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dicembre 09, 2011

Inti Illimani, il gruppo che in Italia ha venduto quanto i Pink Floyd si racconta, tra passato e presente.

Il docufilm "Dove cantano le nuvole": il gruppo che in Italia ha venduto quanto i Pink Floyd si racconta, tra passato e presente. "Sapemmo del golpe mentre visitavamo la Cupola di San Pietro, il nostro progetto musicale non finirà mai". Però restano prigionieri di "El Pueblo unido"

Jorge Coulon, il leader del gruppo, lo ricorda con un sorriso, quasi en passant: "In Italia, negli anni Settanta, abbiamo venduto più dischi dei Pink Floyd". E gli Inti-Illimani, davvero, sono stati la bandiera di una generazione. L'amore per la loro musica ha accumunato padri e figli, fratelli maggiori e minori.

Le parole della loro canzone simbolo emozionano ancora chi ha vissuto - magari indirettamente, da osservatore appassionato - la lotta per la libertà di un popolo oppresso. Ma loro non vogliono essere una sorta di figurina sbiadita nell'album di famiglia della sinistra, una band quasi da museo: sono  artisti che girano il mondo, che hanno voglia di suonare, di confrontarsi col pubblico. Anche adesso: un po' come dei Buena Vista Social Club in salsa cilena.

IMMAGINI 1- TRAILER 2 - "EL PUEBLO UNIDO" CANTATA CON DANIELE SILVESTRI 3


La novità è che ora, a celebrare la loro avventura, arriva un docufilm girato da due registi italiani, Francesco Cordio e Paolo Pagnoncelli: si chiama Inti-Illimani - Dove cantano le nuvole, e uscirà - il 25 novembre - in alcune delle 260 sale italiane associate al circuito indipendente (cineclub, circoli, associazioni).

L'anteprima, oggi pomeriggio, alla Casa del cinema di Roma: settantanove minuti di musica, parole e politica, in cui lo storico gruppo - a cominciare dal leader Jorge Coulon - si racconta in prima persona. Rievocando le battaglie del passato, ma anche sottolineando la loro capacità di rinnovarsi. Un viaggio, il loro, che si chiude con l'incontro con Daniele Silvestri in veste di musicista-fan, culminato in un concerto-evento. "Difficile - spiega il cantautore italiano - dire il perché nel 2001 abbia sentito il bisogno di 'rubare' alcune delle loro note più belle per costruire la base di quello che sarebbe diventato uno dei miei pezzi più importanti, Il mio nemico. Ma la loro è la storia di un sogno nato per indicare una strada, recuperare un'identità e dare una speranza".

Una storia drammatica, appassionante. E' vera, ma sembra un film. Il gruppo, che si forma all'Università di Santiago del Cile nel 1967, si trova in tour proprio in Italia, nell'ambito di una serie di scambi tra l'Europa e il paese democratico guidato da Salvador Allende, quando, l'11 settembre 1973, il golpe militare di Augusto Pinochet instaura la più feroce dittatura militare dell'America Latina. "Eravamo in visita alla Cupola di San Pietro, quando abbiamo saputo la notizia".

La band, qui da noi, ottiene asilo politico, viene di fatto "adottata" dal Pci e in quegli anni - in concerti di piazza memorabili, a Feste dell'Unità con partecipazioni oceaniche e in altre occasioni - tiene alta l'attenzione sulla tregedia del Cile. Il loro brano più celebre, El pueblo unido jamas serà vencido, diventa un inno di libertà, un canto universale. Poi però, con l'arrivo del decennio reaganiano, la loro fama si appanna. Fino al ritorno in Cile: è il 1988, e a sorpresa un referendum dice no a Pinochet. Il film fa vedere le immagini, emozionanti, del loro arrivo in patria: all'aeroporto c'erano 50 mila persone, a cantare il loro brano Vuelvo.

Ma la storia del gruppo non finisce qui. Alcuni membri lasciano, altri, giovanissimi, entrano. Si cercano nuove strade musicali, più sperimentali, anche se sempre nel solco della musica popolare andina. C'è stata perfino una scissione, tra un gruppo "storico" e uno "nuovo". La pellicola, però, di questo non parla. Si concentra sui "nuovi", sempre con Jorge Coulon: "Il nostro progetto non finirà mai - dice nel film - pure fra trent'anni: io non ci sarò, ma l'idea Inti-Illimani resterà.

Perché tutto vogliamo, tranne che essere una bandiera, uno stendardo: vogliamo essere un gruppo che vive la nostra musica". E infatti uno dei componenti aggregati negli ultimi anni, a un certo punto, si lamenta: "Dovunque andiamo nel mondo ci conoscono, ma ci chiedono sempre e solo El pueblo unido...".
Gli Inti-Illimani sono un gruppo vocale e strumentale cileno nato nell'ambito del movimento della Nueva Canción Chilena e tuttora attivo.

Il nome è composto da due parole: Inti (parola Quechua che significa sole) ed Illimani (nome Aymara di una cima della catena delle Ande). Costretti all'esilio in conseguenza del golpe cileno del 1973, sono rientrati in patria nel 1988 dove hanno proseguito l'attività musicale anche attraverso un rinnovamento nel repertorio e nella composizione del gruppo stesso.

Il gruppo si forma nel 1967, all'interno dell'Università Tecnica di Santiago del Cile, con un continuo avvicendarsi di elementi al suo interno nei primi anni. Dopo le tournée in Sud America, arriva nel 1973 la prima in Europa, durante la quale gli Inti Illimani divengono esuli forzati a causa del colpo di stato di Augusto Pinochet. L'esilio in Italia, dove ai membri del gruppo venne riconosciuto il diritto di asilo politico, durerà dal 1973 al 1988. In questo lungo arco di tempo, i musicisti vivono inizialmente a Genzano di Roma per poi stabilirsi nella capitale, da dove appoggeranno le campagne per la restaurazione della democrazia nel paese d'origine.


Nel 1973, quando il gruppo è in tournée in Italia, dunque al momento del colpo di Stato in Cile, la formazione è la seguente:


Max Berrù
José Miguel Camus
Jorge Coulon
Horacio Duran
Horacio Salinas
José Seves


Tale formazione rimarrà stabile fino al 1978, anno in cui, dopo l'uscita di José Miguel Camus, rientra definitivamente Marcelo Coulon, fratello minore di Jorge, che del gruppo aveva fatto parte per un breve periodo, durante il 1970. Il 1984 vedrà l'inserimento di Renato Freyggang (negli Inti fino al 1994), e la conseguente creazione di una line-up a sette elementi, a tutt'oggi la più longeva nella storia del gruppo. Da ricordare l'apporto del venezuelano Jorge Ball, che farà parte del gruppo per circa due anni, tra il 1982 e il 1984 e successivamente, a tappe alterne, in altri periodi temporali. Nel 1995 il gruppo ha reclutato Pedro Villagra, che rimarrà in formazione per i quattro anni successivi, e il cubano Efren Viera, che diverrà un altro elemento stabile, assieme a Daniel Cantillana (entrato negli Inti nel 1998). Ultimo componente entrato a tutt'oggi (dal 2005) è Cèsar Jara.

Tra il 1998 ed il 2004, in tempi e circostanze diverse, sono usciti dal gruppo tre componenti (José Seves, che rientrerà in formazione per un breve periodo successivo; Horacio Salinas, e da ultimo Horacio Duran). Vengono rimpiazzati da Manuel Meriño (già nel gruppo degli Entrama), Christián González e Juan Flores (già con gli Illapu).


Nel 2004 Horacio Duran, con Salinas e Seves, forma, un po' a sorpresa, un nuovo gruppo, denominato Inti-Illimani Histórico. Data l'importanza dei componenti fuoriusciti, si pone la questione, anche in sede giudiziaria, in merito a chi ha il diritto a mantenere il nome e il marchio Inti-Illimani, che nel frattempo si è costituito anche come società artistica. Il problema, tuttora in corso, non impedisce alle due formazioni di proseguire normalemete le rispettive attività; a ogni modo, dal 2005 il famoso logo del gruppo è di fatto rappresentato come Inti-Illimani ®.


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