Seguimi in Twitter Seguimi in Facebook Seguimi in Pinterest Seguimi in LinkedIn Seguimi in Google+ seguimi  in stumbleupon Sottoscrivi il feed

social media, acquisti, internet fotografia, digitale, instagram, edicola, on line parlamento italiano, stipendi, edicola, on line salar, uyuni, bolivia, peru zona euro, italia Cina, manager, economia, globalizzazione arte moderna, monumenti futuristici, Jugoslavia giulio andreotti, politica, maffia africa, XXI secolo, edicola, on line pulitzer, foto, premio

gennaio 29, 2014

Fedeli alla Poltrona: I 10 Presidenti del Consiglio più longevi della Repubblica Italiana [Infografica].
Da De Gasperi a Berlusconi, passando per Andreotti e Craxi, i 10 presidenti della Repubblica più longevi della storia d'Italia.

Per definizione il sistema democratico prevede un opposizione al partito di maggioranza, una sorta di governo "ombra", che dovrebbe controllare il governo della "cosa pubblica".
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

gennaio 20, 2014

L’Italia cerca in Africa antidoti anticrisi, e l’Africa pensa a Expo.

Due paesi molto diversi, con un indice di sviluppo e una ricchezza nazionale distanti, che insieme possono dare un’idea di Africa. Sierra Leone e Costa d’Avorio, tappe del viaggio conclusosi due giorni fa del ministro degli Esteri italiano Emma Bonino, benché si trovino entrambe in Africa occidentale, con le due capitali divise da poco più di un’ora di volo, sono rappresentative di due aspetti di un continente complesso, dalle grandi potenzialità e dalle grandi possibilità anche per l’economia italiana, ma che deve essere compreso e che chiede una cooperazione alla pari.

La Sierra Leone, dopo aver fatto grandi passi avanti nel processo di riconciliazione seguito alla guerra civile, a dieci anni dalla fine di quel conflitto è chiamata a compiere passi altrettanto importanti per entrare in una fase di sviluppo economico quanto più diffuso possibile. Manca di infrastrutture, deve ridurre i tassi di corruzione, intende puntare sull’agricoltura ma anche sul turismo mettendo intanto a frutto le sue risorse minerarie.costadavoriohotel

I grattacieli di Abidjan e l’eleganza di alcuni suoi angoli contrastano con le polverose strade di Freetown, ma anche la Costa d’Avorio ha vissuto il suo conflitto interno, una difficile fase di transizione, una crisi post-elettorale (2011) e solo ora sta riprendendo con più decisione un percorso di crescita economica.

In entrambi questi paesi l’Italia può aprire nuove forme di cooperazione, ha detto nel corso del suo viaggio il capo della Farnesina, mettendo a disposizione competenze ed eccellenze del made in Italy in un’ottica di partenariato. E lo può fare senza disgiungerlo dall’attenzione al rispetto dei diritti umani e dal coinvolgimento di questi stessi paesi in campagne di livello internazionale come quella per l’abolizione della pena di morte.

africa expo

Infrastrutture, energia e agricoltura, ma anche sanità ed educazione: sono questi i settori principali su cui l’Italia può trovare spazi e può dare qualità in Africa. Nel corso del viaggio della Bonino, diversi sono stati i riferimenti all’agribusiness e ad Expo 2015, iniziativa a cui prenderanno parte sia la Sierra Leone, nel cluster riso, sia la Costa d’Avorio, nel cluster cacao. Nell’incontro conclusivo ad Abidjan, il primo ministro ivoriano Daniel Kablan Duncan ha annunciato la prossima nomina del commissario per Expo, passo necessario per la partecipazione del paese africano.

Al termine dell’incontro con Duncan, parlando con la stampa, Bonino ha indicato i settori in cui è possibile rafforzare la cooperazione tra Italia e Costa d’Avorio: infrastrutture, trasformazione dei prodotti agricoli, energia. “Dopo anni di buone relazioni ma allo stesso tempo deboli – ha detto – penso sia arrivato il momento di un grande rilancio”. Rilancio che passerà anche per una presentazione della Costa d’Avorio da tenersi in Italia a giugno per mostrare le potenzialità di questo paese agli investitori italiani.

africa expo1

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Nasce Vox, il partito delle vittime dell’Eta e degli ex popolari.

José María Ortega Lara, ex funzionario carcerario sequestrato dall’Eta (Euskadi Ta Askatasuna, paese basco e libertà in basco), una volta militante del Partito Popolare (Pp), ha presentato ieri a a Madrid un nuovo partito politico, Vox, che conta tra le sue fila altre vittime del gruppo armato ed ex membri del Pp.

Vox, che aspira a presentarsi alle prossime elezioni europee del 25 maggio, nasce con l’obiettivo di essere “un’alternativa all’incapacità delle due grandi forze politiche” – popolari e socialisti – nel rispondere alla crisi strutturale in Spagna.

Ortega Lara – che è stato vittima del sequestro più lungo dell’Eta, 532 giorni tra il 1996 e il 1997 in una cella a Mondragón – si è unito al progetto dopo aver abbandonato il Pp nel 2008, con una ventina di anni di militanza alle spalle.spagnaortegalara

“È arrivato il momento di chiederci non ciò che la nazione può fare per noi, bensì cosa noi possiamo fare per la Spagna”, le prime parole di Ortega Lara durante la presentazione della nuova formazione politica.

In Vox figurano, tra gli altri, Ignacio Camuñas, ex ministro del governo di Adolfo Suárez, Ana Velasco, figlia del militare ucciso dall’Eta Jesús Velasco, e il filosofo José Luis González Quirós.

Nel suo manifesto, Vox, che afferma di essere una formazione completamente liberale, sostiene di avere come principi ispiratori l’ “indissolubile unità della nazione spagnola”, il “giustificato discredito” della politica e dei politici nel paese e “l’economia di mercato”.

In febbraio terrà un’assemblea straordinaria nella quale si eleggeranno presidente, segretario generale e membri del comitato esecutivo. Successivamente sarà comunicata una data per le primarie, dl quale uscirà un candidato per le europee.

SPAIN-POLITICS/

e ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Quando i prigionieri dell’Est donavano il loro sangue per l’Ovest.

Le autorità della Repubblica Democratica Tedesca (Rdt) obbligarono i loro detenuti a donare sangue poi venduto alla Croce Rossa di Baviera, in Germania Occidentale, al fine di conseguire valuta estera, secondo quanto rivelano documenti del Ministero per la Sicurezza dello Stato, la potente Stasi.

Report Mainz, un programma di approfondimento della televisione pubblica Ard, ha avanzato le conclusioni di uno studio su queste carte, che rivelerebbero lo ‘scambio commerciale’ tra le due Germanie.

I prelievi obbligatori di sangue avrebbero avuto luogo agli inizi degli anni ottanta nelle carceri della Sassonia e della Turingia.germaniacarcere

“In cambio, la Rdt ebbe la possibilità di acquistare nell’Ovest medicine alle quali altrimenti non avrebbe avuto accesso”, ha spiegato Tobias Wunschik, autore dello studio.

La Croce Rossa bavarese ha riconosciuto l’acquisto del sangue, progetto al quale ha partecipato per “incoraggiare” il sistema di donazioni in Germania Orientale e senza sapere, assicura, che si trattava di sangue di prigionieri.

amnesty

Secondo lo studio, il personale medico responsabile dei prelievi era consapevole del fatto che le donazioni non fossero volontarie e nelle carte della Stasi si afferma che più infermieri si rifiutarono di prendervi parte.

Non esistono cifre ufficiali su quanto la Rdt incassò dall’affare. Con i dati parziali ottenuti da questi documenti, si stima che la Rdt otteneva annualmente 200 milioni di marchi grazie a prodotti realizzati nelle carceri.

prigioneri est

e ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

gennaio 03, 2014

L’Edicola on Line: I 10 articoli più letti nel mese di Dicembre 2013.

Sono rimasto molto sorpreso delle statistiche che mi ha presentato il mese di Dicembre scorso.

In tutta sincerità mi sarei aspettato molto di più da Street View, esplora le calli e i canali di Venezia.

Non mi ha invece sorpreso l’articolo Produzione, distribuzione e vendita della marijuana in Uruguay: ecco come funzionerà.. Un articolo che è la prova di come certi argomenti suscitano interesse e di come non è sbagliato prenderli in considerazione. Così come Brutte notizie per Pinterest. L'European Trademark Office gli ha dato un ultimatum, un argomento sempre caro ai nostri lettori. Da segnalare anche il numero di visite dell’articolo Raffica insolita di aggiornamenti di Chrome, Firefox e Thunderbird.

 

1.- Produzione, distribuzione e vendita della marijuana in Uruguay: ecco come funzionerà.

Produzione, distribuzione e vendita della marijuana in Uruguay: ecco come funzionerà

L’Uruguay è diventato questa settimana il primo paese latinoamericano a legalizzare la produzione, distribuzione e vendita di marijuana, e il primo al mondo a mettere nelle mani dello stato il controllo di questi aspetti. Il progetto di legge è stato approvato martedì dal senato. Ora manca solo la firma del presidente José “Pepe” Mujica, cosa data per scontata. Una norma che, secondo il governo

More »

2.- Brutte notizie per Pinterest. L'European Trademark Office gli ha dato un ultimatum.

Brutte notizie per Pinterest. L'European Trademark Office gli ha dato un ultimatum.

Brutte notizie per Pinterest. L'European Trademark Office gli ha dato un ultimatum: se vuole continuare a lavorare in Europa o cambia nome o paga i diritti della licenza alla startup inglese Premium Interest. Pinterest ha proprio cominciato male l'anno. Una sentenza dell'European Trademark Office gli ha infatti ingiunto uno sgradito ultimatum: se il social network vuole continuare a lavorare in

More »

3.- L’aspetto social di Pinterest è la sua estrema viralità.

L’aspetto social di Pinterest è la sua estrema viralità.

Pinterest è uno strumento per trovare ispirazioni e condividerle con altri. Utilizzalo per raccogliere contenuti che ami, organizzare e pianificare progetti importanti e molto altro. Funzioni • Pinna immagini da tutto il Web • Esplora i pin e le bacheche che ti interessano • Trai ispirazione dalle categorie Fai da te, Viaggi, Cibo e altre • Pinna con la tua fotocamera Come

More »

4.- Raffica insolita di aggiornamenti di Chrome, Firefox e Thunderbird.

Raffica insolita di aggiornamenti di Chrome, Firefox e Thunderbird.

Nei giorni scorsi molti utenti hanno notato una raffica insolita di aggiornamenti di Chrome, Firefox e Thunderbird. Per quanto irritanti, non vanno ignorati, perché c'è di mezzo una violazione della sicurezza di Internet che è arrivata a compromettere quasi tutta la Rete, toccando anche la CIA, il Mossad israeliano e l'MI6 britannico. Che sta succedendo? Come segnalato nella scorsa puntata del

More »

5.- Le 10 persone col cervello più intelligente al mondo [Infografica].

Le 10 persone col cervello più intelligente al mondo [Infografica].

Un'infografica mostra le 10 persone che oggi, in tutto il mondo, dotate dei cervelli più potenti e significativi, col confronto tra quoziente d'intelligenza, libri pubblicati, successi raggiunti e molto altro. Essere un genio è qualcosa di molto soggettivo. Ma raccogliendo un insieme di indicatori oggettivi, a partire dal quoziente d'intelligenza, i voti a scuola, le lauree conseguite, i libri

More »

6.- Sommario delle vignette di Altan.

Sommario delle vignette di Altan.

Francesco Tullio Altan, noto come Altan (la firma delle sue vignette) è uno dei più grandi autori di fumetti in Italia. E’ anche disegnatore, sceneggiatore e autore satirico. Sulle pagine di Linus prende vita il personaggio di Trino, un dio impreparato che si affanna nella creazione del mondo. Nel 1975, crea la cagnolina Pimpa, uno dei suoi personaggi più riusciti e famosi, che sarà pubblicato

More »

7.- La terza rivoluzione industriale.

La terza rivoluzione industriale.

Se cercate su Wikipedia “rivoluzione industriale” trovate che la prima corrisponde grosso modo all’avvento del motore a vapore, e che si fonde più tardi con la seconda, che nasce dalla diffusione del motore a scoppio (la Ford Modello T). Non troverete la terza, forse l’ho inventata io. Ma è un argomento che secondo me sta assumendo sempre più importanza, e di cui, non so perché, nessuno parla.

More »

8.- Va molto di moda parlare male dei cinesi ma....

Va molto di moda parlare male dei cinesi ma....

Va molto di moda parlare male dei cinesi. Mancanza di diritti umani, ferrovie che hanno incidenti, cattivi cattivi. Ma.... Lo sapevate che nel 2003, con la missione Shenzhou 5, hanno mandato in orbita terrestre un uomo, diventando la terza nazione al mondo che sia riuscita a farlo? Lo sapevate che nel 2007 hanno mandato una sonda in orbita intorno alla luna che ha creato la mappa della superficie

More »

9.- La scienza in cucina, chissà perché cuochi e cuoche preferiscono essere considerati come stregoni piuttosto che scienziati.

La scienza in cucina, chissà perché cuochi e cuoche preferiscono essere considerati come stregoni piuttosto che scienziati.

Parliamo di cose un po’ frivole, come la cucina, che poi tanto frivola proprio non lo è. La scienza in cucina entra poco, e quando prova ad entrarci viene trattata con molta diffidenza. Chissà perché i cuochi e le cuoche preferiscono essere considerati come stregoni/e piuttosto che scienziati/e. Forse la stregoneria suscita più reverenza e prezzi più alti. Eppure sarebbe molto utile introdurre

More »

10.- Quando nasce Superman: l’avventura politica di Franklin Delano Roosevelt.

Quando nasce Superman: l’avventura politica di Franklin Delano Roosevelt.

Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) è stato il trentaduesimo presidente degli Stati Uniti d’America, probabilmente quello che più di ogni altro ha dovuto affrontare problemi e sfide. Tutto ciò gli fece guadagnare sul campo il rispetto, l’ammirazione e il sostegno incondizionato degli americani. Fu chiamato a guidare il suo paese nel 1933, presidente democratico, dopo i tre repubblicani che

More »

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Produzione, distribuzione e vendita della marijuana in Uruguay: ecco come funzionerà

L’Uruguay è diventato questa settimana il primo paese latinoamericano a legalizzare la produzione, distribuzione e vendita di marijuana, e il primo al mondo a mettere nelle mani dello stato il controllo di questi aspetti.

Il progetto di legge è stato approvato martedì dal senato. Ora manca solo la firma del presidente José “Pepe” Mujica, cosa data per scontata.

Una norma che, secondo il governo, sottrarrà il mercato ai cartelli del narcotraffico e eviterà che gli uruguaiani consumino droghe pesanti.

Lo stato assumerà il controllo e la regolamentazione delle attività di importazione, produzione, acquisizione a qualsiasi titolo, stoccaggio, commercializzazione e distribuzione della marijuana e dei suoi derivati​​.

Marijuana1

Verrà creata un’agenzia statale, l’Istituto di Regolamentazione e Controllo della Cannabis (Ircca), che dipenderà dal ministero della Sanità e che rilascerà le licenze e controllerà produzione, distribuzione e vendita. In pratica, in ogni fase del processo lo stato sarà presente.

Tutti gli uruguaiani e i residenti nel paese sopra i 18 anni, registratisi come consumatori per uso ricreativo o medicinale, potranno fare i loro acquisti nelle farmacie autorizzate.

Inoltre, gli utenti potranno accedere al prodotto attraverso due vie:
- Autocoltivazione personale (fino a sei piante e un massimo di 480 grammi per raccolto l’anno).
- Coltivazione in club con adesione (con un minimo di 15 soci e un massimo di 45, e un numero di piante proporzionale ad un massimo di 99).

Il possesso massimo per persona sarà di 40 grammi. La stessa quantità rappresenta il limite massimo che si potrà erogare per persona al mese.

Non è ancora chiaro quale sarà il prezzo della marijuana legale. Anche se il governo pretende di competere con il narcotraffico stabilendo prezzi simili (circa un dollaro al grammo), le organizzazioni di consumatori di cannabis assicurano che tale obiettivo sarà difficile da raggiungere.

Il disegno di legge non specifica i criteri per il rilascio delle licenze per i grandi produttori e quale sarà il loro costo.

Si stabilisce invece che saranno creati registri corrispondenti per la produzione, l’auto-coltivazione e l’accesso alla marijuana attraverso le farmacie. Questi registri rientreranno nella legge per la protezione dei dati sensibili e saranno gestiti dall’Ircca. Le prime licenze saranno rilasciate verso al metà del 2014.

Tutte le coltivazioni non autorizzate saranno distrutte dopo l’intervento di un giudice e l’Ircca sarò responsabile dell’attuazione delle sanzioni per le violazioni delle norme in materia di licenza.

La cannabis sarà prodotta in Uruguay, ma i semi potranno provenire da paesi terzi. Il paese potrà accedere al mercato globale e vendere i suoi semi ed esportare i propri prodotti in altre nazioni dove è legale l’uso medicinale o ricreativo della marijuana.

Secondo il governo, non si amplierà il mercato della marijuana. Semplicemente, si regolarizzerà. Mentre si elaboreranno piani di prevenzione al consumo, sarà vietata la pubblicità e la vendita ai minori di 18 anni.

La norma determina la creazione dell’Unità di valutazione e monitoraggio dell’applicazione e dell’esecuzione della legge. Montevideo assicura che i ricavi conseguiti con la regolarizzazione serviranno a finanziare programmi di prevenzione, riabilitazione e affari sociali.

Il volume di marijuana previsto è di circa 25 tonnellate l’anno, quanto viene consumato al mercato nero, secondo le stime del governo. Attualmente, il mercato della marijuana illegale in Uruguay ha un giro d’affari pari a circa 30 milione di dollari l’anno.

Drug_bottle_containing_cannbis

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Brutte notizie per Pinterest. L'European Trademark Office gli ha dato un ultimatum.

Brutte notizie per Pinterest. L'European Trademark Office gli ha dato un ultimatum: se vuole continuare a lavorare in Europa o cambia nome o paga i diritti della licenza alla startup inglese Premium Interest.

Pinterest ha proprio cominciato male l'anno. Una sentenza dell'European Trademark Office gli ha infatti ingiunto uno sgradito ultimatum: se il social network vuole continuare a lavorare in Europa o cambia nome o paga i diritti della licenza alla startup inglese Premium Interest. Ma ovviamente Pinterest non ci sta e l'azienda fa sapere che impugneranno la sentenza e lotterà per dimostrare le proprie ragioni.

pinterest-pinning-c

Pinterest si sta dando parecchio da fare per incrementare la sua espansione mondiale, ma il punto di arresto potrebbe arrivare proprio da noi in Europa. Una recente sentenza dell'European Trademark Office ha infatti fatto perdere la sfida relativa ai diritti legali per il marchio Pinterest in Europa: secondo questro tribunale, infatti, il marchio spetta ad una startup social inglese (un aggregatore di notizie) che si chiama Premium Interest, fondata da Alex Hearn.

Tradotto dai termini legali questo vuol dire che se Pinterest vuole continuare a fare affari in Europa o cambia il nome o cerca di ottenere (e quindi pagare) i diritti della licenza ad Interest Premium. Ma Pinterest ovviamente non ci sta e promette che la battaglia legale contro Hearn e la sua compagnia durerà ancora a lungo.

A quanto pare la pretesa di Pinterest sarebbe stata respinta nella sua totalità. Tutta colpa di una pessima tempistica: Pinterest in realtà era già attivo quanto Premium Interest ha presentato istanza per richiedere il marchio nel gennaio 2012, solo che purtroppo Pinterest in quel momento non era ancora entrato ufficialmente nel mercato europeo, lasciando così temporaneamente libero quel marchio.

Il guaio è che Pinterest ha ingenuamente commesso tutta una serie di sviste che si potevano evitare. Per esempio quando ha dovuto fornire documenti che sostenessero la fondatezza della sua richiesta, ecco che lo ha fatto mesi dopo che era scaduto il tempo previsto dalla legge. Questo significa che parte della documentazione non è stata ritenuta valida, mentre la rimanente dimostra solo che sì, Pinterest era attivo altrove, ma non in Europa.

Pinterest di sicuro farà ricorso e potrebbe anche vincerlo, basta solo che rispetti i tempi di presentazione dei documenti in modo da poter dimostrare che era un'entità già ben conosciuta in Europa prima che arrivasse Premium Interest a depositare il suo marchio. Il fatto che all'epoca Pinterest fosse ben conosciuto negli Stati Uniti non ha poi nessuna rilevanza in Europa. La cosa curiosa è che Pinterest è in costante espansione, mentre in realtà Premium Interest non ha ancora cominciato a sfruttare nulla che riguardi il marchio Pinterest da essa posseduto.

Pinterest-for-B2B

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

L’aspetto social di Pinterest è la sua estrema viralità.

Pinterest è uno strumento per trovare ispirazioni e condividerle con altri. Utilizzalo per raccogliere contenuti che ami, organizzare e pianificare progetti importanti e molto altro.

Funzioni
• Pinna immagini da tutto il Web
• Esplora i pin e le bacheche che ti interessano
• Trai ispirazione dalle categorie Fai da te, Viaggi, Cibo e altre
• Pinna con la tua fotocamera

Pinterest-Logo-Icon1

Come funziona Pinterest.

Facciamola semplice: Pinterest è una vetrina virtuale. Certo, anche un sito e-commerce è una vetrina virtuale.

Pinterest però è di più… diciamo una social-vetrina! Un canale multimediale parallelo al tuo sito per diffondere viralmente i tuoi contenuti.

guida

Sì, perchè l’aspetto social di Pinterest è la sua estrema viralità.

Infatti, se non tutti riescono a trovare subito il tuo e-commerce su Google (magari perché non sei ancora posizionato ai primi posti, oppure perché nel tuo settore la concorrenza è stellare), con Pinterest hai la possibilità di far diventare virali i tuoi contenuti.

A differenza di Facebook e Twitter, che si basano sui contenuti della tua rete di amici e/o contatti, Pinterest è una rete sociale composta da persone che si riuniscono intorno a temi di interesse, ed è quindi un superbonus per segmentare il tuo pubblico e mirare dritto dove ti serve.

Sembra che Pinterest sia persino migliore di Facebook quando si tratta di convertire il traffico in una vendita reale, come si può notare dalla seguente infografica

guida

Di certo se il tuo scopo è quello di vendere beni di consumo, sei tra gli utenti che potranno beneficiare maggiormente delle possibilità di Pinterest!

E allora, quali sono i primi passi per entrare a far parte della social vetrina Pinterest?

1.CREA UN PROFILO BUSINESS PER VENDERE I TUOI PRODOTTI

Prenditi del tempo per creare foto dei tuoi prodotti che siano accattivanti ed emozionali.

Un contenuto di qualità suscita emozioni, è facile da ricordare e fa venire voglia di condividerlo, vero, ma bisogna prima leggerlo!
Un’immagine valida esplode le stesse caratteristiche all’istante.

Crea delle boards suddivise per argomento/tipologia di prodotto, in modo da avere una distribuzione organizzata dei contenuti e guidare gli utenti verso una specifica area che vuoi mettere in evidenza.

rich-pin

Usa l’opzione rich pins
Quando gli utenti di Pinterest trovano qualcosa che amano su Pinterest, spesso vogliono interagire, o comprare.

Pinterest mette a disposizione i “rich pins” , che permettono di includere dettagli personalizzati, come prezzi, disponibilità, recensioni di film e ingredienti.
Basta aggiungere dei meta tag sul tuo sito per integrare questa funzione, seguendo le istruzioni che Pinterest mette a disposizione QUI (semplicissime da seguire!)

2.INCLUDI LINK AL TUO SITO WEB

Includi sempre dei link di rifermento al tuo sito nei pins; in fondo è lì che vuoi portare gli utenti.

Un link al tuo sito web non solo rafforzerà il legame tra l’immagine pinnata e il tuo marchio, ma permetterà anche di aprire un percorso diretto per acquistare dal tuo sito o saperne di più sui tuoi servizi.

3.USA LE PAROLE CHIAVE

Ogni pin ha la possibilità di aggiungere un testo descrittivo di 500 caratteri….Che fai non lo usi??

Certo, l’immagine è la vera protagonista, ma due righe di “contorno” non gliele vogliamo mettere?

  • Includi una descrizione breve ma completa alle tue immagini;
  • usa termini che gli utenti possano ricordare e che siano correlati al tuo prodotto, aggiungi link al prodotto o a contenuti correlati sul tuo sito;
  • aggiungi di istruzioni per l’uso del prodotto o una descrizione dettagliata delle sue caratteristiche;
  • aggiungi testo alle immagini aumenta anche il tasso di coinvolgimento degli utenti (studi dimostrano infatti che la maggior parte dei re-pin riguarda foto che hanno una descrizione tra le 200 e le 310 parole);
  • usa parole chiave che ti permettano di essere incluso più facilmente nelle ricerche di Pinterest;
  • usa gli Hashtag: eh già…proprio come Twitter e Google+ infatti, Pinterest supporta l’utilizzo di hashtag. Gli utenti possono utilizzare hashtags per etichettare le loro foto e rendere il loro contenuto più facile da trovare.
4.CREA BACHECHE CONDIVISE AGLI UTENTI

Permetti agli utenti di contribuire con i propri pin ad alcune delle tue bacheche. Questa opzione di Pinterest è una grande opportunità per coinvolgere fan e clienti nelle tue campagne di marketing.

E adesso, sei pronto a diventare un super pro di Pinterest?

Oppure… sei già un pro e hai qualche consiglio o dritta da darci?

e ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Raccomandati Se Ti Piacciono

Natura & Ambiente

Italia Photo Gallery

Internet, Software,Tech & SEO