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marzo 31, 2013

L'Eurogruppo chiede Il "modello Cipro" per tutti I salvataggi.
salvataggio ciproC'è uno spettro che si aggira per l'Europa e spaventa soprattutto l'Italia alle prese con la formazione del nuovo governo. Mentre Pier Luigi Bersani continua senza sosta il giro di consultazioni in vista dell'incontro di giovedì con Giorgio Napolitano, ci pensa il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, vicino alle posizioni della Germani, ad aggiungere ulteriori elementi di incertezza.

Se non di paura.
Secondo Dijsselbloem il salvataggio di Cipro, con la partecipazione degli investitori e titolari di depositi nella ristrutturazione delle banche, rappresenta un nuovo modello su come gestire i problemi del sistema bancario in Europa.

Un messaggio a tutti i partner europei ma soprattutto ai Paesi più a rischio dell'Eurozona. Nicosia, insomma, diventa un precedente. Un precedente che può fare paura anche per l'Italia, dopo le avvisaglie arrivate nel corso della scorsa settimana, quando la tempesta cipriota è esplosa in tutta la sua violenza. Prima le parole del numero uno della Commerzbank, che aveva ipotizzato una patrimoniale del 15% sulle attività finanziarie italiane.
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Pochi giorni dopo, i numeri della banca centrale tedesca a rafforzare questa ipotesi, ricordando come i patrimoni medi delle famiglie italiane (163.900 euro) siano oltre il triplo di quelli tedeschi (51.400).
La prima reazione negativa alla decisione di stanotte è stata quella di Moody's che non ha nascosto le sue preoccupazioni per la soluzione cipriota. La gestione della crisi di Nicosia - secondo l'agenzia di rating - "è un fattore che pesa negativamente sui rating sovrani dell'area euro". Primo fra tutti quello dell'Italia. E nel pomeriggio si sono diffuse voci insistenti di un possibile declassamento del debito di Roma da parte di Moody's. Notizia che l'agenzia di rating non ha smentito, trincerandosi dietro un "no comment", che ha gettato benzina sul fuoco dei mercati e che ha spinto Piazza Affari a chiudere in ribasso a - 2,5%.
 
Intanto, secondo quanto riferisce l'agenzia reuters, la Banca Centrale di Cipro ha fatto sapere che la Banca Popolare (Laiki) e la Bank of Cyprus dovrebbero riaprire nella giornata di giovedì, le altre già domani. Per Laiki e BoC rimarrà fino a giovedì anche il limite ai prelievi bancomat fino a massimi 100 euro. La Banca Centrale Europea ha invece garantito che assicurerà la liquidità di emergenza richiesta dalla Banca Centrale di Cipro anche perché l'accordo raggiunto con Nicosia contiene - dice Francoforte - "gli elementi necessari".
salvataggio chipre
 
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marzo 30, 2013

Svelato il segreto della cocaina naturale, scoperta che potrebbe aiutare lo sviluppo di nuovi farmaci.
cocaina naturalesScoperto il modo in cui le piante producono la cocaina. Secondo i ricercatori, questa scoperta potrebbe aiutare lo sviluppo di nuovi farmaci.

Alcuni biochimici hanno individuato un passaggio chiave che avviene durante la formazione della cocaina nelle piante.
La cocaina, dal punto di vista chimico, è molto simile a tantissimi farmaci anestetici e stimolanti che vengono utilizzati legalmente tutti i giorni e quindi, come spiegano gli autori dello studio, comprendere come questa sostanza stupefacente venga prodotta all’interno della pianta potrebbe rivelarsi importante per la sintesi di nuovi farmaci che non comportino, però, il rischio della dipendenza.

"Le piante non si possono muovere, quindi devono essere i migliori chimici del pianeta per sopravvivere", ha detto uno degli autori dello studio, John D'Auria, biochimico presso il Max Planck Institute, Germania. "Producono sostanze chimiche che altri organismi non riescono a produrre, come la cocaina”.

Ma per ottimizzare i benefici per l’uomo di questo composto chimico, D’Auria ha spiegato che "dobbiamo farci un’idea di come le piante la producono, perché se si comprende appieno la sua biochimica potremmo eliminare le proprietà negative e mantenere solo quelle anestetiche”.
In Sudamerica la coca è stata coltivata per ottomila anni dalle tribù indigene che ne masticavano le foglie durante i riti religiosi o per sopportare la fame e la sete. Ancora oggi “è una fonte molto importante di denaro contante, oltre a essere la fonte di una terribile droga. Ma possiede anche una lunga storia come medicinale", ha detto D'Auria.

Tuttavia, si sa molto poco di come la pianta di coca produca l’alcaloide della cocaina, visto che in pochissimi laboratori ne è consentita la coltivazione per scopi scientifici. Così D’Auria, per poter comprendere i meccanismi della biosintesi delle cocaina, ha pensato di studiare le Solanaceae, una famiglia che comprende piante da fiore molto simili a quella della coca, tra cui la patata e la belladonna.
Infatti, anche se la coca fa parte di una famiglia diversa, molte Solanaceae producono alcaloidi simili, alcuni dei quali sono utilizzati come farmaci che dilatano le pupille, che curano il mal d’auto e le ulcere peptiche.

La squadra di D'Auria ha però scoperto che le piante di coca non usano gli stessi enzimi delle Solanaceae per costruire le loro molecole di alcaloidi. “È un fatto sorprendente”, ha detto D’Auria, “perché gli alcaloidi sono molecole complesse che richiedono molte fasi per venire prodotte, e l'evoluzione in genere conserva le soluzioni migliori, piuttosto che reinventarne di nuove”.
c piante di coca - il 10 per cento del peso a secco delle foglie - agisce come insetticida. Ulteriori studi sugli antenati selvatici delle piante attuali potrebbero aiutare a risolvere la questione.

”Siamo molto interessati a questo tema e ci stiamo lavorando”, ha detto D'Auria, aggiungendo che il suo team ora sta studiando sei piante molto simili alla coca, e "stiamo anche lavorando su come ottenere gli insetti che si nutrono di queste piante”.

Il nuovo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences
 
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marzo 29, 2013

L'Italia non dà nessun valore alla ricerca, sia per tradizione sia per il forte influsso della Chiesa cattolica.
ricerca-italiaSiamo un Paese contro la scienza. Non diamo la colpa ai soldi che mancano. L'Italia non dà nessun valore alla ricerca, sia per tradizione sia per il forte influsso della Chiesa cattolica.  Ma il pensiero scientifico non si ferma e continua il suo cammino inarrestabile nonostante tutto

L'Italia non è un Paese per scienziati. E se la scienza disegna il progresso e quindi il domani, il nostro è un Paese senza futuro? Io dico di no, nonostante il grande dolore provato vedendo bruciare la Città della Scienza di Napoli e nonostante tutti i pensieri plumbei sui valori che dominano il nostro Paese che hanno accompagnato quelle immagini.

Che l'Italia sia in una situazione di arretratezza per quanto riguarda gli investimenti in ricerca scientifica, è innegabile. Secondo gli ultimi dati di "Observa, Science in society", la quota di ricchezza nazionale, Pil, dedicata alla ricerca nel 2012 è stata dell'1,3 per cento, mentre era dell' 1,1 nel 2010. Intanto in due anni i ricercatori sono passati da 3,6 al 4,3 su mille occupati. Un minimo progresso c'è stato quindi, ma il problema si pone nel confronto internazionale, perché mentre il nostro Paese è in situazione di semi-immobilismo, gli altri si muovono eccome. Ad esempio la Danimarca è passata in due anni da una percentuale del Pil investito in ricerca del 2,6 al 3,1, la Corea dal 9,5 all'11,1.

Tuttavia il cuore della questione non è esclusivamente finanziario, ma anche di cultura: la scienza non è considerata un valore del Paese. I perché sono molteplici: una tradizione che considera la creatività appannaggio dell'arte e la letteratura, un sistema scolastico che, dalle elementari all'università, non valorizza le materie scientifiche, l'influenza forte della Chiesa cattolica, che tende a limitare il peso del pensiero scientifico nelle scelte sociali ed etiche che riguardano la vita dell'uomo, considerata dono e proprietà esclusiva di Dio. Eppure anche in un mondo antiscientifico, la scienza non si ferma.
ricerca
I ricercatori italiani sono accolti ovunque all'estero con grande favore e continuano a scalare le classifiche nei finanziamenti degli enti internazionali. Sono pochi e i loro percorsi di carriera sono bloccati, ma la loro produttività individuale è fra le più elevate in Europa. Sono la dimostrazione vivente che il pensiero scientifico continua imperterrito il suo sviluppo, quasi autonomamente rispetto alla storia.

Da quando è nata diecimila anni fa, in Mesopotamia, la scienza ha superato guerre, rivoluzioni, carestie, disastri ecologici, epidemie, continuando a progredire perché la capacità ideativa non viene mai meno e la mente continua a svilupparsi nutrendosi del nuovo sapere. Il processo della conoscenza è inarrestabile e anche se non lo vogliamo - o se qualcuno non lo vuole - le idee nascono, e prima o poi si realizzano.
 
Per questo la scienza non è intimorita neppure oggi: la crisi attuale è finanziaria ed economica, ma il pensiero scientifico sta vivendo uno dei suoi periodi più floridi. E' importante a questo punto sottolineare che la scienza non è portatrice solo di benessere e sviluppo, ma anche di civiltà. Ha una forte vocazione umanistica perché è nata con le finalità ultime del bene collettivo, la tutela della vita umana, la salvaguardia degli equilibri del pianeta.

Di conseguenza i suoi obiettivi sono di alto respiro: la lotta alla fame nel mondo, la sconfitta delle malattie gravi come il cancro o la malaria e l'Hiv, la ricerca di fonti di energia non inquinanti, la difesa dell'ambiente e della biodiversità. L'universalità del linguaggio e del metodo scientifico possono rendere compatibili mondi altrimenti inconciliabili, recuperando differenze di culture ed esperienze.
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Per questo la scienza rappresenta anche un movimento etico impegnato nel promuovere la tolleranza, cancellare i fondamentalismi e difendere i diritti umani fondamentali, primo il diritto alla pace, che è condizione di esistenza per tutti gli altri.

Per avvicinare la scienza alla gente, facendone capire questi valori, ho voluto creare la Fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle Scienze, che celebrerà il suo decimo compleanno in Campidoglio il 20 marzo, alla Cerimonia di Consegna dei Grant 2013.

Attribuiremo oltre cento Borse di Ricerca, come facciamo ogni anno dal 2003, a giovani laureati, per costruire un esercito di futuri scienziati capaci di far riacquistare al Paese la fiducia nel proprio futuro.
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Summly, l'app che riassume in uno spazio di 400 caratteri le notizi
summlyHa raccolto oltre un milione di dollari di fondi (anche Yoko Ono ci ha investito sopra qualche soldino) ed è stata scaricata almeno 500mila volte. Così Summly, l'app che riassume in uno spazio di 400 caratteri le notizie provenienti dai siti d'informazione online, ha attirato l'attenzione di Yahoo. Che ha appena annunciato di voler procedere all'acquisto della società nel corso del secondo trimestre dell'anno, per una cifra che si aggira intorno ai 30milioni di dollari.

Una cosa è certa: Nick D'Aloisio, l'imprenditore del web under 18 che ha creato Summly a soli 15 anni, entrerà presto a far parte della schiera dei milionari di Internet. L'app una volta rilevata con ogni probabilità verrà chiusa. Ciò che interessa al colosso di Sunnyvale è la tecnologia su cui si basa e che agevola il modo di fruire dell'informazione in rete.

Summly, ha spiegato Yahoo, fornisce anteprime di storie (riassunti pensati apposta per i possessori di smartphone per via della lunghezza del testo a misura di display) garantendo un modo più semplice e veloce con cui trovare su Internet le notizie desiderate.

Ma la creatura del programmatore teenager è solo una delle tante startup su cui il gigante informatico ha messo le mani negli ultimi tempi allo scopo di rafforzare la propria presenza nel mercato mobile.
In questi mesi sono diverse le startup di successo finite nel carrello della spesa di Marissa Mayer, il ceo di Yahoo (ex Google) che sta rivoltando il colosso come un calzino per tirarlo fuori dalla crisi e che nei suoi primi sei mesi di mandato ha subito ottenuto risultati importanti: nel quarto trimestre del 2012 il fatturato è stato di 1,34 miliardi di dollari e gli utili di 189,99 milioni di dollari, contro gli 1,21 miliardi di fatturato e i 54,81 milioni di utili registrati il trimestre precedente.

Da Stamped, un'app per smart device che consente di condividere le cose che ci sono piaciute particolarmente durante la giornata, a Ontheair, che permette di assistere in streaming a un meeting e d'interagire in videoconferenza con i partecipanti, lo shopping di Yahoo ha riservato più di una sorpresa in questi ultimi sei mesi.
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Ora occhi puntati al prossimo colpo di mercato della Mayer. Che ormai da diverso tempo sta trattando con France Telecom per l'acquisto del servizio di condivisione video Dailymotion, valutato circa 300 milioni di dollari con i suoi 116 milioni di utenti al mese. Il fratello di Youtube viene visto come un grimaldello per fare breccia in Europa e in Asia dove la compagnia guidata dall'ex manager di Big G procede a rilento. Oggi la maggior parte degli introiti di Yahoo proviene dagli Usa. Ma per tornare a dettar legge è necessario secondo la Mayer farsi largo all'estero.

Naturalmente buona parte dell’attenzione dei media si è concentrata sulla storia del giovanissimo creatore dell’applicazione, ritrovatosi da un giorno all'altro multimilionario grazie a una trovata sviluppata nella cameretta di casa. Ma c’è un altro aspetto sul quale vale la pena soffermarsi ed è quello che riguarda il significato dell’acquisizione per il futuro dell’informazione online.

Nick Carr, uno che sui cambiamenti delle nostre funzioni cognitive in relazione all’avvento di Internet ci ha costruito dei veri e propri trattati filosofici, direbbe che è tutta colpa della Google-generation e dell’imbarbarimento delle nostre abitudini di lettura: perché – questo è innegabile – siamo sempre più figli dell’informazione mordi-e-fuggi, schizziamo da un sito all’altro senza pensare davvero a ciò che stiamo leggendo. E allora anche un titolo e poche battute sono sufficienti per accontentare la nostra “sete” di sapere.
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Certo, si potrebbe obiettare che:
1. Per operare Summly ha bisogno di una base di articoli veri, scritti cioè da persone in carne ed ossa. E che in fondo l’utente può decidere in qualsiasi momento di passare dal riassunto alla notizia estesa.
2. La tendenza verso la sintesi estrema non nasce con Summly ma è un processo che sul Web è in atto da sempre. Twitter, in questo senso, rappresenta già la quintessenza della comunicazione iper-concentrata in una manciata di caratteri

 
3. Il modello di Summly va a colmare un vuoto nell’industria editoriale, quello dell’informazione a misura di smartphone. Del resto tutto ciò che leggiamo sui display dei nostri telefonini intelligenti non è altro che una versione rimpicciolita (ma solo nel carattere) degli articoli nati per il mondo desktop.
Tutto vero. Ma se – come dice Yahoo – Summly sarà davvero il format dell’informazione del futuro, viene da chiedersi che ne sarà degli approfondimenti e dei contenuti di qualità sul Web.
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marzo 28, 2013

47,000 aziende protestate in Italia nel 2012: un record di cui non si può essere orgogliosi.
societa-protestate-italia_0147,000 aziende protestate in Italia nel 2012. L’Italia fa registrare un record di cui non si può essere orgogliosi: rispetto al 2007, il numero delle società protestate è salito del 45%.

L’anno scorso, le aziende che hanno accusato almeno un protesto, sono state 47,000. Tali dati sono stati comunicati dal Cerved, gruppo specializzato nell’analisi d’impresa, ed analizzati dall’agenzia Ansa.

La crescita del numero delle aziende protestate in Italia pare non mostrare nessun segno di rallentamento: negli ultimi tre mesi del 2012 si è notato un aumento proporzionale, con 221,000 titoli contestati a 69,000 aziende italiane, incluse società individuali.

Tale boom negativo non ha risparmiato nessun settore e quelli più colpiti sono stati quello delle costruzioni (11,000 società protestate che rappresenta una crescita del 9,1% rispetto al 2011) e dei servizi (25,000 società protestate, +9.5%)
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Analizzando più a fondo i dati forniti dal Cerved, si evince che i ritardi nei pagamenti delle imprese verso i propri fornitori, sono tornati ai livelli registrati durante la crisi. Secondo il gruppo, spesso questi casi sfociano in default.

Le fatture delle aziende italiane tra Ottobre e Dicembre 2012 sono state regolate con una media di 85 giorni. Tuttavia, il dato più inquietante riguarda le grandi aziende che possono godere di termini di pagamento più vantaggiosi; il ritardo nei pagamenti delle grosse società è cresciuto dal 6,9% all’8,2% del totale in un solo trimestre.
 
La situazione non risulta molto vantaggiosa per il cash flow delle società italiane, che spesso cercano di espandere il loro mercato oltre i confini nazionali, sopperendo alla crisi attraverso l’espansione del proprio bacino clienti.

Il processo di espansione all’estero è molto delicato ed è meglio appoggiarsi a consulenti accreditati, in grado di seguire la società in ogni step del processo di internazionalizzazione. Dalla costituzione di una società all’estero, alla gestione della stessa, Tax & Advise è un partner affidabile, capace di fornire il giusto supporto per accompagnare ogni società cliente verso il successo.
sos aziende
 
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Il piatto piange in casa Berlusconi: Mediaset in rosso non distribuirà utili a Fininvest.
berlusconiMediaset in rosso non distribuirà utili a Fininvest. Male anche Mondadori. Per i Berlusconi anno di "magra"
Il piatto piange in casa Berlusconi. Dopo Mondadori, anche Mediaset ha chiuso il 2012 in rosso, il primo da quanto è quotata. 

Il gruppo editoriale ha pagato il peso delle svalutazioni (240 milioni di euro), archiviando l’esercizio 2012 con una perdita netta di 287,1 milioni, rispetto all’utile di 225 milioni registrato nel 2011. Male è andato anche l’Ebit (corrispondente in italiano al margine operativo netto), risultano negativo per 235,4 milioni di euro rispetto al +538,7 milioni di un anno prima, mentre i ricavi sono scesi di circa il 13% a 3,72miliardi da 4,25 miliardi.

L’imperativo è tagliare i costi.
In primo luogo l’azienda del Biscione ha pagato il contesto macroeconomico di fondo, che ha portato a un calo netto della pubblicità (-16% per il gruppo di Segrate), destinato a proseguire nell’anno in corso. Non ha portato i risultati sperati nemmeno la divisione a pagamento della Tv, con poco più di 2 milioni di abbonati, contro i 3 stimati dagli analisti come soglia minima per far quadrare i conti. Un ruolo negativo lo ha giocato anche l’accresciuta concorrenza del digitale e di LA7, che hanno eroso la quota di Mediaset intorno al 35%. Così il taglio ai costi per 287 milioni operato nel 2012 dovrà essere incrementato a 450 milioni l’anno nel 2013 e nel 2014.

  
Gli analisti si aspettavano la chiusura d’anno con il segno meno, ma nelle note di preview non si accennava alla possibilità di svalutazioni di una tale portata. Secondo i dati Thomson Reuters Ibes (23 stime raccolte), il consensus del mercato si attestava su ricavi a circa a 3,7 miliardi, l’Ebit a 81 milioni e il risultato netto in perdita di circa 31 milioni.

Niente dividendi per Fininvest.
gruppo fininvest  

Alla luce di questi risultati, la società ha deciso di non distribuire dividendi (0,10 lo scorso anno). Una decisione che fa il paio con quella presa dall’altro colosso di casa Fininvest, l’azienda editoriale Mondadori, che nei giorni scorsi ha comunicato di aver chiuso il 2012 con una perdita di 167,3 mln euro, a fronte di un utile di 49,6 milioni registrato nel 2011.

Una performance che ha contribuito alla sostituzione dell’amministratore delegato, da Maurizio Costa a Ernesto Mauri. La stessa Fininvest nei giorni scorsi ha reso noto che si farà carico dell’inoptato (17,47% dei titoli offerti), esito dell’aumento di capitale operato da Molmed (partecipata al 27%). 

I tre titoli sono reduci da un periodo negativo anche a Piazza Affari: Mediaset e Mondadori hanno lasciato sul terreno un quarto della loro capitalizzazione nell’ultimo anno, mentre la società biotech nata come spin-off del San Raffaele ha limitato il calo all’11%. 

Le uniche note lieti sono arrivate da Mediolanum, che ha chiuso in positivo anche il 2012 (utile a quota 351 milioni di euro) e si prepara a staccare un assegno da 60 milioni di euro per la Fininvest, azionista al 35%.
 
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marzo 11, 2013

Body painting: tecniche moderne ed effetti speciali.

Body painting moderno. Esecuzione di body-painting
L'origine del body painting moderno viene fatta risalire al 1933 quando Max Factor, dopo aver truccato interamente la sua modella con un nuovo make up, la espose alla Fiera Mondiale di Chicago.

Furono arrestati entrambi per disturbo alla quiete pubblica. Questo pare essere il primo esperimento di body painting moderno. Tornò quindi di moda una delle forme d'arte tra le più antiche: ma oltre alla variazione delle tecniche grazie al progresso scientifico, il body painting cambiò significato. Anche se nelle parti del mondo isolate, come Amazzonia, savane Africane, jungle Indiane il significato del body painting è rimasto invariato, nel mondo globalizzato ha assunto significati completamente diversi. Dagli anni novanta ad oggi il body painting ha subito un vero boom.

Tecniche moderne.
Nel body painting moderno i colori naturali sono affiancati da colori acrilici e sintetici fatti dalle più importanti case di cosmetici internazionali. Sono colori che non recano danni alla salute della pelle né provocano allergie. La durata del disegno varia a seconda dei pigmenti utilizzati:

    L'henné, di origine naturale, ha una durata che può oscillare da una a due settimane.
    Le tempere, di origine naturale, hanno una durata di qualche ora (svaniscono con la doccia).
    Gli acrilici, di origine artificiale, hanno una durata che varia da qualche ora ad un giorno (svaniscono con la doccia).

Anche gli strumenti di lavoro si sono aggiornati con il passare degli anni: ai classici pennello e spugnetta si sono aggiunte sofisticate tecniche d' aerografia, che permettono di creare chiaroscuri, sfumature e dettagli molto precisi.
Body painting sul corpo di una modella.
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    Il pennarello è utilizzato spesso nel body painting per via della vasta gamma di colori disponibili e del modo in cui questi possono essere combinati tra loro. A causa della loro punta piccola vengono adoperati per disegni occupanti piccole porzioni del corpo: punte più larghe aiutano i body painter ma il loro uso comporta comunque un enorme dispendio di tempo se impiegati per grossi disegni. L'effetto è quello di un tatuaggio vero e proprio. Il colore dei pennarelli è sicuro e semplice da utilizzare non si stacca a scaglie come la vernice a causa dell'elasticità della pelle umana. Lo svantaggio è che se il colore viene strofinato rischia di spalmarsi e rovinare quindi l'opera intera.

    L'henné o mehandi è utilizzato da secoli dalle tribù Indiane e Africane ed è uno dei metodi più sicuri di fare body painting. Di origine naturale, si ottiene la tinta allungando la polvere delle foglie essiccate con l'acqua. Il colore è applicato successivamente sul corpo tramite un contenitore conico premuto durante il disegno. Questo particolare colore macchia gli strati superiori della pelle garantendo una durata che varia da una a due settimane.

    Il lattice liquido composto da lattice naturale, ammoniaca, acqua e ossido di zinco è applicato sul corpo umano come seconda pelle. È consigliato applicarlo su pelli perfettamente rasate, in modo tale da staccarlo più facilmente a opera conclusa. Più strati vengono fatti più è facile toglierlo dalla pelle; per questo chi lo utilizza preferisce applicare più strati sopra al corpo. In alcuni casi viene utilizzato come base per applicare colori nocivi che non potrebbero essere applicati direttamente.

    Gli acrilici possono essere applicati sul corpo con semplici pennelli o con aerografi. È una tra le tecniche più usate perché secca molto rapidamente, offre una grande elasticità e si adatta senza screpolarsi e senza stropicciarsi alla pelle del corpo umano. È uno tra i metodi più costosi e dà all'opera un tocco molto professionale. Il colore viene levato lavando il corpo col sapone: i colori acrilici non sono stati pensati per la pelle umana e, benché non siano tossici, è comunque bene eliminarli qualche ora dopo l'applicazione.

    Il colore a tempera è stato per molto tempo fra i più favoriti per la pittura del corpo in quanto molto conveniente. La pelle dipinta con questi colori è particolarmente bella ma l'effetto dura fino a quando la tempera rimane bagnata: questa tipologia di colore, una volta seccato, si sfalda staccandosi così dal corpo a scaglie, perché perde l'elasticità necessaria per farlo aderire alla pelle. Questo è uno dei motivi per cui molti body painter sconsigliano l'uso della tempera.

    Il body painting airbrush è una particolare tecnica che arricchisce il body painting dell'aerografo utilizzato per spruzzare vernici di vario genere nebulizzandole con l' aria compressa. L'effetto è più realistico di quelli permessi dal pennello e dalla spugna. L'utilizzo dell'aerografo comporta una minore artisticità dell'opera: svaniscono i tratti che solo il pennello con le sue linee, riesce a dare all'opera. Come nel pieno stile dell'aerografia, i contorni dei dipinti appaiono meno delineati e più sfocati: gli artisti che utilizzano l'aerografo sono specializzati in più campi della pittura, come la verniciatura delle auto, dipinti su carta, disegni sui caschi di piloti ecc.

Body painting con i colori fluorescenti.
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    L'utilizzo del colore Blacklight Ink e delle lampade di wood (più comunemente conosciute come lampade UV) dà al body painting un effetto di fluorescenza spettacolare. I pigmenti di questo particolare colore reagiscono ai raggi UV creando un effetto luminoso. L'opera è visibile solo al buio e sotto l'esposizione a queste lampade che provocano la reazione dei pigmenti colorati. Il Blacklight Ink non è pericoloso né nocivo per la pelle. Questa tecnica è applicata su qualsiasi parte del corpo, dal viso alle mani, dal torso alle gambe. Un esempio di questa tecnica è possibile vederla nel video "I gotta feeling" dei Black Eyed Peas, nel quale cantando e ballando sotto lampade UV i membri del gruppo hanno il viso segnato da questi particolari effetti di fluorescenza.
 
Body painting and special effect.

Dove non arriva l'aerografo ed i colori per raggiungere l'effetto desiderato si ricorre spesso all'utilizzo delle protesi. La pittura si unisce a queste per rendere gli effetti ancora più realistici. Le protesi possono essere sostanzialmente di due tipi: di piccole dimensioni oppure medio-grandi. Le prime vengono utilizzate per le parti più piccole del corpo:

    Lenti a contatto (colorate, occhi da zombie, occhi da serpente, da felino etc.).
    Ciglia finte (lunghe, colorate, glitterate, con cristalli, con piume, etc.).
    Unghie finte (colorate, lunghe, artigli, etc.).
    Denti finti (dracula, serpente, draghi, felini etc.).
    Orecchie allungate (elfo, avatar, nano etc.).
    Piccole ferite o ustioni.
Quelle di medie e grandi dimensioni sono:
    Calotte per la testa.
    Finti arti mozzati.
    Protesi da applicare.
    Parti di volto o interi volti realizzati con calchi personalizzati.
Le varietà del Body Painting
Le zone del corpo interessate e i colori stessi determinano varietà di questa fun art. Il body painting infatti comprende:
    Body painting
    Face painting
    Hand painting


Tucano - Ricerca personale - 2006 (Guido Daniele)
Tigre - Ricerca personale - 2006 (Guido Daniele)
Cigno - Ricerca personale - 2006 (Guido Daniele)
Zebra - Ricerca personale - 2006 (Guido Daniele)
Elefante - Campagna Europea Schroeders - 2002 (Guido Daniele)
Pointer - Campagna Europea Schroeders - 2001 (Guido Daniele)
Aquila - Campagna Europea Schroeders - 2001 (Guido Daniele)
Ghepardo - Campagna Europea Schroeders - 2001 (Guido Daniele)
 
Ricerca personalizzata
 
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marzo 10, 2013

Body Painting: storia e significati.
bodypainting  MochePaintedFaceIl Body Painting o bodypainting è una forma di body art in cui a differenza del tatuaggio o di altre forme di body art, la durata è temporanea.
Il tempo di permanenza, dipendente dai tipi di colori utilizzati, varia da qualche ora a qualche giorno essendo una forma d'arte in cui, per sua stessa natura, ogni opera è destinata alla distruzione.
Il body painting trova come suoi partner naturali:
    La fotografia, che permette di immortalare l'attimo e conservare la creazione dell'artista;
    Il video, che riprende in diretta la realizzazione dell'opera;
    L'esibizione sia durante la pittura sia ad opera completata;
Storia del body painting.
Quest'arte affonda le sue radici nelle usanze di popoli tribali Africani, Indiani e centro Americani: la mancanza di fonti scritte rende impossibile sapere con certezza da quanto tempo questi popoli utilizzano il body painting.
  •     Una tra le più antiche popolazioni che fa uso del body painting sono gli aborigeni Australiani: dal 60.000 a.C. queste tribù dipingono il loro corpo e si fanno cicatrici.
        L'uomo primitivo, nel 30.000 a.C., dipingeva allo stesso modo sia lui che le caverne, prima di rituali religiosi o propiziatori (per la caccia).
        Pitture rupestri trovate nell'altopiano Tassili risalenti all' 8000 a.C. mostrano come gli uomini erano segnati sul corpo da pitture e cicatrici.
        Gli Egizi ricorrevano alla pittura corporea sia per i defunti sia per i vivi. Nel 4000 a.C. le mummie di due donne erano segnate sull'addome da linee pitturate a mano. Le donne nella vita quotidiana, dipingevano la linea inferiore dell'occhio di verde, colore a base di malachite (composto dal carbonato di rame), mentre palpebre, ciglia e sopracciglia, erano marcati col carbone. Entrambi i colori erano inizialmente in polvere poi allungati con l'acqua e applicati sul corpo con le dita.
        Stesse tecniche venivano utilizzate dai Sumeri nel 500 a.C. che dipingevano il volto con piombo bianco e rosso vermiglio.
        Nella descrizione che Tacito fa dei Germani (De origine et situ Germanorum - 98 d.C.) vengono riportati esempi di pittura del corpo.
        Nel 300 d.C. i Picti dipingevano il loro corpo durante le battaglie con pitture intimidatorie.
        In Giappone il body painting a partire dal 550 d.C., a seconda della zona del corpo interessata, distingueva classi sociali diverse. Abolito nel 1847 d.C. dall'imperatore Meiji, tornò ad essere legale nel 1945 d.C.
    Tecniche tradizionali
I colori utilizzati erano tutti di origine naturale (argilla, cenere e sostanze vegetali) provenienti dalla flora del luogo dove gli abitanti erano insediati. Venivano applicati poi sulle parti del corpo desiderate, usando le dita o pennelli.
bodypainting Blacklight
Significati.
  • Le pitture corporali univano all'abbellimento del corpo significati precisi.
  •     Religioso: gli sciamani dei villaggi tribali erano coperti in volto e nel corpo da pitture.
        Cerimoniale: sanciva il passaggio dall'età adolescenziale a quella dell'uomo maturo, oppure l'unione sacra del matrimonio.
        Intimidatorio: sia nelle battaglie per intimidire i nemici sia nelle sessioni di caccia per mimetizzarsi e spaventare i predatori.
        Sessuale: per attirare le attenzioni sul proprio corpo arricchito di colori.
I colori utilizzati dalle popolazioni tribali non avevano certo le sfumature di quelle che hanno a disposizione i body painter moderni, ma nelle culture indigene ad ogni colore corrispondeva un valore:
    Al rosso veniva accostato il coraggio (è il colore del sangue versato in battaglia) il calore e la passione.
    Al nero veniva accostato il significato del mistero, del buio e della notte.
    Al bianco, colore delle nuvole, veniva accostata la purezza.
    Al blu, colore del cielo, dei mari e dei fiumi, veniva accostata la calma e la tranquillità.
    Al viola, colore destinato ai sovrani, veniva accostata la superiorità.
    Al giallo, colore dei giovani, veniva accostata l'intelligenza e la speranza.
    Al grigio, colore della barba degli anziani saggi, veniva accostata la saggezza, la dignità e la conoscenza.
 







 Gufo 2006 - Ricerca personale (Guido Daniele)
Gatto rosso - posizione 2 - Sigla televisiva per Animal Planet Discovery 2006 (Guido Daniele)
 Pappagallo 2006 (Guido Daniele)
Coccodrillo - Ricerca personale 2006 (Guido Daniele)
Aquila - Sigla televisiva perAnimal Planet Discovery 2006 (Guido Daniele)
Gatto grigio - Sigla televisiva per Animal Planet Discovery 2006 (Guido Daniele)
Elefante - Sigla televisiva per Animal Planet Discovery 2006 (Guido Daniele)
 
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