
 
 
  SOLUZIONI ALL'ITALIANA.
Tra le soluzioni adottate dai governi di Parigi e Berlino, è difficile però capire quale sia invece la strada intrapresa dall'Italia. Sicuramente non la stessa di Hollande che risulterebbe troppo costosa per il bilancio pubblico, almeno secondo il premier Mario Monti. Non a caso, l'idea di abbassare le tasse e i contributi sui salari dei giovani, avanzata la scorsa settimana dal ministro del welfare Elsa Fornero, è stata subito bocciata dal presidente del consiglio in persona, perché incompatibile con le politiche di rigore del governo. Sembra dunque un sogno poter realizzare un progetto simile a quello proposto da Gustavo Piga , economista dell'Università di Tor Vergata, che ha lanciato da tempo un appello per assumere a spese dello stato circa 1 milione di giovani disoccupati, creando una sorta di  nuovo servizio civile nazionale che costerebbe 16 miliardi di euro all'anno.
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Nelle  intenzioni della Fornero c'è invece l'adozione di un modello più simile a quello della Germania, che piace molto a Michele Tiraboschi , giuslavorista dell'Università di Modena ed ex-allievo di Marco Biagi. Nell'ultima legge sul lavoro, infatti, è stata inserita dalla Fornero anche una riforma dell'apprendistato (già iniziata da Maurizio Sacconi, ministro del welfare nel governo Berlusconi), che si basa proprio su percorsi di formazione per i giovani,. Peccato, però, che il sistema tedesco, a differenza dell'interventismo pubblico di Hollande, richieda un bel po' di tempo per essere applicato e per  entrare a regime. E purtroppo,  su questo fronte, l'Italia ha dimostrato più volte di non essere particolarmente virtuosa.

DIECI  ANNI DI ATTESA.
Già la legge Biagi del 2002, infatti, aveva provato a far decollare un nuovo contratto di apprendistato di primo livello, basato su percorso di formazione professionale, gestito dalle aziende in collaborazione con le Regioni e destinato agli studenti minorenni che frequentano ancora gli istituti tecnici e professionali. A distanza di quasi 10 anni, però, l'apprendistato di primo livello  è rimasto fermo al palo e soltanto alcuni enti, come la Provincia Autonoma di Bolzano o la Regione Lombardia hanno avviato delle esperienze di questo tipo.
fonte: Panorama
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Lavoro e produttività: così potrebbero cambiare i contratti, imprese e sindacati sembrano vicini a un'intesa.
Contratti-di-lavoro-all-estero-funzionano-cosi_h_partbImprese e sindacati (con l'incognita della Cgil) sembrano vicini a un'intesa per favorire gli accordi aziendali e ridimensionare quelli collettivi. Partendo da un "patto" siglato del 2011.

Largo spazio al salario variabile, una gestione più flessibile dei turni o delle ferie, ma anche formule innovative come quella appena adottata nel settore chimico: gli orari part-time per i lavoratori più anziani vicini al pensionamento, in contemporanea con l'assunzione di giovani. Sono questi alcuni degli elementi che potrebbero entrare nei nuovi contratti di lavoro di molte aziende italiane, se l'attuale confronto tra le parti sociali sui temi della produttività avrà un esito positivo.

IL CONFRONTO TRA LE PARTI SOCIALI SULLA PRODUTTIVITA'.
Ieri, i vertici di  Confindustria e dei sindacati hanno avuto un nuovo incontro informale, con l'obiettivo di raggiungere un' intesa entro il 18 ottobre, quando il premier Mario Monti volerà a Bruxelles per il vertice europeo. Tra i leader coinvolti nelle trattative, sembra regnare un certo ottimismo, anche se non mancano le incognite, legate soprattutto alla posizione della Cgil di Susanna Camusso.
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L'IMPEGNO DEL GOVERNO.
Le premesse per un risultato condiviso, però, non mancano. Innanzitutto perché il governo  si è impegnato a fare la propria parte, mettendo sul piatto circa 1,6 miliardi di euro per la detassazione i premi produttivi sui salari : un provvedimento considerato essenziale da Confindustria e sindacati, per chiudere bene le trattative. Inoltre, va ricordato che in realtà le parti sociali hanno già firmato, lo scorso anno, un accordo per stimolare la produttività, rafforzando i contratti aziendali (o di secondo livello) e ridimensionando il ruolo di quelli collettivi.

L'INTESA DEL 2011.
E' un protocollo di intesa siglato il 28 giugno del 2011 con la regia dell'ex-ministro del welfare, Maurizio Sacconi e con il consenso anche della Cgil di Susanna Camusso . Proprio da quell'intesa si dovrà ripartire, attuandone concretamente i contenuti e coinvolgendo alcune organizzazioni di categoria che, a differenza di Confindustria, non l'hanno ancora firmata. Si tratta dei rappresentanti delle banche e delle assicurazioni (Abi-Ania), delle cooperative, degli artigiani e delle piccole e medie aziende del commercio e del terziario (Re.te Imprese Italia).

COSA PREVEDE L'ACCORDO
Nello specifico, l'intesa dello scorso anno prevede che i contratti di lavoro nelle singole aziende possano sostituire in parte i contenuti degli accordi collettivi di categoria, firmati a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil. In altre parole, il contratto collettivo fisserebbe i trattamenti economici di base per i lavoratori, mentre quello aziendale (firmato dai sindacati presenti in una singola impresa) potrà poi definire più nel dettaglio alcune materie come gli orari, le ferie e gli incentivi salariali. Il tutto, con un obiettivo dichiarato: stimolare la produttività del lavoro, che in Italia è molto bassa, e rispondere meglio alle esigenze delle imprese.
lavoratori
IL PROBLEMA DELLA SCARSA PRODUTTIVITA' IN ITALIA.
A ben guardare, però, i sindacati hanno anche fissato dei paletti ben precisi. Il contratto aziendale, infatti, non potrà sostituire in tutto e per tutto quello collettivo nazionale di categoria. Anzi. Spetterà proprio agli accordi collettivi il compito di definire le materie delegate, cioè le questioni su cui il contratto aziendale può introdurre delle deroghe e dei cambiamenti alle disposizioni nazionali. In altre parole, senza il via libera del contratto collettivo, gli accordi aziendali rischiano  di trasformarsi in carta straccia. Qualche eccezione è prevista soltanto nel breve termine, quando i contratti stipulati nella singola impresa hanno valore temporaneo e sperimentale, per fronteggiare situazioni di imminente crisi o il rischio di perdere posti di lavoro.

L'ACCORDO DEI CHIMICI.
Sono proprio questi ultimi punti, i temi più più controversi su cui si muovono oggi le trattative tra le parti sociali. Nelle settimane scorse, infatti, c'è stata la firma di un contratto collettivo di lavoro, quello dei dipendenti del settore chimico, che ha lasciato davvero carta bianca agli accordi aziendali, consentendo loro di intervenire anche su questioni non delegate nel dettaglio a livello nazionale. Il che, ha fatto però infuriare la Cgil che ha mandato una sorta di scomunica ad Alberto Morselli, segretario generale della Filctem, la Federazione dei lavoratori chimici, tessili e farmaceutici che fa capo al sindacato di Susanna Camusso.  Morselli, che ha siglato il rinnovo contrattuale, si è dimesso dopo aver essere stato di fatto sconfessato dai vertici nazionali della Cgil, che ora chiedono modifiche al testo dell'accordo, di cui non condividono molti punti. Non è un bel segnale per il futuro sviluppo della contrattazione di secondo livello.
proteste
fonte: Panorama

 
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Impronte di dinosauri e fossili preistorici rischiano di scomparire per crolli e scarsa manutenzione.
fossiliImpronte di dinosauri, fossili preistorici, frammenti di meteoriti. Nel nostro Paese ci sono 3.500 siti geologici. Una ricchezza per scienziati e turisti, spesso poco conosciuta. E che rischia di scomparire, per crolli e scarsa manutenzione.

Arrivano sempre d'autunno, i crolli. Sulla Via dell'Amore, alle Cinque Terre, è successo il 24 settembre, alle 10 di mattina. Una frana ha invaso il sentiero fra Manarola e Riomaggiore, ferendo gravemente due turisti di passaggio. «Ci chiediamo cosa potrà succedere quando arriverà la pioggia», ha dichiarato, preoccupato, il direttore del parco Patrizio Scarpellini. Ma non è solo in Liguria che si teme la brutta stagione.

Tutta Italia è puntellata di tesori a rischio, minacciati dall'erosione e dall'incuria. A volte sono luoghi celebri, come le Cinque Terre, ma spesso sono siti praticamente sconosciuti, che nascondono però delle sorprese eccezionali: orme di dinosauri, frammenti di meteoriti, lastre di roccia risalenti a centinaia di milioni di anni fa. Piccole meraviglie che potrebbero sparire da qui a poco, con solo qualche scienziato a rimpiangerle. Si chiamano geositi, e sono di importanza fondamentale per la storia naturale del Paese. Soltanto quelli censiti dall'Ispra, l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, sono 3.500. In Italia non esiste una legge che li protegga , e molti finiscono in rovina.
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Come sta succedendo alla cava di Altamura, dove si possono (anzi, potrebbero) vedere le impronte lasciate dai dinosauri 84 milioni di anni fa. Un luogo straordinario. Peccato che oggi alle orme non ci si può avvicinare, perché la cava dove sono state ritrovate è chiusa, l'area recintata e le impronte abbandonate all'erosione. Negli Stati Uniti probabilmente avrebbero costruito un Jurassic Park e attirato milioni di visitatori. Da noi non si mette nemmeno un lucchetto e si lascia tutto in rovina: «Eppure quelle orme, oltre che belle, sono importantissime», spiega Cristina Giovagnoli, responsabile del settore tutela del patrimonio geologico dell'Ispra: «Perché insieme al ritrovamento di un rettile preistorico in Campania hanno permesso di dimostrare che anche in Italia hanno vissuto i dinosauri. Prima si credeva che in quell'epoca la Penisola fosse tutta sott'acqua, mentre ora sappiamo che non è così».

Il dinosauro campano è Ciro, il fossile di Pietraroja che negli anni Ottanta era diventato una star.
Il suo ritrovamento infatti aveva dato una svolta agli studi geologici internazionali. Sulla scia del successo mediatico che il piccolo fossile era riuscito a conquistare, l'amministrazione comunale aveva fatto costruire un museo e delle coperture in plexiglas per proteggere le rocce in cui era stato recuperato Ciro e che ancora ospitano i resti di altri animali. «Oggi invece tutto è in uno stato di abbandono», racconta la ricercatrice dell'Istituto Superiore dell'Ambiente: «Le coperture sono sporche e il museo è quasi impossibile da visitare. Uno spettacolo avvilente». La stessa situazione si riscontra in altri siti meno noti ma altrettanto importanti per ricostruire il passato remoto della penisola. Sempre a caccia di dinosauri c'è ad esempio Esperia, in provincia di Frosinone.
preistoria fossili
Non si trovano qui migliaia di impronte come ad Altamura, ma le poche tracce scoperte sono comunque molto interessanti, perché testimoniano la presenza di rettili preistorici anche nel Lazio, più a nord degli altri ritrovamenti. La roccia su cui si vedono è al fianco di una strada e il baracchino che copre le orme, una protezione già insufficiente, è stato distrutto dall'ultima nevicata. La lista nera, ovviamente, non finisce qui.
Ci sarebbe anche Sezze, sempre nel Lazio, dove un gigantesco Sauropode ha fatto una passeggiata all'incirca 100 milioni di anni fa. Anche qui le orme si trovano all'interno di una cava ormai inutilizzata: «Mi piacerebbe molto vedere questo sito valorizzato», dice Giovagnoli, «Qui ci sarebbe tutto lo spazio per mettere dei cartelli, delle ricostruzioni di come doveva essere il dinosauro. Sono reperti affascinanti, che potrebbero attrarre i bambini e le famiglie, oltre che gli scienziati. Speriamo che l'amministrazione comunale se ne renda conto». Ma finora non ha fatto niente. 

Si ignorano reperti che hanno una popolarità enorme e una sorte ancora peggiore tocca a quelle rocce che soltanto gli studiosi sanno apprezzare. Luoghi come la Gola del Bottaccione, in Umbria, visitata da scienziati di tutto il mondo perché mostra un livello ricco di Iridio, un elemento rarissimo a cui è stata attribuita un'origine extraterrestre: una traccia, insomma, di quel meteorite che 65 milioni di anni fa avrebbe sconvolto il pianeta e causato l'estinzione dei dinosauri.
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fonte: L’Espresso
 
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ottobre 07, 2012

il doodle di Google celebra la nascita di Niels, matematico e accademico danese, teorico della fisica e della meccanica quantistica.
bohr doodle googleNiels Henrik David Bohr (Copenaghen, 7 ottobre 1885 – Copenaghen, 18 novembre 1962) è stato un fisico,matematico, filosofo della scienza, teorico della fisica e accademico danese.
Diede contributi essenziali nella comprensione della struttura atomica e nella meccanica quantistica.

Bohr nacque a Copenaghen nel 1885. Suo padre, Christian Bohr, era professore alla facoltà di Fisiologia all'Università di Copenaghen e scopritore di un comportamento dell'emoglobina detto effetto Bohr, mentre sua madre, Ellen Adler Bohr, veniva da una ricca famiglia ebrea sefardita, assai importante nel mondo bancario danese e in parlamento. Suo fratello, Harald Bohr, era un matematico e calciatore della nazionale danese, convocato alle Olimpiadi. Anche Niels era un calciatore dilettante, e giocò per un periodo insieme al fratello in una delle squadre di Copenaghen e venendo convocato, pur senza scendere in campo, per la Nazionale. Bohr si laureò all'Università di Copenaghen nel 1911. Si trasferì poi all'Università di Manchester, in Inghilterra, dove studiò con Ernest Rutherford.
Niels_Bohr
Rutherford aveva proposto un modello di atomo in cui quasi tutta la massa dell'atomo è concentrata in una porzione molto piccola, il cosiddetto nucleo (caricato positivamente) mentre gli elettroni ruotano attorno ad esso. In base alle teorie di Rutherford, Bohr pubblicò il suo modello della struttura atomica, introducendo la teoria degli elettroni che viaggiano in orbite ben definite, che corrispondono ai diversi stadi di energia intorno al nucleo dell'atomo. Bohr, inoltre, introdusse l'idea che un elettrone possa cadere da un'orbita di alta energia a una con energia più bassa, emettendo un fotone di energia definita. Questa teoria fu la base della teoria dei quanti.

Niels Bohr divenne professore all'Università di Copenaghen e direttore "dell'istituto recentemente costruito della fisica teorica". Nel 1922 Bohr ricevette il Premio Nobel per la fisica "per i suoi servizi nell'indagine sulla struttura degli atomi e della radiazione che emana da essi". L'istituto di Bohr fu il punto di riferimento per i fisici teorici negli anni venti e trenta.
meccanica-quantistica-big
Bohr sviluppò inoltre il principio di complementarità, secondo il quale nella descrizione della natura dei processi microfisici entrano in gioco aspetti complementari ma mutuamente esclusivi, come l'aspetto ondulatorio e corpuscolare della luce. L'impossibilità da parte dello sperimentatore di tenere conto simultaneamente, nell'atto della misura, delle proprietà quantistiche complementari, è all'origine del carattere aleatorio e probabilistico delle leggi della meccanica quantistica. Il principio di complementarità si propose fin dall'inizio come cornice concettuale della meccanica quantistica, al cui interno veniva inglobato il principio di indeterminazione di Heisenberg come caso particolare del generale carattere complementare dei processi della fisica atomica. Il principio di complementarità e il principio di indeterminazione sarebbero stati i pilastri portanti della grande interpretazione fisica "ufficiale" della meccanica quantistica, l'interpretazione di Copenaghen.
L'interpretazione di Copenaghen fu attaccata da Albert Einstein, il quale non credeva nella natura intrinsecamente probabilistica dei processi fisici, anche su scala atomica. Egli pensava alla natura come un sistema perfettamente ordinato di leggi naturali semplici e deterministiche. Per questo Einstein e Bohr ebbero vivaci discussioni sui fondamenti fisici e filosofici del mondo naturale.
fisica quantistica
Il più famoso allievo di Bohr, Werner Karl Heisenberg, fu inoltre per due anni alla testa del programma nucleare tedesco, il progetto del regime nazista finalizzato alla costruzione della bomba atomica. Anche se il ruolo effettivamente avuto da Heisenberg nel programma nucleare tedesco è ancora oggetto di discussione, la sua collaborazione con i nazisti mise fine all'amicizia con Bohr.

Niels Bohr e la sua moglie Margrethe ebbero sei bambini. Due morirono giovani. Uno, Aage Niels Bohr (1922-2009), è stato un Premio Nobel per la fisica nel 1975. Nel settembre 1943, durante l'occupazione nazista della Danimarca, Niels Bohr fuggì in Svezia per evitare l'arresto da parte della polizia tedesca e da lì a Londra. Nel novembre dello stesso anno, invece, Bohr e il figlio Aage si trasferirono negli Stati Uniti, prima a New York e poi a Los Alamos, dove, oltre alla sua competenza in materia, risultò importante per informare gli altri scienziati del progetto sullo stato di avanzamento dei progetti nucleari tedeschi.

Dopo la guerra tornò a Copenaghen e sostenne l'uso pacifico dell'energia nucleare. Nel 1957, su iniziativa sua e del politico svedese Torsten Gustafsson, nacque il NORDITA, l'Istituto Nordico per la Fisica Teorica, con sede a Copenaghen. Morì nella capitale danese nel 1962.
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Riconoscimenti:
  • L'elemento chimico Bohrio è così chiamato in suo onore.
  • Gli è stato dedicato un asteroide, 3948 Bohr.
  • Sulla Luna gli sono stati dedicati un cratere di 71 km di diametro[1] e una valle di 80 km di lunghezza[2].
  • Nel 1965, tre anni dopo la sua morte, l'Istituto di Fisica all'Università di Copenaghen ha assunto il nome di "Istituto Niels Bohr".
  • È ritratto sulla banconota da 500 corone danesi.
fonte: Wikipedia

 
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ottobre 06, 2012

Graffitti luminosi, nuove forme di graffiti con i Led.
graffitis luminososUna speciale vernice «anti-graffiti» impedisce ai writer di disegnare sui muri. E così gli artisti ora lanciano «lucine»

Murales sui palazzi, segni sull'asfalto, scritte sui mezzi pubblici e monumenti storici. Il graffitismo è un fenomeno sociale che trova il suo spazio in una terra di confine tra l'arte e il vandalismo, ma la sua neutralizzazione resta oggetto di dibattiti locali e internazionali.

Negli Usa l'introduzione di una vernice repulsiva usata per ricoprire i palazzi nelle grandi città ha ridotto il fenomeno, trasformandolo. Questa forma di espressione urbana sembra infatti abbandonare progressivamente il segno grafico e l'uso di bombolette spray, per dare spazio ai Led, i diodi luminosi che oggi individuano spie di ogni colore.

IMPATTO ECOLOGICO - Tuttavia, se da un lato le città invase dalle piccolissime luci colorate mutano il loro aspetto freddo e grigio diventando più piacevoli, dall'altro questa nuova forma d'arte pone un nuovo problema ecologico.

È vero infatti che gli elementi magnetici possono essere rimossi facilmente, ma è altrettanto vero che il loro smaltimento crea ulteriori dilemmi. Nonostante ciò, gli individui coinvolti nel lancio dei Led sono moltissimi e non sono più identificabili come ribelli, perché quella da loro praticata è «graffiti art senza graffiti»: anche il normale vicino di casa esce di sera con i figli a illuminare la città. 
 
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