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martedì 29 luglio 2014

Fecondazione in vetro cinese con poco più di 14mila euro: il mercato nero degli ovociti.

La fecondazione in vitro in Cina sta avendo un boom al limite della legalità.

Oggi circa 40 milioni di cinesi sono sterili. Una percentuale che è salita a tra il 10 e il 15 per cento delle coppie, contro l'appena 3 per cento di vent'anni fa. E siccome le donazioni di ovociti non sono abbastanza per soddisfare le richieste del mercato, ecco che compare il traffico e la compravendita illegale.

Con poco più di 14mila euro, copriamo tutte le spese: operazione, donatori, ricovero in ospedale e servizi” ha detto un agente della metropoli di Wuhan a un giornalista del Global Times che si era finto interessato all'acquisto.

fecondazione in vetro

Le incredibili sculture flessibili di carta di Li Hongbo.

Dimentichiamo per un attimo le stampanti 3D: è la carta la nuova frontiera dell’arte grazie al lavoro sapiente di un mastro libraio cinese.

Nato a Jilin, nella Cina nordorientale, Li Hongbo vive a Pechino e alla recente fiera Art Miami (dicembre 2013) ha conquistato collezionisti, curatori e galleristi con le sue camaleontiche sculture low-tech di carta.

Le sue opere sono riproduzioni di: “oggetti familiari (come vasi, volti, scheletri, seni, tronchi d’albero), all’inizio non pensi che possano muoversi, ma quando li apri o li solleciti scateni una trasformazione che non lascia indifferenti”.

Le sculture flessibili sono ispirate alle tradizionali decorazioni di carta utilizzate durante matrimoni e celebrazioni e sono state portate da Hongbo alle estreme conseguenze.

Li-Hongbo-1

venerdì 25 luglio 2014

The Vatican Connection e l’Oro del Vaticano: le losche attività di un uomo chiamato Licio Gelli.

I tabulati della loggia massonica Propaganda 2 vengono trovati nel marzo 1981 nella casa di Licio Gelli (ex fascista e repubblichino, collaboratore da sempre dei servizi segreti americani), durante le indagini giudiziarie sul caso Sindona. L'allora presidente del Consiglio, Forlani, si rifiutò di pubblicizzarli: fu la commissione parlamentare Sindona a farlo.

Gli iscritti alla P2 erano 953, ne mancavano 1650. Tutti avevano giurato fedeltà alla massoneria. Il governo Forlani fu costretto a dimettersi, sostituito dal governo Spadolini (1981).

licio gelli

The Vatican Connection e l’Oro del Vaticano: il ruolo di Michele Sindona.

Consulente finanziario del Vaticano e della mafia italo-americana (in particolare la famiglia Gambino), il finanziere siciliano Sindona negli anni '60 diviene un protagonista del mercato finanziario americano.

Sospettato negli Usa di essere coinvolto nel traffico internazionale di stupefacenti e legato ad ambienti mafiosi, Sindona può continuare a gestire i suoi affari grazie ai rapporti con la democrazia cristiana (in particolare Andreotti) ed alle credenziali che gli derivano dal suo legame personale con Paolo VI.

michele_sindona

venerdì 18 luglio 2014

Vatican Connection e l’Oro del Vaticano: Monsignor Paul Casimir Marcinkus.

Di origine lituana, nato a Cicero, nei sobborghi di Chicago, il 15 gennaio 1922, studiò teologia a Roma divenendo sacerdote nel 1947. Negli anni ‘50 lavorò nella sezione inglese della Segreteria di Stato vaticana. Lì Marcinkus conobbe Giovanni Battista Montini, che nel 1963 divenne Papa col nome di Paolo VI. Sotto il pontificato di Montini la carriera di Marcinkus, sponsorizzata anche dal segretario del papa, mons. Macchi, decollò.

Soprannominato "Il Gorilla" per il suo aspetto imponente e le maniere spicce, ebbe l'incarico di organizzare il servizio di guardia del corpo al papa. Nel 1969 venne nominato vescovo e presidente dello IOR.

Paul_Casimir_Marcinkus

sabato 12 luglio 2014

The Vatican Connection e l’Oro del Vaticano: Roberto Calvi (3a parte).

Nel dicembre 1981 il finanziere Carlo De Benedetti, da pochi giorni vicepresidente e azionista dell'Ambrosiano (il 18 novembre aveva acquistato per 50 miliardi il 2 per cento del Banco), tentò di appurare con precisione quali rapporti legassero la banca di Calvi e la P2 alla banca del Papa, ma non ottenendo da Calvi alcuna risposta, pretese d'incontrare a Roma, per chiarimenti definitivi, monsignor Achille Silvestrini della Segreteria di Stato vaticana. Il successivo 22 gennaio 1982 De Benedetti, sottoposto a pressioni e minacce, lasciò il Banco Ambrosiano cedendo la propria quota del 2 per cento allo stesso Calvi, per una somma che procurerà al finanziere l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta e una vicenda giudiziaria lunga e tortuosa conclusasi con l'assoluzione.

Solidarnosc.

The Vatican Connection e l’Oro del Vaticano: Roberto Calvi (2a parte).

Il dirigente del settore estero del Banco Ambrosiano, Giacomo Botta, dichiarerà ai magistrati milanesi che il dominio dello IOR sul Gruppo del Banco Ambrosiano era reso palese dalla fulminea carriera di Alessandro Mennini [figlio dell'amministratore delegato dello IOR, Luigi], entrato inopinatamente in banca con il grado di vicedirettore; il trasferimento dallo IOR al Gruppo Ambrosiano della Banca Cattolica del Veneto, cui non era seguito cambiamento alcuno nella direzione e nell'organo di amministrazione; il finanziamento cospicuo dello IOR (150 milioni di dollari) che aveva aiutato la neonata società Cisalpine [poi Baol-Banco Ambrosiano Overseas Limited] ad affermarsi come banca; la presenza di monsignor Marcinkus nel consiglio di amministrazione della stessa banca di Nassau; la gelosia con la quale Calvi custodiva e gestiva il proprio esclusivo rapporto con lo IOR; l'appartenenza allo IOR di Ulricor e Rekofinanz, azioniste del Banco Ambrosiano, nonché di quattro società titolari dei pacchetti di azioni del Banco Ambrosiano che la Rizzoli aveva costituito in pegno per un finanziamento ottenuto da Baol.

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