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giugno 04, 2009

Voli di Stato troppo affollati Berlusconi indagato.

La notizia bomba ieri sera sul tardi, con Berlusconi ancora non in onda su Porta a Porta, ma che, registrando, aveva detto non ci sarà alcuna indagine.

La procura di Roma ha iscritto invece Silvio Berlusconi sul registro degli indagati per abuso d'ufficio in relazione all'uso improprio dei voli di Stato di cui si sarebbero serviti amici e ospiti del premier per raggiungere la sua residenza in Sardegna, Villa Certosa. Secondo fonti giudiziarie, l'iscrizione è un atto dovuto legato alla presentazione della denuncia del Codacons. Potrebbe seguire l’archiviazione, ma non subito.

I magistrati di piazzale Clodio, sull'argomento, hanno un precedente cui possono far riferimento: l'archiviazione, disposta mesi fa dal tribunale dei ministri, su richiesta dei colleghi ordinari dell'allora vicepremier Francesco Rutelli e dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella, che utilizzarono un volo di Stato nel settembre del 2007 per portare un ospite quando presero parte alla cerimonia di premiazione del Gran Premio di Formula 1 a Monza. In quel caso, il collegio per i reati ministeriali scagionò i due indagati dall'accusa di abuso d'ufficio sostenendo che non costituisce reato dare un passaggio a un ospite se la finalità per cui è usato un volo di Stato è legittima.

Ma le vicende non sono tutte uguali e l’apertura di una indagine è l’ennesima ombra sul presidente del consiglio a due giorni dal voto europeo. Quel volo di Stato con Apicella, nel maggio del 2008, c’è stato.
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Ma a quanto risulta all’Unità anche qualche altro, prima che fosse resa più permissiva la legislazione in materia. Non solo chitarristi, ballerine, manager. Non solo familiari trasportati in Sardegna nonostante la flotta aerea personale del premier. Tra gli ospiti di Berlusconi a bordo del velivolo di Stato atterrato, questa volta, nell’agosto 2008 allo scalo di Olbia, c’era anche una signorina bruna trattata con particolare garbo dallo staff presidenziale. Trent’anni al massimo, fisico da pin-up, una maglietta e un paio di jeans, grandi occhiali scuri a coprirle il volto. Eppure c’è chi giura di averla riconosciuta al “Costa Smeralda”.

Chi dice che la ragazza si chiami Sabina Began, meglio nota tra i gossippari romani come l’”Ape Regina”, qualche film alle spalle (naturalmente targati Medusa, la casa cinematografica di “famiglia”) e un’apparizione nella serie Casa Vianello di Mediaset. Per il resto molto foto hot in Rete, un tatuaggio con farfalla sulla caviglia dedicato a «SB, l’incontro che mi ha cambiato la vita», qualche dichiarazione piccante di troppo, e sembra una festa a Palazzo Grazioli con tanto di dedica musicale del Capo del Governo in versione Totò: «Tu si ‘na malafemmena».

In concomitanza con le foto scattate da Zappadu in luogo pubblico - aeroporto di Olbia - anche il “Costa Smeralda” da una ventina di giorni è diventato più blindato della norma, un’area off limits controllata da un gruppo di militari armato che sorveglia proprio la pista dove atterranno gli aerei di Stato. Qualunque “oggetto estraneo”, telecamera o macchina fotografica che sia, d’ora in poi verrà individuato in un battibaleno.

E anche la Torre di Controllo segue quasi alla cieca l’itinerario dei velivoli istituzionali assegnati al Capo di Stato, al premier e ai presidenti di Camera e Senato. Ogni volo ha un codice da trascrivere possibilmente con una matita sul diario di bordo, un matita e non una penna, per cancellare così il tracciato e tutelare al massimo la privacy di chi è a bordo e l’itinerario percorso. Blindatura massima, con buona pace del diritto di cronaca. Sui voli di Stato parla per tutti l’onorevole Ghedini che sbriga la faccenda telegraficamente. «C’era Apicella? C’era altra gente? Nessun problema basta che a bordo ci fosse anche Berlusconi. Ha dato loro un passaggio».

Ospiti in pigiama
Dice proprio così il legale-parlamentare che ha visionato anche le foto di Antonello Zappadu scattate alla Certosa ma ha ravvisato solo “ospiti in pigiama” a passeggio per il parco. Tuttavia contro il reporter rimangono le accuse pesanti mosse proprio da Ghedini. Tentata truffa, in primis. Solo per un pigiama? Il reporter sardo che già nel 2007 aveva pizzicato il premier in allegra compagnia, scuote la testa. «Ma quale truffa. Io sono rimasto tre ore negli uffici della direzione di Gente. L’accordo era quasi fatto. Cercavano la foto di Noemi».
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