Seguimi in Twitter Seguimi in Facebook Seguimi in Pinterest Seguimi in LinkedIn Seguimi in Google+ seguimi  in stumbleupon Sottoscrivi il feed

social media, acquisti, internet fotografia, digitale, instagram, edicola, on line parlamento italiano, stipendi, edicola, on line salar, uyuni, bolivia, peru zona euro, italia Cina, manager, economia, globalizzazione arte moderna, monumenti futuristici, Jugoslavia giulio andreotti, politica, maffia africa, XXI secolo, edicola, on line pulitzer, foto, premio

agosto 11, 2009

Qui Bangui, II Centro Pediatrico Emergency, aperto 24 ore su 24, offre assistenza sanitaria a bambini e ragazzi fino a 14 anni

qui_bangui II Centro pediatrico, aperto ventiquattro ore su ventiquattro, offre assistenza sanitaria a bambini e ragazzi fino a 14 anni.

Un primo bilancio tra malaria, infezioni respiratorie e storie di ordinaria povertà.

La Repubblica Centrafricana, sulla carta geografica, è un piccolo stato proprio al centro dell'Africa.
Piccolo se confrontato con gli stati vicini, perché in realtà è grande due volte l'Italia. A differenza dell'Italia, però ha solo 4 milioni di abitanti.

Confina a Nord con il Ciad, a Est con il Sudan, a Sud con la Repubblica Democratica del Congo e il Congo e a Ovest con il Camerun, paese attraverso il quale arrivano il 90% dei prodotti presenti sul mercato nazionale.

La sua storia è simile a quella di molti paesi del continente: ot­tenuta l'indipendenza dalla Francia nell'agosto del I960, ha una serie di governi più o meno dittatoriali e più o meno appoggiati dai francesi fino al 1966, quando Jen-Bedel Bokassa con un golpe prende il potere instaurando fin da subito un regime totalitario e sanguinario.Non cambia molto con i successivi governi che si alternano alla guida del paese fino al 1993 con l'elezione del primo presidente "non militare" della storia del paese Angel-Felix Fatasse.

Nel 2003, l'ennesimo colpo di stato porta al governo l'attuale presidente Francois Bozizé.

Centrafrica o Repubblica Centrafricana In mezzo all'Africa, uno stato ignoto a più Quando parli del Centrafrica la domanda comune è: «Sì. ma dove in Centrafrica? In quale paese?», a dimostrare che pochi sanno dell'esistenza di questo stato.
Bangui, la sua capitale, è poco più di un grosso villaggio e non ha nulla a che vedere con le grandi metropoli africane come Khar-toum, Luanda, Kinshasa o Kampala.

Non ci sono grandi palazzi, ma neanche le enormi bidonville che spesso circondano queste città.
qui_bangui2
Il centro è rappresentato da Piace de la Republique, una rotonda da cui si diramano le quattro strade principali, le sole asfaltate.
Get 1000's of Free Cursors Now!
Lo chiamano «punto zero»: da qui i centrafricani contano i chilo­metri per indicare i diversi quartieri. Per fare degli esempi, al PK 5 c'è il mercato, il PK12 è un limite della città, e cosi via.

Il fiume Oubangui qui in città segna il confine con la Repubblica Democratica del Congo, meglio conosciuta come «Congo Kinsha­sa» per distinguerla dal «Congo Brazzaville» con cui il Centrafrica confina più a Ovest. Piroghe di legno fanno la spola tra le due rive del fiume per piccoli commerci e per la pesca; il pesce mag­giormente diffuso è il capitone, che viene cucinato in molti modi. Particolarmente gustoso quello lessato con spezie e avvolto in foglie di banano.

Grazie alle piogge abbondanti, il paese è molto verde e vista dall'alto la città sembra immersa in un enorme giardino.

Fino a 70 bambini visitati ogni giorno Aperto anche di notte per le emergenze.

Ai confini con Ciad e Sudan, gruppi di ribelli al governo centrale assaltano i villaggi, facendo razzie e catturando bambini da arruo­lare nelle loro file. Come spesso avviene in questi casi, i governi si accusano a vicenda di aiutare i miliziani che si muovono indistur­bati attraverso i confini.

La vita a Bangui, invece, procede tranquillamente. È qui che, lo scorso marzo, Emergency ha aperto un Centro pediatrico per offrire cure gratuite ai bambini fino ai 14 anni di età e che fungerà da struttura per lo screening dei pazienti cardiopatici da trasferire al Centro Salam di Khartoum per l'intervento chirurgico.

Le mamme — ma anche qualche papa — iniziano ad arrivare alle quattro del mattino e si mettono in coda davanti alla clinica per far visitare i loro bambini. Ognuna mette in terra un foglietto con il nome o un sasso come prenotazione che sa verrà rispettata dal resto dei pazienti.
qui_bangui1
Alle sei in punto Attilia, l'infermiera internazionale, insieme a tre infermieri nazionali fa il triage per determinare le priorità delle visi­te a seconda delle condizioni dei bambini: febbre, disidratazione e pallore delle mucose come indice di anemia danno la precedenza.


Come avviene ovunque, anche i piccoli centrafricani non si fan­no visitare volentieri e spesso ci guardano con aria diffidente, anche per via del colore della nostra pelle. Se ti avvicini, i più temerari allungano la mano per stringere la tua con decisione mentre i più timorosi nascondono il viso nel vestito delle mamme.

La malaria è la patologia più diffusa tra i bambini visitati ogni giorno ed è la causa di ricovero più frequente nella piccola corsia di degenza dotata di 8 posti letto. Dove si pagano visite e medicine e anche la carta su cui sono prescritte.

Se la corsia è completa o se la patologia diagnosticata esula dalle possibilità di cura del Centro, trasferiamo il bambino al Complexe Pédiatrique, l'ospedale pediatrico della città. L'ospedale è vecchio e fatiscente e già nel Pronto soccorso, tra sporcizia e letti quasi ac­catastati, si capisce quanto la sanità pubblica sia ancora tutta da costruire in questo paese.

I bambini vengono visitati solo dopo il pagamento delle presta­zioni previste e persino i fogli di carta sui quali vengono prescritte le cure sono a carico dei famigliari: i carnet sono in vendita su tutte le bancarelle che animano l'esterno dell'ospedale.

Avevamo conosciuto questa pediatria commercializzata a Khar­toum, dove adesso le cure sono diventate gratuite: un cambiamento che speriamo possa avvenire anche a Bangui. I bambini ricoverati dormono in corsie sporche e cadenti, in mezzo a un confuso viavai di persone. Immagino che cosa deve essere la morte di un altro bambino nel letto a pochi centimetri dal proprio.

Nel caso della malaria, la tempestività con cui i bambini arrivano al Centro può essere determinante nelle possibilità di cura.

A volte i bambini vengono portati tardi perché il loro villaggio I è molto distante dalla capitale e la famiglia non ha la possibilità di | pagare il trasporto.

A volte vengono portati prima nei centri di salute statali e solo I quando il bambino non migliora, o solo quando sono finiti i soldi! per le medicine, qualcuno da notizia dell'esistenza del Centro pe-| diatrico gratuito di Emergency.

fonte: Emergency (Articolo di Alessandro Conca)
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Ultime notizie, foto, video e approfondimenti su: cronaca, politica, economia, regioni, mondo, sport, calcio, cultura e tecnologia.

0 commenti:

Raccomandati Se Ti Piacciono

Natura & Ambiente

Italia Photo Gallery

Internet, Software,Tech & SEO