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agosto 30, 2009

I tatuaggi battono anche la crisi un giro d'affari da 80 milioni di euro

Secondo dati diffusi dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, in Italia sono circa 300 le imprese specializzate in tatuaggi e piercing e ben 52 hanno aperto negli ultimi tre mesi.

La crisi non spegne la voglia di tatuaggi. In un anno in Italia le imprese per i trattamenti estetici sono cresciute dell'7,9 per cento e in questa estate sono rimaste aperte quattro imprese di tatoo e piercing alla settimana.

Secondo dati diffusi dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, in Italia sono circa 300 le imprese specializzate in tatuaggi e piercing e ben 52 hanno aperto negli ultimi tre mesi.



E se si considerano anche le attività che li realizzano in via accessoria, si arriva a circa 900 imprese per un giro d'affari stimato intorno a 80 milioni di euro.

Le imprese specializzate nel tatuaggio e piercing sono localizzate perlopiù in Lombardia (23,6 per cento), Lazio (12,3), Piemonte (11,6) ed Emilia Romagna (9,9). Se si considerano le province, l'8,1 per cento sono a Roma, il 5,3 a Milano, il 4,9 a Torino e il 4,2 a Napoli. Complessivamente in Italia sono oltre 26mila le imprese che fanno trattamenti estetici e sono aumentate del 7,9 per cento rispetto allo scorso anno : i maggiori incrementi si sono registrati in Lazio (28,9 per cento), Molise (16,8) e Calabria (13,5).
tatuaggio_scorpione

Storia
Il termine tatuaggio deriva dal vocabolo polinesiano "tatau".

Il tatuaggio ha una storia millenaria ed è utilizzato da sempre in moltissime e culture, anche profondamente diverse tra loro.

Per questo motivo possiamo affermare che il tatuaggio ha accompagnato l'uomo per tutta la sua esistenza.

In sintesi, il tatuaggio ha rappresentato (e rappresenta tutt'oggi) una sorta di "firma" dell'individuo, mentre spesso è stato utilizzato in ambito rituale, ad esempio per segnare il passaggio dalla fanciullezza all'età adulta.

I primi reperti "archeologici" di tatuaggi sono stati rinvenuti su mummie di 5000 anni fa.

Largamente impiegato in Egitto e nell'antica Roma, la pratica del tatuaggio subì una brusca frenata sotto l'imperatore Costantino, che convertitosi al cristianesimo (che vietava tale pratica) ne proibì l'utilizzo.


Ogni popolo, in ogni cultura, ha sempre introdotto e tramandato i propri simboli da tatutare, con significati diversi. Si pensi ad esempio ai popoli dell'Oceania (es. i Maori) i cui tatuaggi differiscono enormemente da quelli cinesi o centro asiatici.

In Europa, zona in cui il cattolicesimo ha avuto sempre ampia diffusione, la pratica del tatuaggio non ha una storia ricca come nelle altre culture.

La sua diffusione, avvenuta in tempi relativamente moderni, inizia ad essere apprezzabile dopo le grandi imprese di navigazione e colonizzazione delle terre della zona Oceanica.

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