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aprile 17, 2026

Riapre dopo i lavori di restauro l’l’Appartamento del Duca, al piano nobile del Palazzo Ducale di Urbino

Riapre, dopo i lavori di riadeguamenti impiantistico, restauro e riallestimento, l’Appartamento del Duca, al piano nobile del Palazzo Ducale di Urbino. In esso è compreso lo Studiolo che torna a essere visibile dopo una delicata, quanto impegnativa operazione volta a restituire l’aspetto omogeneo originario dell’opera, ricucendo il rapporto tra i ritratti degli uomini famosi che l’hanno sempre caratterizzato e le pareti lignee, eliminando le superfetazioni ottocentesche, riportando quanto più possibile i colori originali della stanza, che adesso si presenta in maniera diversa perché, insieme ai 14 ritratti di uomini famosi originali, da ora in poi ospita anche le riproduzioni hi-tech degli altri 14 che attualmente si trovano al Museo del Louvre. Infatti grazie a un partenariato con il museo parigino che ha messo a disposizione le fotografie in alta risoluzione delle opere mancanti, è stato possibile ricostruire l’aspetto originale dello Studiolo del Duca, così come Federico da Montefeltro l’aveva concepito, prima degli interventi dei Barberini che ne asportarono alcune parti, alterando per sempre l’unitarietà quattrocentesca.

Ma i restauri hanno condotto ad altre due interessanti novità, permettendo di restituire all’appartamento del Duca quelli che erano considerati all’epoca due grandi comfort: la latrina del Duca (spazio dedicato ai bisogni corporei che è stata riportata a una lettura completa), posta nella stanzina attugua allo studiolo, ed il fastosissimo lavabo, che – smurato nel corso dell’Ottocento quando il palazzo divenne sede della Prefettura – nel corso del Novecento, era stato rimontato in maniera non coerente. Lo stesso Pasquale Rotondi non aveva compreso che certi elementi lapidei erratici in realtà erano parte di una sola grande struttura che è stata riconosciuta tramite documenti archivistici e, in particolare, grazie alle accurate vedute di Romolo Liverani. È stato quindi possibile ricomporre, nella posizione originaria nella camera da letto del Duca, questo fastoso elemento dell’arredo primitivo che contribuisce a restituire, insieme allo Studiolo, l’aspetto che aveva quella parte essenziale dell’appartamento all’interno del Palazzo Ducale.

Ritroveranno collocazione, all’interno delle stande dell’appartamento, alcune delle opere emblematiche della Galleria Nazionale delle Marche, come la faosissima Città Ideale, il Doppio Ritratto di Federico e Guidobaldo di Pedro Berruguete, la predella con il Miarcolo dell’Ostia di Paolo Uccello e la Comunione degli Apostoli di Giusto di Gand.

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