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marzo 29, 2013

Summly, l'app che riassume in uno spazio di 400 caratteri le notizi

summlyHa raccolto oltre un milione di dollari di fondi (anche Yoko Ono ci ha investito sopra qualche soldino) ed è stata scaricata almeno 500mila volte. Così Summly, l'app che riassume in uno spazio di 400 caratteri le notizie provenienti dai siti d'informazione online, ha attirato l'attenzione di Yahoo. Che ha appena annunciato di voler procedere all'acquisto della società nel corso del secondo trimestre dell'anno, per una cifra che si aggira intorno ai 30milioni di dollari.

Una cosa è certa: Nick D'Aloisio, l'imprenditore del web under 18 che ha creato Summly a soli 15 anni, entrerà presto a far parte della schiera dei milionari di Internet. L'app una volta rilevata con ogni probabilità verrà chiusa. Ciò che interessa al colosso di Sunnyvale è la tecnologia su cui si basa e che agevola il modo di fruire dell'informazione in rete.

Summly, ha spiegato Yahoo, fornisce anteprime di storie (riassunti pensati apposta per i possessori di smartphone per via della lunghezza del testo a misura di display) garantendo un modo più semplice e veloce con cui trovare su Internet le notizie desiderate.

Ma la creatura del programmatore teenager è solo una delle tante startup su cui il gigante informatico ha messo le mani negli ultimi tempi allo scopo di rafforzare la propria presenza nel mercato mobile.
In questi mesi sono diverse le startup di successo finite nel carrello della spesa di Marissa Mayer, il ceo di Yahoo (ex Google) che sta rivoltando il colosso come un calzino per tirarlo fuori dalla crisi e che nei suoi primi sei mesi di mandato ha subito ottenuto risultati importanti: nel quarto trimestre del 2012 il fatturato è stato di 1,34 miliardi di dollari e gli utili di 189,99 milioni di dollari, contro gli 1,21 miliardi di fatturato e i 54,81 milioni di utili registrati il trimestre precedente.

Da Stamped, un'app per smart device che consente di condividere le cose che ci sono piaciute particolarmente durante la giornata, a Ontheair, che permette di assistere in streaming a un meeting e d'interagire in videoconferenza con i partecipanti, lo shopping di Yahoo ha riservato più di una sorpresa in questi ultimi sei mesi.
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Ora occhi puntati al prossimo colpo di mercato della Mayer. Che ormai da diverso tempo sta trattando con France Telecom per l'acquisto del servizio di condivisione video Dailymotion, valutato circa 300 milioni di dollari con i suoi 116 milioni di utenti al mese. Il fratello di Youtube viene visto come un grimaldello per fare breccia in Europa e in Asia dove la compagnia guidata dall'ex manager di Big G procede a rilento. Oggi la maggior parte degli introiti di Yahoo proviene dagli Usa. Ma per tornare a dettar legge è necessario secondo la Mayer farsi largo all'estero.

Naturalmente buona parte dell’attenzione dei media si è concentrata sulla storia del giovanissimo creatore dell’applicazione, ritrovatosi da un giorno all'altro multimilionario grazie a una trovata sviluppata nella cameretta di casa. Ma c’è un altro aspetto sul quale vale la pena soffermarsi ed è quello che riguarda il significato dell’acquisizione per il futuro dell’informazione online.

Nick Carr, uno che sui cambiamenti delle nostre funzioni cognitive in relazione all’avvento di Internet ci ha costruito dei veri e propri trattati filosofici, direbbe che è tutta colpa della Google-generation e dell’imbarbarimento delle nostre abitudini di lettura: perché – questo è innegabile – siamo sempre più figli dell’informazione mordi-e-fuggi, schizziamo da un sito all’altro senza pensare davvero a ciò che stiamo leggendo. E allora anche un titolo e poche battute sono sufficienti per accontentare la nostra “sete” di sapere.
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Certo, si potrebbe obiettare che:
1. Per operare Summly ha bisogno di una base di articoli veri, scritti cioè da persone in carne ed ossa. E che in fondo l’utente può decidere in qualsiasi momento di passare dal riassunto alla notizia estesa.
2. La tendenza verso la sintesi estrema non nasce con Summly ma è un processo che sul Web è in atto da sempre. Twitter, in questo senso, rappresenta già la quintessenza della comunicazione iper-concentrata in una manciata di caratteri

 
3. Il modello di Summly va a colmare un vuoto nell’industria editoriale, quello dell’informazione a misura di smartphone. Del resto tutto ciò che leggiamo sui display dei nostri telefonini intelligenti non è altro che una versione rimpicciolita (ma solo nel carattere) degli articoli nati per il mondo desktop.
Tutto vero. Ma se – come dice Yahoo – Summly sarà davvero il format dell’informazione del futuro, viene da chiedersi che ne sarà degli approfondimenti e dei contenuti di qualità sul Web.
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