Seguimi in Twitter Seguimi in Facebook Seguimi in Pinterest Seguimi in LinkedIn Sottoscrivi il feed

dicembre 26, 2025

Lavorare dopo la pensione: cosa c’è da sapere, ecco la guida.

Lavorare dopo la pensione.

Andare in pensione non significa dover rinunciare del tutto e per sempre a svolgere un’attività lavorativa. 

Al contrario, lavorare è (quasi) sempre possibile e permette non solo di tenersi occupati e continuare a sentirsi utili, ma anche di ottenere un’entrata aggiuntiva e di aumentare un po’ l’ammontare dell’assegno pensionistico.

Lavorare dopo la pensione: cosa c’è da sapere.

In effetti, a ben vedere, lavorare dopo la pensione è una strada obbligata per tutti coloro i quali non hanno preso i giusti provvedimenti per garantirsi un assegno pensionistico più sostanzioso, per ottenere una pensione complementare o per accumulare un po’ di risparmi, e si ritrovano con entrate mensili troppo basse rispetto alle loro esigenze o aspettative.

Per evitare di ritrovarsi in questa situazione, è possibile calcolare la pensione con MiaPensione e richiedere per tempo una consulenza a esperti del settore.

Se non lo aveste ancora fatto e vi trovaste nella necessità di tornare a lavorare dopo il pensionamento potete leggere questo articolo per scoprire regole, limiti e opportunità di questa scelta.

Lavorare senza perdere il diritto alla pensione

Tanto per cominciare, è utile sapere che chi decide o si vede costretto a tornare a lavorare dopo la pensione può in molti casi farlo senza correre il rischio di vedersi ridurre l’assegno mensile o, peggio ancora, perdere del tutto il diritto a percepirlo.

Le eccezioni naturalmente non mancano e riguardano, in particolare, quegli ex lavoratori che sono andati in pensione con il metodo contributivo e prima di aver compiuto i 63 anni di età

In questo caso, il diritto all’assegno viene meno se si è assunti come dipendenti, mentre viene ridotto del 50% se si opta per un’attività lavorativa di tipo autonomo.

La riduzione dell’assegno previdenziale può aversi anche, per alcuni tipi di pensione, in caso di superamento dei limiti reddituali previsti

Per saperne di più e non correre il rischio di perdere l’assegno previdenziale, è utile rivolgersi a consulenti pensionistici esperti.

È inoltre importante ricordare che, per accedere alla pensione, i lavoratori dipendenti devono sospendere l’attività lavorativa in essere almeno fino all’erogazione del primo assegno. Tale divieto non è invece previsto per autonomi e lavoratori parasubordinati.

Come una nuova attività lavorativa incide sull’assegno pensionistico.

Nel momento in cui si torna a lavorare, bisogna anche ricominciare a versare i contributi. Questo non incide immediatamente sull’ammontare dell’assegno percepito, ma consente, a distanza di tempo, di ottenere un adeguamento della pensione, aumentandone l’importo.

Per ottenere l’aumento è necessario attendere 5 anni dalla prima data di decorrenza della pensione oppure dall’ultimo adeguamento. In alcuni casi è inoltre possibile aspettare 2 soli anni. 

Trascorso il tempo necessario, bisognerà raccogliere tutta la documentazione relativa a nuovi contributi e all’attività lavorativa svolta, presentare domanda alla cassa previdenziale di riferimento e attendere la verifica dei requisiti.

Se pensate di avere già maturato i requisiti richiesti per l’ottenimento del supplemento, potete chiedere il ricalcolo della pensione a consulenti specializzati e farv aiutare con tutte le pratiche necessarie, evitando stress o errori di vario genere. 

Questo servizio può risultare utile anche in caso di errori di calcolo della pensione.

 Fonte

Trovato questo articolo interessante? Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!

Ultime notizie, foto, video e approfondimenti su: cronaca, politica, economia, regioni, mondo, sport, calcio, cultura e tecnologia.

2 commenti:

  1. Lavorare dopo la pensione è generalmente giusto e legale in Italia, rappresentando un'opportunità per mantenersi attivi, integrare il reddito e restare inseriti nel contesto sociale. Le pensioni di vecchiaia e di anzianità sono solitamente cumulabili al 100% con i redditi da lavoro, ma esistono limitazioni per alcune forme pensionistiche anticipate (es. Quota 100/102).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lavorare dopo la pensione è una scelta che dipende da fattori economici, legali e personali. Dal punto di vista normativo, in Italia è generalmente consentito e legale, ma ci sono aspetti specifici da valutare per il 2026.

      Per una valutazione precisa, ti consiglio di consultare il portale ufficiale INPS o rivolgerti a un Patronato ACLI per verificare la tua specifica posizione previdenziale.

      Elimina