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giugno 20, 2013

Rapporto sul mondo delle telecomunicazioni: filiera delle Tlc in calo, diminuisce l’occupazione.

La posa della fibra ottica

Dopo il rapporto Assinform della scorsa settimana sullo stato di salute, non buono, del mercato digitale hi-tech, oggi tocca al mondo delle telecomunicazioni.

Anche qui la situazione del Belpaese si presenta altalenante, in balia della crisi. Crescono infatti i chilometri di posa in fibra ottica e le connessioni Adsl veloci, che assieme al 3G raggiungono il 95% della popolazione. In contrapposizione calano fatturati e margini operativi degli operatori telefonici, per apparati fissi e mobili. Segnando una diminuzione dell’intera filiera delle Tlc del -2,4% su base annua. Questi in sintesi i risultati rilasciati a Roma nell’ambito del “Rapporto sulla filiera delle Tlc in Italia 2013”.

Presentato da Assotelecomunicazioni-Asstel, con il contributo di aziende associate e sindacati Slc/Cgil, Fistel/Cisl, Uilcom/Uil. Il dato positivo è che nel 2012, gli investimenti effettuati dagli operatori italiani (fissi e mobili) sono cresciuti del 6%, segnando la migliore performance a livello Ue5 (Italia, Francia, Germania, Uk e Spagna).

BENE INFRASTRUTTURE IN FIBRA OTTICA E BANDA LARGA - Entrando nel dettaglio dei numeri si scopre che la nostra dotazione infrastrutturale di fibra ottica si espande sul territorio del 9%. Raggiungendo così una copertura totale di 234 mila chilometri. Crescono del 9% anche le centraline di banda larga (Dslam), per un totale di 28.6 milioni di linee fisse a fine 2012. In aggiunta a questo gli Operatori si stanno impegnando nello sviluppo di reti di nuova generazione con sistemi Lte/4G. La tecnologia ultraveloce che eliminerà il digital divide, assicurando la copertura a 4.500 Comuni.

L’ADSL C’E MA MANCANO I SERVIZI - Allo stato attuale, nel nostro Paese l’infrastruttura a banda larga con Adsl e 3G, raggiunge il 95,6% della popolazione, dato in linea con la media Ue5. Per quanto riguarda la velocità di trasmissione le connessioni da 2 Mb/s interessano il 90,6% della popolazione, di questi il 34,9% usufruisce di velocità tra 2 e 20 Mb/s, mentre il 55,7% oltre 20 Mb/s. Attenzione però. Nel nostro Paese rimane basso il tasso di richiesta di banda larga da parte degli utenti. Infatti solo il 55% della popolazione aderisce a qualche forma di abbonamento, contro il 77% della Francia e l’86% del Regno Unito. Il motivo? Molti italiani non hanno ancora compreso l’utilità pratica, mancando servizi adeguati da parte della Pubblica Amministrazione. Come hanno messo in luce nel corso della presentazione Asstel e sindacati «il passo più importante, che attende oggi il Governo, è garantire che le misure dell’Agenda Digitale già decise e approvate in sede legislativa siano finalmente attuate. Non vi sono giustificazioni per ulteriori ritardi».

FILIERA DELLE TLC IN CALO - Nel 2012, il fatturato complessivo della filiera delle Tlc, formato da operatori fissi e mobili, produttori di apparati, fornitori di terminali e call center, si è attestato a 48,6 miliardi di euro, con un calo del 2,4% su base annua. La perdita maggiore riguarda i ricavi degli operatori, a cui si deve l’80% del totale del fatturato del settore, scesi del 5%. Un calo della stessa entità si verifica per i fornitori di apparati, mentre il comparto dei terminali mobili (smartphone e tablet) è l’unico a registrare una crescita del 20%.

DIMINUISCE L’OCCUPAZIONE - Ma i segnali di una crisi annunciata dell’intera filiera riguarda il rapporto Tlc-Pil, sceso all’1,6%. Il livello minimo degli ultimi 15 anni. Per comprendere la gravità della situazione, basta pensare che nel 2005 le Tlc assicuravano al Belpaese il 2,8% del Pil. E come era da aspettarsi, si registra un calo del 5% anche sul fronte occupazionale. Uniche note positive l’aumento di presenza del lavoro femminile (+1%) e del part-time (+2%). Da registrare infine che a inizio 2013 è stato firmato il rinnovo del contratto nazionale che riguarda circa 160 mila addetti delle Tlc.

fonte: Corriere.it

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