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settembre 14, 2015

Migrazione: Negli ultimi giorni la situazione in Ungheria si è fatta molto complicata.

Negli ultimi giorni la situazione in Ungheria si è fatta molto complicata: domenica 13 settembre sono entrate 5.809 persone, il numero più alto fino ad oggi. Reuters aveva scritto che a causa dei numeri enormi le autorità ungheresi avevano smesso di registrare i nuovi arrivati, imbarcandoli semplicemente in treni speciali diretti verso l’Austria.

Intanto, i ministri dell’Interno dei paesi membri dell’Unione europea hanno iniziato la loro riunione straordinaria prevista per oggi a Bruxelles per discutere in via straordinaria di migrazione.

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All’ordine del giorno ci sono in particolare le proposte fatte lo scorso 9 settembre dal presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, che ha chiesto di distribuire in vari paesi dell’Unione, che dovranno ospitarli e gestire le loro richieste, 160mila richiedenti asilo che oggi si trovano in Grecia, Italia e Ungheria. Secondo un documento preparatorio ottenuto dal Guardian, si parlerà anche della possibilità di costruire centri in Italia e in Grecia per consentire una registrazione più rapida dei migranti.

La riunione di oggi è stata preceduta da un incontro tra François Hollande e Angela Merkel: il presidente francese e la cancelliera tedesca hanno fatto «un’analisi comune della situazione». Il primo ministro britannico David Cameron, invece, ha fatto visita a un campo per rifugiati in Libano, da dove ha difeso le politiche del Regno Unito sui rifugiati (nei giorni scorsi era stato molto criticato per alcune posizioni considerate molto rigide sull’immigrazione). Mentre si discute, arrivano sul tema notizie e aggiornamenti da mezza Europa.

Grecia.
Domenica 13 settembre trentaquattro persone sono morte annegate dopo un naufragio a cinque chilometri dall’isola greca di Farmakonisi, vicino alla costa della Turchia: tra loro c’erano quattro neonati, sei bambini e cinque bambine. La guardia costiera turca ha detto che 68 persone sono state salvate dalle acque nello stesso naufragio e che altre 30 sono sopravvissute e hanno raggiunto Farmakonisi a nuoto.

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Germania.
Da questa mattina alle 7 le ferrovie tedesche hanno ricominciato a funzionare con regolarità dalla frontiera austriaca: resta però chiusa la linea verso Monaco di Baviera, dove il 13 settembre sono arrivati 13mila migranti. Domenica il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere, aveva annunciato che la Germania avrebbe messo in atto con effetto immediato una serie di controlli provvisori alle frontiere per ripristinare la regolarità nel traffico di migranti che dovrebbero durare alcune settimane. Si tratterebbe in sostanza di una sospensione del trattato di Shengen sulla libera circolazione delle persone e diverse organizzazioni, come l’UNHCR, hanno denunciato il fatto che le iniziative non coordinate dei singoli stati potrebbero portare decine di migliaia di profughi che hanno diritto alla protezione internazionale a trovarsi in un «limbo legale». UNHCR ha sollecitato l’Ue a creare centri di accoglienza efficaci e ad attuare rapidamente un programma di trasferimento dei migranti con diritto di asilo.

Monaco è sempre stata una delle principali “porte d’accesso” in Germania per i migranti, ma da quando la cancelliera Angela Merkel ha annunciato che la Germania accoglierà tutti i rifugiati siriani, indipendentemente dalla convenzione di Dublino, il suo sistema di accoglienza è sottoposto a uno sforzo particolarmente intenso. Thomas de Maiziere ha nuovamente chiesto ai paesi dell’Unione Europea di non approfittare della disponibilità all’accoglienza della Germania esortando Italia, Grecia e Ungheria a creare delle «zone di attesa» per i migranti: anche di questo si discuterà oggi a Bruxelles. Nel frattempo, il vice-cancelliere Sigmar Gabriel ha aggiornato il numero dei rifugiati che è previsto arrivino in Germania: non più 800 mila ma un milione di persone.

Austria.
La polizia austriaca ha detto di aver trovato 42 migranti (e tra loro anche donne e bambini) nascosti in un camion che è stato fermato su un’autostrada vicino al confine con la Germania. I due autisti sono stati arrestati. Dopo la decisione della Germania, l’Austria ha annunciato inoltre di voler rafforzare inviare al confine con l’Ungheria 2.200 membri dell’esercito per rafforzare i controlli.

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L’Ungheria e gli altri.
La polizia ungherese ha annunciato che domenica 13 settembre nel paese è entrato un numero record di migranti: 5.809 persone, dopo le 4.330 di sabato. Nella mattina di lunedì 14 settembre hanno varcato il confine già 5.353 migranti. Si tratta di persone che vogliono continuare il loro viaggio verso l’Austria, raggiungere la Germania e gli altri paesi del nord Europa. L’aumento degli ultimi giorni del transito dall’Ungheria è stato causato dal fatto che il 15 settembre entreranno in vigore delle nuove leggi che prevedono il carcere per chi oltrepassa il muro costruito dal governo al confine con la Serbia.

L’Ungheria è lo stato che con più forza si sta opponendo alla proposta delle quote dell’Unione europea. Sono della stessa idea anche i governi di Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania, che ha detto di poter accogliere solo 1.700 richiedenti asilo. Il ministro degli Interni rumeno, Gabriel Oprea, ha detto che i posti nel suo paese sono limitati (l’Unione europea aveva chiesto alla Romania di accogliere 4.646 profughi); il ministro degli Interni della Slovacchia ha inoltre annunciato (come Germania e Austria) di voler introdurre controlli temporanei alle frontiere ai confini con l’Ungheria e con l’Austria.

Polonia.
Il segretario di stato per gli Affari Esteri della Polonia, Rafal Trzaskowski, ha dichiarato la disponibilità del suo paese ad accogliere più migranti rispetto ai 2 mila previsti. La prima ministra Ewa Kopacz ha detto che «vista l’ampiezza del disastro umanitario» il governo potrebbe negoziare una quota maggiore precisando però che dovrebbero essere rispettate alcune condizioni, come quella del rafforzamento della sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione europea. Dopo la decisione della Germania e di altri stati di rafforzare i controlli alle frontiere, anche la prima ministra polacca non ha escluso questa possibilità.

Unione europea.
L’agenzia di stampa AFP, citando fonti dell’Ue, scrive che l’Unione europea ha raggiunto un accordo per autorizzare la forza militare contro il traffico di migranti nell’ambito dell’operazione navale nel Mediterraneo Eunavfor Med cominciata a luglio e ferma alla fase di monitoraggio e raccolta di informazioni. Le navi da guerra coinvolte, dal prossimo ottobre, saranno autorizzate a fermare le imbarcazioni sospette e anche a fare degli arresti.

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