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luglio 28, 2009

Clandestina? Non puoi essere madre. La legge separa madri e figli" anagrafe vietata ai clandestini

Tra le novità della legge Maroni che entrerà in vigore l'8 agosto c'è l'obbligo di mostrare il documento di soggiorno per compiere gli atti di Stato civile.

Ossia per contrarre matrimonio, registrare la nascita di un bambino e denunciare il decesso.

Di chi saranno figli i bambini che nasceranno se nessuno potrà registrarli? L'allarme della prefettura di Prato.

PRATO. Gli stranieri dovranno mostrare il permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile.

Una frase persa nei meandri del “pacchetto sicurezza”, quello che prevede l’arresto per i clandestini, più poteri ai vigili urbani, più competenze a sindaci e prefetti.

Il quinto provvedimento del pacchetto entrerà in vigore l’8 agosto rischiando di creare un putiferio.

Gli atti di stato civile sono matrimonio, registrazione di morte e registrazione delle nascite. Se i clandestini non si potranno sposare nessuno alza la mano, ma se il babbo o la mamma non potranno riconoscere il proprio figlio, beh, allora è un caso. A Prato dove, solo nei primi mesi del 2009, sono nati 412 bambini figli di genitori senza il permesso di soggiorno, è un problema non secondario.

A lanciare l’allarme sull’impossibilità per i genitori clandestini di riconoscere i propri figli al momento della nascita è stato Giovanni Daveti, il funzionario responsabile per gli affari che riguardano la comunità cinese per la prefettura di Prato. “Nel pacchetto sicurezza – ha detto Daveti – è inserita una norma che obbliga i clandestini a mostrare il permesso di soggiorno negli atti di Stato civile. Attualmente non abbiamo alcuna circolare che ci spieghi come comportarci nel dettaglio: dall’8 agosto, quando entrerà in vigore la legge, quindi noi avremo neonati che non potranno essere riconosciuti dai genitori, se entrambi clandestini. L’unica via praticabile sembra quella di affidarli ai servizi sociali. Solo nei primi sei mesi del 2009 a Prato sono nati 412 bambini in questa condizione”.

Ottenere il permesso di soggiorno temporaneo per le donne in stato di gravidanza sarà molto più difficile. “Fino ad oggi – spiega Daveti - infatti una donna andava dal medico e si faceva fare un certificato dove si diceva che aspettava un bambino. Questo consentiva di avere un permesso di soggiorno in genere di 6 mesi. Oggi con i medici che possono denunciare i clandestini questa prassi sarà molto più difficile. Per le donne sarà un rischio troppo alto”.

Cosa accadrà dall'8 agosto? Di chi saranno figli i bambini che nasceranno se nessuno potrà registrarli? E soprattutto che giri di illegalità apriranno? Cosa accadrà a quei bambini sembra che nessuno, in assenza di circolari che spieghino meglio quella norma, possa dirlo. E’ probabile che in assenza di un genitore che li possa riconoscere verranno affidati ai servizi sociali che vedranno arrivarsi sulla testa un bel numero di bebè, per lo Stato italiano piccoli fantasmi, da accudire. E’ probabile anche che tante mamme scapperanno dagli ospedali quando capiranno di non avere via d’u scita. Con rischi enormi per la loro salute e quella dei propri figli.

E poi accadranno cose che, per chi conosce Prato, sono scritte. La malavita cinese non si farà scappare quello che si preannuncia come un autentico business. Cosa si può fare se i genitori non possono riconoscere un figlio? Affidarsi a terzi con il permesso di soggiorno in regola. Ed ecco che il problema da sociale diventa di competenza della Procura. Ci saranno persone che si faranno pagare per registrare i bambini. E non solo. Sarà vanificato tutto il lavoro per garantire l’assistenza sanitaria anche alle comunità straniere.

Il reparto di maternità dell’ospedale di Prato da simbolo dell’i ntegrazione diventerà un luogo da cui fuggire. E allora via a cliniche private, a parti accanto alle macchine da cucire, a medici improvvisati. E sarà, in via generale, più facile far diventare un bambino figlio di genitori non veri. Senza adozione, affido o procedimenti legali. Sarà sufficiente andare in ospedale con una clandestina e far riconoscere il figlio a un padre - finto - che si prende il neonato e ne fa ciò che vuole: lo porta a casa dove una moglie desiderosa di essere mamma l’aspetta, lo vende a chi un figlio non può averlo. E al peggio non c’è mai fine.

Un bel pasticcio. Lontano dalle “misure per rendere più sicura la vita dei cittadini” con cui il governo ha presentato il pacchetto sicurezza all’Italia. Ma del resto, la lingua italiana è chiara, i clandestini non sono cittadini.

Il Tirreno, 28/07/2009


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