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marzo 27, 2010

Ecco l'isola che non c'è più: New Moore inghiottita dal mare.

“Il riscaldamento climatico è riuscito a risolvere quello che i due Paesi non erano riusciti a fare nonostante anni di discussioni” è il commento dell’oceanografo Sugata Hazra, professore dell’università Jadavpur di Calcutta, in merito alla scomparsa dell’isolotto chiamato New Moore.

Questa piccola isola dell’arcipelago di Sunderbans, nella baia del Bengala, era lunga appena 3,5 kilometri ed è stata completamente sommersa dalle acque dell’oceano che continuano costantemente ad innalzarsi a cause del riscaldamento globale.

L’isola era stata per trenta anni al centro di un lungo dibattito tra le limitrofe India e Bangladesh. Entrambe ne reclamavano la proprietà, anche se era stata l’India nel 1981 ad inviarvi i propri soldati per piantarvi il vessillo nazionale.

“Talpatti del sud”, questo è il nome con cui i bengalesi chiamavano New Moore, non è la prima vittima del “global warming”.


Già nel 1996 la stessa sorte era toccata a Lohachara, un’isola sempre nelle vicinanze e, sempre secondo le previsione dell’oceanografo indiano Hazra: “sono dieci gli isolotti delle Surderbans che rischiano di scomparire dalla faccia della terra”.


Fortunatamente l’isola non era abitata, ma gli studiosi non sono certi che questa condizione si riverifichi nel futuro. Infatti, secondo i dati della scuola di studi oceanografici dell’università di Calcutta, la situazione nel mare del Bengala è decisamente allarmante soprattutto in riferimento ai prossimi 40 anni.


Fino al 2000, nella baia, il mare aumentava il suo livello di circa 3 mm all’anno. Questa media è stata però superata e negli ultimi 10 anni si è passati a 5 mm.


Continuando a questa media, nel 2050, ci sarà un innalzamento totale di ben 1 metro d’acqua che comporterà la scomparsa del 18% della costa interessata. Al momento sarebbero ipoteticamente oltre 20 milioni le persone colpite da questo “lento diluvio universale” ma potrebbero aumentare con il passare degli anni.


Va comunque considerato che il Bangladesh, con i suo 150 milioni di abitanti, è il settimo paese più popoloso del mondo e la maggior parte dei suoi abitanti abita in zone limitrofe al mare. Dato che è anche uno dei paesi più colpiti dal “global warming” se non si interverrà in maniera incisiva sul problema i rischi per il futuro saranno veramente molto seri.

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