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maggio 12, 2026

Quanto è digitalizzata l'Italia rispetto a Francia, Germania e Spagna

L'Italia alla sfida del digitale - Openpolis

Il confronto con Francia, Germania e Spagna è interessante perché mostra una cosa meno intuitiva: l'Italia non è semplicemente “indietro” nella PA digitale. In alcuni aspetti è davanti alla Germania; la Spagna, invece, è generalmente più avanzata nell'ecosistema digitale pubblico.

Uso come riferimento principale i rapporti Digital Decade 2025 della Commissione europea, che confrontano i 27 Paesi UE.

Italia vs Francia vs Germania vs Spagna

Aspetto
Italia
Francia
Germania
Spagna

Servizi pubblici digitali
forte progresso
medio
problematico
molto avanzata

Identità/accesso digitale
SPID/CIE

adozione più bassa

Interoperabilità
in forte sviluppo


Cloud PA
grande accelerazione


Infrastruttura digitale



Competenze digitali cittadini
45,8% con competenze di base
migliori
migliori
migliori

Digitalizzazione imprese



IA
adozione ancora bassa
ecosistema forte

Questa tabella è una sintesi descrittiva, non una classifica complessiva: i diversi indicatori misurano aspetti differenti.

Italia: il paradosso

L'Italia ha fatto un salto notevole nella digitalizzazione della PA.

La Commissione europea segnala esplicitamente progressi nell'interoperabilità e nell'usabilità dei servizi pubblici. Inoltre, l'Italia sta introducendo IT-Wallet e ha investito pesantemente nella trasformazione digitale attraverso il PNRR.

Il problema è che questo progresso convive con una popolazione che ha competenze digitali relativamente basse: nel dato utilizzato dalla Commissione, solo il 45,8% della popolazione possiede almeno competenze digitali di base.

Quindi può succedere una cosa apparentemente assurda:

lo Stato mette online un servizio → ma una parte consistente dei cittadini fatica a utilizzarlo.


Spagna: probabilmente il confronto più interessante

La Spagna ha costruito negli anni una PA digitale molto sviluppata e dispone anche di un'infrastruttura digitale generalmente superiore alla media UE.

La differenza rispetto all'Italia è che la digitalizzazione spagnola è stata accompagnata da una politica molto forte sulle infrastrutture e sull'accesso digitale.

Per questo, se immaginiamo il cittadino che deve:

identificarsi → trovare il servizio → compilare la pratica → fornire i dati → pagare → ricevere la risposta

la Spagna tende ad avere un'esperienza più omogenea.

L'Italia sta cercando di arrivare allo stesso punto attraverso SPID/CIE + IO + pagoPA + PDND + SEND + IT-Wallet.


Germania: la sorpresa

Qui il confronto è particolarmente interessante.

La Germania ha un'economia tecnologicamente molto forte, ma la PA digitale è una delle sue debolezze.

Il rapporto 2026 della Commissione europea parla ancora di una disponibilità e di un utilizzo relativamente bassi dei servizi pubblici digitali, di una diffusione molto bassa dell'identità digitale e di problemi dovuti alla frammentazione delle responsabilità.

In altre parole:

Germania molto forte tecnologicamente ≠ PA necessariamente molto digitalizzata.

È un buon esempio del fatto che digitalizzare lo Stato è soprattutto un problema organizzativo e istituzionale, non semplicemente tecnologico.


Francia: situazione intermedia

La Francia ha buone infrastrutture e una popolazione con competenze digitali relativamente solide, ma la Commissione considera la digitalizzazione dei servizi pubblici media e nel rapporto 2026 segnala una sostanziale stagnazione negli ultimi anni.

La Francia ha inoltre investito molto nel ridurre il carico amministrativo e nello sviluppo di soluzioni digitali sovrane.


Quindi, dove si colloca davvero l'Italia?

La fotografia che emerge è questa:

2015–2020:
Italia relativamente indietro → molti servizi ancora analogici.

2020–2025:
accelerazione enorme, anche grazie al PNRR → SPID, CIE, pagoPA, IO, cloud, PDND, SEND, siti comunali, interoperabilità.

2025–2026:
la fase successiva non consiste più semplicemente nel "mettere online i servizi".

Consiste nel fare in modo che le amministrazioni lavorino realmente come un'unica infrastruttura digitale.

Ed è qui che secondo me c'è la parte più interessante.

Il vero obiettivo dovrebbe essere questo

Oggi:

"Signora, mi deve portare il certificato X."

Domani:

"Non serve, il Comune lo recupera automaticamente dalla banca dati dello Stato."

E ancora:

"Non deve compilare questo modulo: il sistema conosce già i suoi dati e le chiede soltanto di confermarli."

Questa è la differenza tra PA informatizzata e PA digitale.

La prima sostituisce la carta con un PDF.

La seconda elimina la necessità della carta e, quando possibile, anche della pratica stessa.

Ed è proprio l'interoperabilità tra banche dati — attraverso strumenti come la PDND — che dovrebbe permettere questo salto.

La Commissione europea considera infatti l'interoperabilità e l'usabilità tra gli elementi su cui l'Italia ha fatto progressi significativi.

Se vuoi capire quanto manca realmente all'Italia, posso fare anche un passo ulteriore: prendere 10 servizi concreti (cambio residenza, patente, pensione, sanità, impresa, certificati, tributi ecc.) e mostrarti cosa può fare oggi un cittadino italiano online rispetto a uno spagnolo, francese e tedesco.

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