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aprile 05, 2020

Stelle alpine e genziane sono sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici.

Uno dei fiori simbolo delle nostre Alpi è senz'altro la stella alpina (a sinistra e in alto a destra), che cresce nelle fessure delle rocce e nei prati sassosi, mostrando i suoi bellissimi fiori nella stagione estiva. Sia le foglie che i fiori sono ricoperti di una fitta peluria, che protegge la pianta dal vento che soffia in alta montagna. Molto amata dai collezionisti, che hanno rischiato di portarla all'estinzione, questa pianta è severamente protetta da molto tempo in tutto l'arco alpino e in Svizzera, dove il primo decreto che ne proibisce la raccolta è del 1878. Si iniziò proprio in quei tempi a impiegarla per abbellire i giardini e ancora oggi viene coltivata perché il suo estratto è usato in diverse caramelle alle erbe. Il pericolo maggiore per la stella alpina o "piede di leone" (questo il suo nome latino), arriva oggi dai cambiamenti climatici che stanno avvenendo in tutto il mondo e mostrano i loro effetti anche sull'ambiente alpino. La stella rischia di essere soppiantata, nei prossimi decenni, da specie adatte a climi più caldi.

IN MONTAGNA FA PIÙ CALDO

Lo stesso destino rischia un'altra pianta delle cime montane, la genziana, nota per i suoi brillanti fiori blu (qui sotto a destra). A lanciare l'allarme è uno studio condotto da una rete di gruppi di ricerca che studiano le regioni montane del pianeta. Gli scienziati hanno analizzato la vegetazione che cresce oltre il limite dei boschi su 60 cime europee tra il 2001 e il 2008, riscontrando questa tendenza preoccupante. D'altronde se il clima cambia è inevitabile che le specie che prima si trovavano ad altitudini più basse ora si spostino ad altitudini maggiori. Basti pensare all'olivo, una pianta mediterranea, amante del caldo, che ora si coltiva anche in Piemonte, quasi fin sotto le Alpi!

A sorprendere i ricercatori è la rapidità con cui le piante "amanti del caldo" si stanno diffondendo e il rischio è che nei prossimi decenni, molte specie della flora alpina potrebbero sparire. È stato calcolato che le piante "migrano verso l'alto" di circa 24 metri ogni dieci anni, come conseguenza dell'aumento delle temperature estive nelle montagne (che è di circa 1,6° C).

E noi cosa possiamo fare? Prestare attenzione ai fiori che incontriamo quando andiamo in montagna, fotografarli o disegnarli e non raccoglierli se pensiamo che possano appartenere a una specie protetta. Oltre il limite dei boschi sulle Alpi, e più raramente sull'Appennino, vive anche una pianta "mitologica" anch'essa protetta, il camedrio alpino (a destra). Il suo nome latino, Dryas, ci riporta alle Driadi, le ninfe dei boschi di quercia. E se guardate bene le foglie, ricordano proprio quelle della quercia!

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