Seguimi in Twitter Seguimi in Facebook Seguimi in Pinterest Seguimi in LinkedIn Seguimi in Google+ seguimi  in stumbleupon Sottoscrivi il feed

social media, acquisti, internet fotografia, digitale, instagram, edicola, on line parlamento italiano, stipendi, edicola, on line salar, uyuni, bolivia, peru zona euro, italia Cina, manager, economia, globalizzazione arte moderna, monumenti futuristici, Jugoslavia giulio andreotti, politica, maffia africa, XXI secolo, edicola, on line pulitzer, foto, premio

luglio 24, 2009

un_futuro_asciutto Secondo le Nazioni Unite, entro il 2050 i tre quarti della popolazione mondiale soffriranno gli effetti della scarsità d'acqua. Già oggi la disponibilità è sempre più squilibrata, per spreco da un lato e per inaccessibilità dall'altro.
Uno dei principali problemi che saremo chiamati ad affrontare nel prossimo futuro sarà la scarsità d'acqua.
Nel nostro paese sembra una que­stione lontana, retaggio di anni passati, quando il meridione, in particolare la Sicilia soffriva di una cronica carenza idrica.
E, tuttavia, cambiamenti demografici, socia­li e climatici stanno costringendo scienziati, politici e opinione pub­blica a rinnovare l'attenzione su una pericolosa scarsità d'acqua.



Secondo i dati delle Nazioni Unite, attualmente una persona su sei, dunque un miliardo di persone, sof­fre di un inadeguato accesso all'ac­qua.
Ed entro il 2025 più della metà dei paesi del mondo potrebbe avere problemi di approvvigionamento o sperimentare delle gravi carenze.
Si prevede che entro il 2050 i tre quar­ti della popolazione mondiale pos­sano soffrire di scarsità d'acqua. Secondo la Commissione per i dirit­ti umani delle Nazioni Unite, «è or­mai tempo di considerare l'accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, de­finito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, all'accesso a una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e do­mestico - per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa - allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute».
Alcuni esperti, tra cui Malin Falken-berg dell 'International Water Institute di Stoccolma, hanno stimato la quantità minima necessaria a una persona per dissetarsi, per l'igiene personale e per la preparazione del cibo: 1.000 metri cubi l'anno.
Se moltiplichiamo questo numero per sei miliardi, stima attuale leg-germente al ribasso della popola­zione umana, sarebbero necessari. 6.000 miliardi di metri cubi di acqua all'anno. Per quanto sembri inarri­vabile, questa grandezza è alla no­stra portata.


Secondo le stime dell'International Water Management Institute, ogni anno sui terreni del pianeta piovono circa 110.000 chilometri cubi d'ac­qua. Il 60 per cento del volume delle precipitazioni non si può immagaz­zinare perché viene subito assorbita da suolo e piante.

Quella che resta non si distribui­sce in modo uniforme sulle varie aree del pianeta. Nel descrivere le situazioni dei vari paesi, gli esper­ti distinguono tra scarsità fisica e scarsità economica di acqua. La stragrande maggioranza delle nazioni del continente americano dispone di acqua a sufficienza, con l'eccezione di un'area che copre la regione andina e amazzonica, al confine tra Brasile e Perù e tra Bo­livia e Perù, dove la scarsità d'ac­qua è di tipo economico. Le riserve sarebbero sufficienti al fabbisogno, ma la mancanza di tecnologia e di finanziamenti e la pessima gestione limitano l'accesso alle risorse idri-che per la stragrande maggioranza della popolazione. Una situazione simile si registra negli stati africani compresi tra il deserto del Sahara a nord e il Sudafrica a sud. Per quasi tutti gli stati dell'America centrale, invece, si parla di scarsità fisica, ov­vero si registra una domanda idrica maggiore rispetto alla disponibilità.
Inurbamento e aumen­to del Pii tra le cau­se della scarsità idrica
L'attuale criticità nell'accesso all'acqua è il frutto di fattori sociali, climatici e gestionali. Paradossalmente, uno dei peggiori nemici delle disponibilità idrica è l'aumento del reddito medio delle persone, laddove è avvenuto. Come ha spiegato Peter Rogers, professore di ingegneria ambientale e pia­nificazione urbana ed extraurbana alla Harvard Universitye consulen­te della Global Water Partnership, le comunità più ricche consumano più acqua rispetto alle comunità più povere, soprattutto nelle aree urbane e industriali. E qui entra in gioco uno dei cambiamenti epocali che stiamo vivendo. Secondo stime delle Nazioni Unite, in questi ultimi due anni, a livello globale, il nume­ro di persone che vivono in città ha superato quello delle persone che risiedono in aree rurali, con un au­mento del consumo di acqua. L'aumento della popolazione urbana è particolarmente accentuato in al­cune aree di Asia e Africa, dove ef­fettivamente le risorse idriche sono quasi allo stremo.

Un altro fenomeno che incide sulla disponibilità di acqua è la crescita economica. Il balzo in avanti del Prodotto interno lordo registrato negli anni passati da nazioni come Cina e India ha avuto tra gli effetti un forte depauperamento delle ri­sorse idriche.

La Cina sta correndo ai ripari dopo aver sperimentato nel 2008 la peg­giore siccità degli ultimi 50 anni, che ha riguardato 20 milioni di et­tari di coltivazioni. L'obiettivo è la riduzione del 60 per cento del consumo di acqua per uni­tà di Prodotto interno lordo entro il 2020. Secondo i dati ufficiali, ogni anno il bilancio idrico della Cina è in rosso per 40 miliardi di metri cubi, 300 milioni di persone hanno problemi per l'accesso all'acqua potabile e 15,3 milioni di ettari di terreni agricoli - il 13 per cento del totale nazionale - soffre la siccità in un paese in cui il 70 per cento del fabbisogno idrico è di tipo agricolo. Un impegno che dovrebbe essere seguito da ogni paese del pianeta perché, come fa notare Peter Rogers, abbiamo già a disposizione gli strumenti tecnologici e politici necessari per aumentare le riserve di acqua dolce necessario per scon­giurare una siccità globale. Quello di cui abbiamo bisogno, spiega Ro-gers, è un'azione immediata.

Un futuro di simulazioni catastrofiche e azioni preventive efficaci e possibili. Crescita demografica e riscalda­mento globale potrebbero sommare i loro effetti nefasti per produrre uno scenario da incubo, come ha suggerito Charles J. Vorosmarty dell' Università del New Hampshire, in uno studio pubblicato sulla rivi­sta scientifica Science. Simulando gli effetti del cambiamento climati­co e della crescita economica sulla disponibilità idrica, Vorò'smarty ha indicato che entro il 2025 l'aumento della temperatura media del pianeta causerà gravi carenze idriche in diverse aree del mondo, in partico­lare in America centrale e nelle aree dell'America del sud a cavallo delle Ande, nel Sud-Est asiatico e in al­cuni paesi dell'Africa orientale.
Se a questo scenario si sommeranno la crescita demografica e l'assenza di politiche concertate tra i vari paesi per ridimensionare il consumo di acqua, allora la scarsità ìdrica sarà drammaticamente e pericolosamen­te diffusa in tutto il pianeta. Che fare, dunque? Un futuro senz'ac­qua si può prevenire in modo diver­so da paese a paese. Una delle azioni raccomandate da­gli esperti è un aumento del prezzo dell'oro blu. Nei paesi ricchi, come l'Italia, il prezzo dell'acqua è basso al punto che non si è incentivati a risparmiare sull'uso e a costruire strutture più efficienti per la gestio­ne e il consumo delle risorse idriche, per non parlare del riciclo. In alcune realtà, come quella cinese appena descritta, una delle priorità è con­centrarsi sui grandi consumatori, ovvero gli agricoltori.
Get 1000's of Free Cursors Now!
Uno studio dell''International Water Manage­ment Instìtute afferma che se non si provvedere a rendere efficiente il consumo di acqua per le coltivazioni, per soddisfare la richiesta dì cibo a livello globale - tenendo conto an­che della crescita demografica - nel 2050 gli agricoltori avranno bisogno di un volume di acqua quasi doppio rispetto a quello necessario oggi, ovvero 2.700 chilometri cubi. Qualche speranza la danno anche le tecnologie per ottenere acqua dolce dalla più grande riserva d'acqua di­sponibile sul pianeta: gli oceani. I desalinizzatori sono diventati più efficienti grazie all'implementazione della cosiddetta «osmosi inversa», una tecnologia efficace, ma costosa
in termini di energia utilizzata.
Non è un caso che ad essi guardino con grande interesse soprattutto i paesi del Golfo Persico, che possono con­tare su risorse energetiche fossili relativamente a basso costo. Infine, ognuno di noi può mettere in atto comportamenti di consumo più responsabile attraverso tante piccole azioni quotidiane: installare uno sciacquone con il doppio pul­sante di scarico; usare lavastoviglie e lavatrici efficienti e a pieno carico; privilegiare la doccia rispetto al ba­gno; non lasciare il rubinetto aperto quando ci si fa la barba o ci si lava i denti; innaffiare il giardino la mat­tina presto o la notte.
L'incubo di un pianeta senza acqua a sufficienza si sconfigge anche così.
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

0 commenti:

Raccomandati Se Ti Piacciono

Natura & Ambiente

Italia Photo Gallery

Internet, Software,Tech & SEO