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aprile 26, 2013

Novità CUD 2013: parte B.

La parte B del Modello Cud 2012 ha subito le seguenti variazioni sostanziali rispetto al CUD 2011 anche se l’impostazione formale dei campi, invece, è rimasta inalterata.

Modello Cud 2012 punto 1 – “Redditi per i quali è possibile fruire della detrazione di cui all’art. 13, commi 1, 2, 3 e 4 del Tuir” quest’anno, la casella 1 del CUD dovrà tenere conto delle seguenti novità intervenute nel corso del 2011:
  1. i redditi dovranno essere indicati al netto del contributo di solidarietà introdotto dall’art. 2, comma 2, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, evidenziato al punto 136;
  2. e al lordo della quota di TFR ed altre indennità eccedente 1 milione di euro che, ai sensi dell’art. 17 DL n. 201/2011, è stata assoggettata a tassazione ordinaria (attraverso il nuovo codice annotazione “BZ” devono essere indicati sia la quota complessiva eccedente 1 milione di euro che l’importo delle singole indennità/TFR corrisposte);
  3. con riguardo ai redditi di lavoro dipendente delle categorie individuate con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 3 giugno 2011 (trattasi sommariamente dei cittadini dell’Unione Europea nati dopo il 1° gennaio 1969 che hanno tras ferito la residenza in Italia entro tre mesi dall’assunzione o dall’avvio di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo e che hanno goduto di un abbattimento della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche pari all’80 % per le lavoratrici e il 70 % per i lavoratori; vedasi l’art. 3, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 238), Nel punto 1 va indicato il 20 % in caso di componente femminile o il 30% per i lavoratori maschi, dei redditi corrisposti, sempreché il percipiente abbia richiesto di fruire del beneficio fiscale previsto dall’art. 3 citato in sede di applicazione delle ritenute. Nelle annotazioni (cod. BM) indicare l’ammontare complessivo delle somme che non hanno concorso a formare il reddito imponibile (80% o 70% dell’ammontare erogato);
  4. se nel punto sono indicate remunerazioni erogate in forma di bonus e stock option a manager/co.co.co del settore finanziario (banche, società di gestione del risparmio, sim, società finanziarie etc), ricordarsi che nell’annotazione cod. “BL” deve essere indicato:
–      l’ammontare complessivo di dette remunerazioni;
–      la parte dei compensi eccedenti il triplo della la parte fissa della retribuzione erogati prima dell’entrata in vigore del decreto-legge del 6 luglio 2011, n. 98 (fino al 16 luglio 2011);
–      la parte dei compensi eccedenti la parte fissa della retribuzione erogati dopo l’entrata in vigore del decreto-legge del 6 luglio 2011, n. 98 (dal 17 luglio 2011);
–      la relativa imposta operata.

Modello Cud 2012 Punto 22 – “Secondo o unico acconto Irpef trattenuto nell’anno” per assistenza fiscale. Quest’anno la casella 22 dovrà tenere conto del differimento di diciassette punti percentuali dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto per il periodo d’imposta 2011 (D.P.C.M. 21 novembre 2011, in attuazione del decreto-legge del 31 maggio 2010, n. 78). In pratica, va indicato l’importo del secondo o unico acconto relativo all’Irpef effettivamente trattenuto, al netto di quanto eventualmente restituito entro gennaio 2012. Era previsto, infatti, che nel caso il sostituto d’imposta non avesse tenuto conto del differimento a novembre, quest’ultimo avrebbe dovuto restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione erogata nel mese di dicembre 2011, o al più tardi nel mese di gennaio 2012. In definitiva, soltanto nel caso in cui le restituzioni siano state effettuate nei mesi di dicembre e gennaio nel punto 22 va indicato l’importo del secondo o unico acconto trattenuto al netto delle restituzioni effettuate. Il sostituto deve altresì compilare le annotazioni cod. “BQ” se ha operato l’acconto in misura ridotta (a novembre) ovvero ha effettuato la restituzione a dicembre 2011; diversamente dovrà compilare l’annotazione cod. “CB” se ha restituito la riduzione a gennaio 2012.
Detassazione premio produttività
Nella sezione “somme erogate per l’incremento della produttività del lavoro” sono state tolte le informazioni dello scorso anno riferite ai conguagli dell’imposta sostitutiva relativa agli anni 2008 e 2009 ed è stato inserito un nuovo punto, il 255. La nuova casella fa parte dell’ormai ben noto meccanismo della detassazione di alcune componenti accessorie della retribuzione corrisposte per l’incremento della produttività del lavoro che fruiscono dell’aliquota agevolata del 10% in sostituzione nell’ordinaria tassazione Irpef ad aliquote progressive.
Modello Cud 2012 Punto 255 – va indicato l’ammontare delle somme che non concorrono alla formazione del reddito a norma del Testo Unico Irpef (emolumenti che sono imponibili solo parzialmente ai sensi dell’art. 51, comma 6, del Tuir; esempio le indennità di volo e le indennità ai trasfertisti; nella casella va indicata solo la parte non tassata, mentre la quota soggetta a tassazione va indicata al punto 251).
Compensi relativi agli anni precedenti
I punti da 351 a 356, che ricalcano la sezione dei redditi relativi agli anni precedenti soggetti a tassazione separata, risentono quest’anno delle disposizioni emanate dal D.P.C.M. del 19 maggio 2011. Si tratta, sostanzialmente, di una precisazione sul caso in cui la detrazione d’imposta ex art. 2, comma 3, del D.P.C.M. 27 febbraio 2009, non trovi capienza sull’imposta lorda relativa alle retribuzioni corrisposte al personale del comparto sicurezza e difesa e del soccorso pubblico. Le istruzioni al CUD 2012 precisano che la parte eccedente può essere fruita in riduzione dell’imposta dovuta sulle medesime retribuzioni corrisposte nell’anno 2011 e assoggettate a tassazione separata quali emolumenti arretrati di cui all’art. 17 del Tuir. In particolare nel punto 352 deve essere indicato l’ammontare del trattamento economico accessorio assoggettato a tassazione separata già ricompreso nel punto 351. Nel punto 354 deve essere indicato l’importo della detrazione di cui al D.P.C.M. del 19 maggio 2011 che non ha trovato capienza sull’imposta lorda relativa al trattamento economico accessorio percepito e utilizzata ai fini dello scomputo della imposta sui medesimi redditi assoggettati a tassazione separata riferiti ad anni precedenti. Le ritenute indicate al punto 355 devono essere riportate al netto della detrazione operata di cui al precedente punto 354. Resta comunque inteso che nel caso in cui la detrazione di cui al predetto D.P.C.M. sia stata interamente fruita nell’ambito della tassazione ordinaria i punti 352 e 354 non devono essere compilati.
Oneri per i quali spettano le detrazioni del 19%
La tabella A elenca la codifica degli oneri per i quali spetta la detrazione del 19%. Si tratta di una serie di informazioni aggiuntive da inserire nelle annotazioni in caso di compilazione del punto 108 “detrazione per oneri” – Parte B – Dati fiscali, per fornire al lavoratore, in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi, una dettagliata descrizione delle tipologie di spesa di cui si è tenuto conto in sede di conguaglio Irpef . La tabella A non ha subito variazioni rispetto al CUD 2011, mentre la ex tabella B dello scorso anno, riguardante gli oneri per i quali spettava la detrazione del 20%, è stata soppressa.
 
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Novità CUD 2013: parte A.
Il modello CUD 2012 non presenta, quanto all’impostazione grafica di fondo, alcuna differenza rispetto ai modelli degli anni scorsi., comunque salta subito agli occhi che la numerazione dei singoli campi è cresciuta a dismisura: nella Parte B – Dati Fiscali  si parte dalla casella numerata con il numero 1 fino ad arrivare alla 413, con buchi nella numerazione progressiva che ad ogni salto di sezione arrivano intorno alle 70 unità.

Si consideri che lo scorso anno l’ultima casella della Parte B aveva il numero 146, mentre il modello attuale ha il numero 413. Una parte dei buchi di numerazione sarà colmata dal modello 770 Semplificato, come noto speculare al modello CUD ma contenente molte più informazioni. Infine, è il caso di ricordare un’importante novità che riguarda l’integrazione tra CUD, modello 730, e assistenza fiscale del sostituto d’imposta, passaggi che rappresentano il percorso naturale dell’adempimento tributario per moltissimi lavoratori dipendenti.

E’ terminata la fase sperimentale che ha testato il flusso telematico del modello 730-4. Da quest’anno entra a pieno regime la procedura che prevede l’obbligo per i sostituti d’imposta della ricezione in via telematica, tramite l’Agenzia delle Entrate, dei 730-4 dei dipendenti che hanno richiesto assistenza fiscale a un CAF o a un professionista abilitato.

Tale procedura potrà essere correttamente attivata solo se il sostituto d’imposta richiede l’abilitazione telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2012. Nell’istanza bisognerà indicare l’indirizzo telematico dell’intermediario delegato alla ricezione dei modelli 730-4 (soggetto interno all’azienda oppure consulente esterno). Sono esentati da tale adempimento solo i datori di lavoro che hanno ottenuto l’abilitazione durante la fase di sperimentazione.
Cud 2012 Parte A Dati Generali
La “Parte A – Dati generali” presenta solo degli aggiustamenti rispetto al modello Cud 2011. La sezione riporta i dati anagrafici del lavoratore e una serie di informazioni storiche sul domicilio fiscale dello stesso per la corretta individuazione dei comuni e delle regioni destinatari delle addizionali all’Irpef (domicilio fiscale al 1° gennaio 2011; al 31 dicembre 2011 o, se antecedente, alla data di cessazione del rapporto di lavoro e il domicilio al 1° gennaio 2012; questi ultimi due dat i, da indicare solo se diversi dal domicilio fiscale al 1° gennaio 2011).

Per memoria, si ricorda che gli effetti delle variazioni di domicilio fiscale decorrono dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si sono verificate.

Modello Cud 2012 punto 11 “Eventi eccezionali” – è stato aggiornato nella codifica di compilazione per effetto degli eventi occorsi nell’anno 2011 che hanno beneficiato di provvedimenti di proroga e/o di sospensione dei termini e degli adempimenti tributari.
Vengono introdotti i seguenti codici:
  • “3″: per i contribuenti, residenti alla data del 12 febbraio 2011 nel comune di Lampedusa e Linosa, interessati dall’emergenza umanitaria legata all’afflusso di migranti dal Nord Africa (di cui all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 giugno 2011, n. 3947);
  • “5″: per i contribuenti interessati dalle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel mese di ottobre 2011 nel territorio delle province di La Spezia e Massa Carrara (art. 29, comma 15 del Decreto Legge 29 dicembre 2011, n.216);
  • “6″: per i contribuenti interessati dalle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nei giorni dal 4 all’8 novembre 2011 nel territorio della provincia di Genova (art. 29, comma 15 del Decreto Legge 29 dicembre 2011, n.216).
Per quanto riguarda, invece, la casistica residuale degli “altri eventi eccezionali”, il codice da utilizzare quest’anno è il “4″ (nel CUD 2011 era il “9″), mentre è stata soppressa quella che richiamava gli eventi sismici dell’Abruzzo (codice “3″ del CUD 2011).

E’ utile ricordare che in caso di contemporanea presenza di più situazioni riguardanti diversi eventi eccezionali, andrà indicato il codice dell’evento che prevede, per gli adempimenti fiscali, un periodo di sospensione più ampio.

Modello Cud 2012 punto 8 – Il punto 8 “Previdenza complementare” non è cambiato rispetto allo scorso anno. Tuttavia è bene ricordare le insidie che può nascondere tale dato. Anche se l’obbligo di compilazione riguarda solo quei lavoratori per i quali i sostituti hanno versato nel 2010 contributi e/o Tfr in favore di una forma pensionistica complementare, si dovrà fare attenzione a un caso particolare che potrebbe indurre in errore il sostituto d’imposta: il caso in cui il lavoratore abbia aderito ad una forma di previdenza complementare fuori dal rapporto di lavoro, cioè senza coinvolgere il datore di lavoro, ma prima di dicembre 2010 abbia chiesto al medesimo datore di lavoro di tenerne conto, quale onere deducibile dal reddito, ai fini del conguaglio fiscale e contributivo 2010. In questo caso il punto dovrà essere comunque compilato, sebbene il sostituto d’imposta non abbia gestito direttamente alcun rapporto con il fondo pensione.
 
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aprile 22, 2013

Le foto che hanno vinto il Pulitzer 2013 ritraggono alcuni momenti della guerra civile in Siria durante gli ultimi due anni.
pulitzerLa Columbia University ha annunciato lunedì 15 aprile i vincitori del premio Pulitzer 2013 per la fotografia.
Nella categoria “Feature” il premio è stato vinto dal fotografo free-lance Javier Manzano, che aveva già ottenuto un riconoscimento al World Press Photo 2013, grazie a un’immagine che mostra due guerriglieri siriani ad Aleppo, in Siria, il 18 aprile 2012.

L’altro premio Pulitzer per la fotografia, il “Breaking News”, è stato vinto da una squadra di cinque fotografi dell’agenzia internazionale Associated Press per i reportage “memorabili”, come li definisce lo stesso sito ufficiale del Premio Pulitzer, che ritraggono alcuni momenti della guerra civile in Siria durante gli ultimi due anni. I cinque fotografi sono Rodrigo Abd, Manu Brabo, Narciso Contreras, Khalil Hamra e Muhammed Muheisen.
Rodrigo Abd Rodrigo Abd Rodrigo Abd Rodrigo Abd
Rodrigo Abd Rodrigo Abd Rodrigo Abd Manu Brabo
Manu Brabo Manu Brabo Manu Brabo Manu Brabo
Manu Brabo Manu Brabo Khalil Hamra Khalil Hamra
Khalil Hamra Khalil Hamra Khalil Hamra Khalil Hamra
Khalil Hamra Narciso Contreras Narciso Contreras Narciso Contreras
Narciso Contreras Narciso Contreras Narciso Contreras Muhammed Muheisen
Muhammed Muheisen Muhammed Muheisen Muhammed Muheisen Muhammed Muheisen
Muhammed Muheisen Muhammed Muheisen Muhammed Muheisen
 
Rodrigo Abd, 36 anni, è un fotografo argentino, lavora per AP dal 2003. Ha realizzato diversi reportage in America Latina e America Centrale (Guatemala, Perù, Bolvia, Haiti e Venezuela). Nel 2010 è andato “embedded” con i militari americani in Afghanistan. Nel 2011 ha seguito la rivoluzione in Libia contro Mu’ammar Gheddafi e nel 2012 la guerra civile in Siria.
Manu Brabo, 31 anni, è un fotografo spagnolo free-lance che ha realizzato diversi reportage sui conflitti nel mondo. Dal 2007 ha iniziato a fotografare l’impatto dei disastri naturali, cambi di regimi politici, rivoluzioni e guerre in alcuni paese tra cui Honduras, Haiti, Bolivia, Kosovo, Libia, Egitto e Siria.
Narciso Contreras, 37 anni, è un fotografo messicano, professionista da soli cinque anni. Ha studiato filosofia e fotografia all’università e ha condotto alcune ricerche accademiche prima di realizzare diversi reportage fotografici sulle comunità religiose e sui conflitti in giro per il mondo.
Khalil Hamra, nato nel 1979 in Kuwait, dal 2010 lavora dal Cairo, in Egitto, e da lì si è mosso per realizzare alcuni reportage sulla rivoluzione egiziana e sulla guerra civile in Siria. Nel 2009 è stato premiato dalla “Overseas Press Club of America” per le sue fotografie della guerra a Gaza.
Muhammed Muheisen, nato nel 1981 a Gerusalemme, è il capo della squadra di fotografi di AP in Pakistan. Ha iniziato a lavorare per AP nel 2001, e ha realizzato diversi reportage sui maggiori eventi del Medio Oriente degli ultimi dieci anni. Ha già vinto un Pulitzer della categoria “Breaking News” nel 2005, sempre per AP.
Oltre ai fotografi di AP, gli altri finalisti della categoria “Breaking News” sono stati lo staff del Denver Post, per le fotografie sulla sparatoria al teatro in Aurora del 20 luglio 2012, e Tyler Hicks del New York Times per i reportage realizzati sulle distruzioni a Gaza dopo i bombardamenti israeliani nel novembre 2012.
 
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aprile 16, 2013

Africa nel XXI Secolo: infografica di un neo o post-colonialismo?

Il recente intervento francese in Mali – e il più o meno vago supporto fornito dalla comunità internazionale – è stato letto, tra le altre cose, come la volontà francese di proteggere quanto più possibile i propri interessi economici in un’area del mondo che ancora oggi, a distanza di cinquant’anni dall’inizio del processo di decolonizzazione, Parigi ritiene una propria prerogativa territoriale.

Lo confermerebbero, d’altra parte, non solo altri interventi armati nelle stesse aree (naturalmente in Libia e in Costa d’Avorio nel 2011, in Ciad nel 2008, in Congo e in Repubblica Centrafricana tra il 1996 e il 1997 e, prima ancora, in Rwanda e in Etiopia all’inizio degli anni Novanta), ma anche la vasta rete di diplomazia economica che, a seguito di tali operazioni, l’Eliso ha inteso tessere.

Considerazioni che, solo per citare gli ultimi avvenimenti, hanno spinto il Presidente Hollande a volare nei primi giorni di febbraio prima in Mali e poi nel confinante Niger per discutere della sicurezza del Sahel e raggiungere così il duplice scopo della messa in sicuro dei propri cittadini e delle molteplici aziende francesi presenti sul territorio. Il Niger, in particolar modo, rappresenta per la Francia – è il caso di dirlo – una “miniera” d’oro, poiché con la prossima entrata in funzione del nuovo giacimento di uranio di Imouraren, sviluppata dal colosso Areva,

il Paese africano diventerà il secondo produttore mondiale del minerale, secondo solo al Kazakistan. I ricorrenti attacchi ai siti minerari, gli estremismi e le rivolte dei Tuareg restano perciò un’opzione inaccettabile per una Francia che, perfettamente in linea con tale atteggiamento, non ha poi forzato più di tanto la mano – anzi, al contrario – nella soluzione all’altrettanto recente crisi nella Repubblica Centrafricana: una scelta dettata dal fatto che il regime di François Bozizé ha negli ultimi anni deciso di aprire maggiormente gli investimenti alla Cina, inducendo le multinazionali francesi a lasciare pressoché completamente il territorio.

Ma la Francia non è l’unica a nutrire interessi nel Continente nero: tutte le ex potenze coloniali, a partire dal Regno Unito, hanno diretto negli ultimi anni notevoli investimenti negli Stati africani. Come si noterà nell’infografica sottostante, risulta interessante notare come proprio questi ultimi due Paesi sembrino ancora da un certo punto di vista rispondere alle logiche delle cosiddette “sfere di influenza”: ad un’Africa Occidentale in cui è maggiormente presente la Francia, corrisponde un’Africa Orientale ancora di quasi esclusivo interesse britannico. L’Italia, dal canto suo, presente quasi ovunque (fuorché proprio nel Sahel), non riesce comunque a competere con i volumi di investimenti impiegati da Parigi e Londra.

Se piuttosto scarsi sono gli investimenti diretti esteri stanziati da Germania, Spagna e Portogallo, assistiamo infine alla crescita esponenziale della Cina, la quale, tra approvazioni e preoccupazioni internazionali, ha dato avvio ad un vero e proprio forum per la cooperazione (Forum on China-Africa Cooperation – FOCAC), dietro il quale si muove, secondo la definizione dei soggetti coinvolti, la cosiddetta win-win strategy.

Se non è certo questa la sede per discutere degli intrecci e degli effetti geopolitici che una congiunta presenza di Paesi Occidentali e Cina produce sia sul campo africano, sia a livello internazionale, risulta interessante in questo caso osservare come si muovono le potenze mondiali in un territorio che, come si vede, nonostante sia foriero di qualsiasi ricchezza, è ben lontano dal raggiungimento di adeguati standard economici, senza considerare quelli di sviluppo umano – nel senso più ampio possibile – e politico.

Clicca sulle immagini per ingrandire

Dati sono aggiornati al 2011 (per tale ragione non viene ancora riportato il Sud Sudan).

Questa una comparazione tra le ex potenze coloniali europee: da un livello di investimenti diretti esteri sostanzialmente simile alla fine degli anni Novanta, Francia e Regno Unito sono stati nell’ultimo decennio decisamente più attivi rispetto agli altri partner. Ma non si può non notare una flessione dal 2008, evidentemente causata dalla crisi economica e finanziaria la quale potrebbe spingere ora gli stessi Paesi a dedicarsi maggiormente al territorio africano.

Si veda, dunque, la presenza della Cina, attiva soprattutto nel settore energetico e, in particolare, nell’estrazione e nella raffinazione del petrolio (20%). Seguono i progetti infrastrutturali, che rappresentano circa il 19% delle quote investite, e quelli nello sfruttamento delle risorse minerarie (10%). Di minore entità sono i volumi che coinvolgono progetti idroelettrici, e, in particolare, lo sfruttamento dell’acqua. Ciò che vale la pena di osservare è che Pechino sta investendo maggiormente in aree geografiche tradizionalmente meno prese in considerazione dai Paesi europei soprattutto per la continua instabilità politica: la facile corruzione e la volubilità dei regimi rende evidentemente meno sicuri gli investimenti.

Di seguito un riassunto visivo delle principali risorse presenti in Africa. Ma non sono le uniche: il continente rifornisce il resto del mondo anche delle più importanti materie prime agricole quali: cacao, fertilizzanti, cotone, thè, tabacco, spezie, zucchero, semi e frutti per l’estrazione di oli da semi, frutta fresca o secca, legno, lana, cuoio.

Vi è da fare, invero, un’ultima considerazione: che se è indubbio che i Paesi europei e Cina non possono che trarre benefici dall’incremento dei capitali in queste aree, è altrettanto vero che essi hanno apportato certamente benefici a molte economie, inserendole, per un verso o per l’altro, nel contesto dell’economia globalizzata. L’Africa di oggi non è quella di cinquant’anni fa. E sebbene sia ancora molta la strada da fare sul piano dello sviluppo economico, questo, di converso, potrebbe sostenere il processo di sviluppo umano e quello di stabilizzazione (lì dove è iniziato) politica. Un errore sarebbe quello di pensare che un Paese più povero di materie prime abbia meno da esprimere sul piano dello sviluppo della singola società nazionale e su quello continentale.

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