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maggio 18, 2012

322 milioni di ore di cassa integrazione in 4 mesi equivalgono a 470mila lavoratori full time.
cassa_integrazioneNei primi quattro mesi del 2012 sono state utilizzate dalle aziende 322 milioni di ore di cassa integrazione per una media di 470.000 lavoratori in cassa a tempo pieno.

In media sono stati persi per ogni lavoratore 2.600 euro in busta paga per un totale di 1,2 miliardi di euro.

Lo sottolinea la Cgil sulla base dei dati Inps sulla cig nel 2012.

Secondo la Cgil anche il 2012 si chiuderà con circa un miliardo di ore di cassa integrazione al livello del 2011 (953 milioni di ore mentre nel 2010 si era raggiunta quota 1,2 miliardi).

Cgil: cassaintegrazione supera il miliardo di ore
Anche per questo 2012, quindi, il quarto anno consecutivo di crisi, "la cassa integrazione si avvia ad attestarsi attorno al miliardo di ore autorizzate", osserva il segretario confederale, responsabile Industria, Elena Lattuada - si continuano a registrare dati negativi che indicano uno stato di profondissima crisi e di inesorabile declino del settore industriale. Senza ripresa - avverte - questi dati peggioreranno tirandosi dietro disoccupazione e desertificazione industriale.
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Bisogna dare risposte al profondo malessere sociale rimettendo al centro il lavoro".

Ad aprile - sottolinea la Cgil nella sua elaborazione dei dati Inps diffusi nei giorni scorsi - sono stati chiesti 86 milioni di ore (-13,6% su marzo). Nel primo quadrimestre sono state autorizzate 322,8 milioni di ore in linea con lo stesso periodo del 2011. "Le ore di cig - afferma la Cgil - azzerano dall'inizio dell'anno 470.000 posizioni di lavoro ma coinvolgono mediamente 940 mila persone con un'incidenza di cig per occupato nell'industria pari a 46 per cento.

Nei primi quattro mesi del 2012 il totale delle ore di cig ordinaria è stato di 101 milioni di ore (+26,54% tendenziale).
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La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria nel periodo gennaio-aprile (110,9 milioni) segna un calo del 18,6% sullo stesso periodo dell'anno scorso.
 
Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) con 110,9 milioni di ore autorizzate (+3,79%) risulta lo strumento più usato. I settori che presentano un maggiore volume di ricorso alla cigs in questi quattro mesi sono quello del commercio con (39,9 milioni e +31,16%) e il settore meccanico (21,9 milioni ma con un -31,88%). Le regioni maggiormente esposte con la cassa in deroga da inizio anno sono la Lombardia con 20,5 milioni di ore (+19,70%), l'Emilia Romagna con 12,5 milioni (+15,19%) e il Lazio con 11,7 milioni di ore (+154,18%).
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"Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane) - afferma la Cgil - sono coinvolti da inizio anno 938.525 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 17 settimane lavorative, si ha un'assenza completa dall'attività produttiva per 469.262 lavoratori, di cui 160 mila in cigs e altri 160 mila in cigd.

Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell'Osservatorio cig, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 1,2 miliardi di euro, pari a 2.600 euro per ogni singolo lavoratore".
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maggio 16, 2012

La vergogna e l’orrore di Quirra: attività militari che hanno di fatto inquinato tutto il territorio circostante.
quirra-blindatoLe attività militari al poligono di Quirra proseguite per decenni hanno di fatto inquinato tutto il territorio circostante.

Durante l’audizione nella Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, andata avanti per ore, sono stati descritti i danni causati all’ambiente.

E alle persone. Dati che hanno lasciato di stucco i membri della commissione.

SAR-Subregioni-Quirra“Numerosi testimoni hanno raccontato di aver visto le nubi causate dalle esplosioni dirigersi, trasportati dal vento, sopra le zone abitate, soprattutto Escalaplano, causando molti danni alla popolazione.

Il caso più emblematico riguarda una ragazza sorda, cieca e che non può camminare nata 23 anni fa. Una settimana dopo la sua nascita un altro bambino è nato con malformazioni.

Nei periodi precedenti alle nascite si udivano le esplosioni e si vedevano le colonne di fumo che arrivavano sopra la loro casa, particolarmente esposta ai venti”.
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“I brillamenti che hanno interessato un’area di 75mila metri quadrati hanno determinato situazioni particolari. Dalle foto aeree che abbiamo scattato si vedono distintamente alcune aree di colore bianco.

Quelli sono i luoghi dove avvenivano le esplosioni, tanto che non cresce più erba” ha detto durante uno dei passaggi dell’audizione il dott. Fiordalisi.

Ma a lasciare di stucco i presenti sono stati i dati che hanno riguardato le malformazioni di neonati venuti al mondo nelle zone militari e degli animali.
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“Inoltre, è stata trovata una vera e propria discarica di proporzioni enormi. Un ettaro di estensione profonda dai 3 ai 5 metri completamente piena di rifiuti militari: rocchetti di filo per i missili anticarro filo-guidati, amianto e molti altri agenti inquinanti, ma anche parti di metallo, parti elettroniche e centinaia di gomme di camion. Questa discarica si trova a Ispibiris, un’area di un’asta fluviale di primo ordine. Il fiume Flumendosa diventa quindi una fonte inquinata” dice ancora il procuratore.
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“Ad avviso della procura le prove di scoppio effettuate nella zona interferiscono e molto con l’ambiente a causa dei residui di particelle sprigionati dal calore e dagli scoppi. Le particelle nocive prodotte dalla vaporizzazione dei metalli pesanti di ogni tipo contenute nelle bombe, tornano in circolo nell’aria sottoposte al circolo dei venti.
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Per la procura questo dato è stato molto importante. Possiamo dire che tutto ciò che si trova qui intorno è ricco di particelle di metalli pesanti, che possono essere inalate, e vanno più in profondità nel corpo rispetto all’inquinamento di città. Ecco questo potrebbe spiegare l’incidenza sui linfomi e sulle malattie del sangue nella zona” ha spiegato il procuratore Fiordalisi.
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Ma c’è anche del materiale radioattivo all’interno della base di San Lorenzo che deve essere rimosso al più presto. “Il Cisam (Centro Interforze Studi Applicazioni Militari), aveva già dato disposizioni per la sua rimozione. Il materiale è lì da un decennio e non è stato ancora rimosso”. Ha detto Fiordalisi

Fra le altre cose, è notizia di questi giorni, fra Cagliari e l’Ogliastra sono stati riesumati i corpi di 15 pastori che erano morti a causa di leucemie e linfomi. Su dodici corpi sono stati ritrovati livelli di Torio 232 oltre che di antimonio, piombo e cadmio.Dati altissimi e secondo alcuni studiosi molto più alti della norma.
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fonte: e-il mensile

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maggio 14, 2012

Argentina, sì alla morte dignitosa, l’ennesima lezione di civiltà.
eutanasiaDall’Argentina l’ennesima lezione di civiltà.

Il Senato ha approvato la Ley de la muerte degna che garantisce il diritto dei malati terminali a rifiutare interventi chirurgici, trattamenti medici e di rianimazione per prolungare una vita ormai segnata. Una decisione che permettere di dire no all’accanimento terapeutico.

Le persone che soffrono di “malattie irreversibili e incurabili o che sono allo stadio terminale” – dice la nuova legge – avranno dunque il “diritto a manifestare la propria volontà rifiutando pratiche di chirurgia e di rianimazione artificiale” e di dire basta a tutti i trattamenti miranti a prolungare loro la vita. Una norma che i senatori hanno approvato all’unanimità, confermando la decisione presa a novembre dalla camera dei deputati.
Una legge che ritiene fondamentale la dignità umana e garantisce anche la libertà di cambiare idea. Nei casi in cui un paziente non sia in grado di manifestare la proprio volontà per ragioni fisiche, lo potranno fare i suoi parenti diretti. E se la decisione verterà per la fine di ogni accanimento terapeutico, che fine sia, senza che il personale medico rischi di essere perseguito dalla legge.

Esclusa da questo ventaglio di possibilità l’eutanasia attiva, ossia il suicidio assistito, che invece continuerà a essere equiparata all’omicidio. La Legge sulla morte dignitosa inquadra solo i malati che già vivono lo stadio terminale della malattia e per i quali non c’è più niente da fare e che decidono di morire naturalmente senza inutili ulteriori sofferenze. La moderna medicina, attraverso terapie farmacologiche, alimentazione, idratazione e respirazione artificiali riesce ormai a prolungare la vita anche per periodi molto lunghi, ma la domanda se quella sia una vita sta spingendo sempre più governi a regolamentare il diritto alla scelta.
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Un diritto che il Parlamento argentino sentì di dover provvedere a garantire quando nell’agosto scorso la madre di una bambina in stato vegetativo dalla nascita chiese pubblicamente l’urgente applicazione di una legge sulla muerte degna, che permettesse di sottrarre la figlia alle terapie miranti solo a prolungarne l’agonia.

Un dramma che Selva Herbón – professoressa 37enne – descrisse in una lettera alla presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner, in cui chiese appunto la possibilità di far morire degnamente sua figlia Camilla, due anni all’epoca, che lei considerava vittima di una “chiara ostinazione terapeutica” dei medici, i quali si rifiutavano di spengere le macchine che la tenevano in vita solo per paura di commettere un reato.
 
“La situazione di mia figlia è irrecuperabile e irreversibile”, aveva precisato Selva, ma un vuoto giuridico mi impedisce di far spegnere queste macchine a cui è attaccata da sempre e dalle quali dipende la sua vita. Madre di un’altra bambina di otto anni, Selva aveva commosso l’Argentina e scaturito un dibattito sfociato poi in una legge scritto in nome della dignità umana. “Io sono sua madre e dico che Camilla non ha una vita degna – aveva detto – Non vede, non sente, non piange e non sorride. Io e mio marito non vogliamo che abbia una vita mantenuta artificialmente”. E da oggi il suo desiderio è realtà.

“Si chiude una nuova tappa – ha commentato oggi il padre Carlos Sánchez – sono tre anni di lotta, dolore e sofferenza che non finiscono qua, perché adesso manca il passo più difficile: lasciare andare Camilla”.
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maggio 12, 2012

Come funziona il calendario trazionale cinese, seconda e ultima parte.
Il calendario tradizionale cinese fu modellato dallo sviluppo della produzione agricola. La leggenda dice che il calendario lunare-solare risale alla dinastia Xia (21°-16° sec. a.C.). E' conosciuto come Calendario Agricolo, Vecchio Calendario o ancora come Calendario Xia.

Secondo le iscrizioni su ossa oracolari della dinastia Shang (16°-11° sec. a.C.), a quel tempo era già stato adottato il mese intercalare. Durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni (770-476 a.C.), il popolo era già in grado di contraddistinguere sia gli equinozi di primavera e d'autunno che gli equinozi d'estate e d'inverno. La delineazione dei jieqi fu completata durante le dinastie Qin (221-206 a.C.) e Han (206 a.C.-220 d.C.), ed essi divennero la base delle attività agricole.
Bisogna comunque dire che questa formulazione fu basata principalmente sul clima e sulle stagioni colturali del bacino del Fiume Giallo nella Cina Settentrionale e non è mai stato adatto alle condizioni di altre regioni del paese.
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La forma del calendario tradizionale correntemente in uso (il calendario Xia), che utilizza il mese corrispondente all'ultima parte di gennaio fino a metà febbraio del calendario gregoriano come primo mese dell'anno, non è stata seguita per tutta la storia cinese. Durante la dinastia Xia l'anno cominciava come attualmente, ma durante la dinastia Shang l'anno iniziava in quello che in realtà è il 12° mese del Calendario Xia, e nella dinastia Zhou (1066-256 a.C.), con l'11° mese dell'attuale calendario tradizionale.

L'anno 104 a.C. - il primo anno del periodo Taichu durante il regno dell'imperatore Wu Di della dinastia Han - vide una riforma del calendario con la promulgazione del calendario Taichu.

Fondamentalmente si ripristinò quello usato ai tempi Xia, stabilendo che il giorno del Capodanno fosse il giorno della prima luna nuova dopo l'entrata del sole nell'11° segno dello zodiaco solare, conosciuto in Cina come il Cane e in Occidente come Acquario. Per questa ragione il nuovo anno non può iniziare prima del 21 gennaio e dopo il 20 febbraio del calendario gregoriano.
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Il calendario di Wu Di continuò ad essere in uso per più di 2000 anni con solo lievi cambiamenti in tutto questo periodo.

Quando nel 1912 venne fondata la Repubblica di Cina, il nuovo governo annullò ufficialmente il vecchio calendario e adottò il calendario Gregoriano, che venne chiamato Calendario Pubblico. Da allora il Capodanno tradizionale è stato chiamato Festa di Primavera. Ma nella vita di tutti i giorni il Calendario Xia, profondamente radicato nella cultura cinese, rimane in uso accanto al nuovo calendario.

Molti secoli fa il Ministero Imperiale di Astronomia, che era composto da matematici e astronomi, era responsabile della compilazione di un nuovo almanacco per ogni nuovo anno e della sua presentazione all'imperatore per l'approvazione. Quando il sovrano lo dichiarava valido, una copia veniva pub-blicata da un alto funzionario all'esterno della porta principale della Città Imperiale - la Porta che Guarda Verso il Sole (Zheng Yang Men o Qian Men) - quindi questi inviava delle copie ai nobili e agli altri funzionari in tutto l'impero.
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La falsificazione era punita con la morte e la ristampa illegale dell'almanacco imperiale era una trasgressione alla legge.

Il calendario tradizionale cinese, sotto molti aspetti conforme alle teorie astronomiche, era fortemente colorato da concetti mistici.

I cosiddetti Palazzi Lunari sono le 28 costellazioni dello zodiaco lunare (Yue Gong o Carta dei Palazzi Lunari), ciascuno identificato con un dato animale, nei quali può essere suddiviso il percorso della luna. Gli autori di questo libro fecero ricorso sia allo zodiaco lunare che ai 12 segni dello zodiaco solare per mostrare le relazioni tra i fenomeni celesti e gli avvenimenti sulla Terra, diffondendo in questo modo idee superstiziose per ingannare il popolo.

Questi astrologhi ritenevano che di fatto tutte le attività umane piccole e grandi quali la sericoltura, il commercio al dettaglio, l’ingegneria navale, l’allevamento, il taglio della legna, lo scavo dei fossi, la costruzione di edifici, i matrimoni, i funerali, i viaggi, il lavoro letterario e perfino il bagno e il taglio dei capelli erano influenzati dai cambiamenti nella posizione delle costellazioni. Si fecero dei calcoli come ad es. quali giorni potevano essere favorevoli per svolgere i vari lavori, oppure se il raccolto sarebbe stato buono o ancora se ci si poteva aspettare una buona o cattiva sorte.
Alcuni proverbi ("E’ facile arare negli anni del Bue e del Cavallo") ancora diffusi nelle campagne attestano l’influenza di queste credenze. Massime superstiziose di questa natura venivano incluse nell’almanacco imperiale pubblicato durante la dinastia Yuan (1271-1368).

Prima della fondazione della Repubblica Cinese, tutti gli almanacchi in circolazione davano questo tipo di informazioni. Anche nei tempi feudali, tuttavia, c’erano degli studiosi perspicaci che si opponevano all’inclusione di tali predizioni superstiziose nell’almanacco imperiale. Nel 1390, durante il regno dell’imperatore Ming Hongwu, un ministro di nome Xie Dasheng presentò un memoriale all’imperatore, raccomandando che fossero indicate sull’almanacco solo informazioni essenziali quali i movimenti delle stelle, dei pianeti e della luna e il tempo corretto per l’aratura, la semina e il raccolto. Gli altri tipi di notazioni non solo erano senza valore, ma anche superstiziose e non dovevano appartenere assolutamente all’almanacco imperiale.

Nel 1703 l’eminente astronomo e matematico cinese Mei Wending (1633-1721), in uno dei suoi lavori criticò severamente le predizioni superstiziose che vi apparivano. Con l’approvazione dell’imperatore Kangxi (1662-1722), questo articolo di Mei venne incluso come appendice nell’almanacco imperiale. Mei scrisse che un almanacco doveva mirare a dare informazioni sulle stagioni e sui periodi solari, riferendosi in modo particolare alle attività agricole, e che non si doveva tentare di predire la buona sorte o i disastri che potevano accadere sulla terra.
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E ora una breve menzione su alcuni termini usati dai cinesi per indicare gli anni.

Il principale è il ciclo sessagesimale, che poggia sulla combinazione di due cicli: un ciclo di "10 tronchi celesti (tiangan)" e uno di "12 rami terrestri (dizhi), indicati tutti ovviamente con ideogrammi. Combinando uno con l’altro questi due cicli ne danno uno di 60 unità: un sistema che al tempo degli Zhou serviva a numerare i giorni mentre dal tempo degli Han fino all’ultimo periodo dei Qing serviva a numerare gli anni. Questo ciclo ha il nome di Jia Zi, basato sui nomi del 1° tronco e del 1° ramo. Sia i 12 rami che i 10 tronchi hanno avuto diverse applicazioni, come serie numerali, anche indipendentemente dal calendario; d’altra parte sono elementi essenziali dei calcoli astrologici. Il ciclo dei 12 rami si applica anche alla designazione delle "ore", tradizionalmente di 120 minuti primi, prima che sotto l’influsso occidentale venisse introdotta l’ora di 60 minuti.

Un residuo del totemismo preistorico si ritrova nel calendario periodico: una serie ciclica di 12 animali è legata al decorrere degli anni. Per fini prevalentemente astrologici e divinatori, venne inoltre stabilito un sistema di corrispondenze: gli elementi del ciclo dei rami terrestri, i 12 animali simbolici, le 12 direzioni ecc.
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I primi documenti storici che identificavano gli anni con gli animali in questo modo, apparvero durante l’ultima parte della dinastia degli Han Orientali, che finì nel 220 d.C. Lo storico Zhao Yi (1727-1814) concluse che i cinesi Han (che costituiscono il 95% della popolazione cinese) appresero questo concetto dagli Xiongnü (i primi precursori degli Unni) durante gli Han Occidentali, un periodo durante il quale ci furono parecchi contatti fra i due popoli. Probabilmente in origine c’erano solo quattro simboli per denotare le 4 direzioni e le 4 stagioni: il Drago, est e primavera, la Fenice, sud ed estate, la Tigre, ovest e autunno, la Tartaruga, nord e inverno. In un qualche modo sconosciuto queste 4 creature divennero le 12 conosciute popolarmente, a questo proposito si veda la tabella a fianco, e nel processo ad ognuna vennero assegnate le qualità Yin (femminile o passivo) o Yang (maschile o attivo).

Nella storia cinese il succedersi degli anni viene anche designato secondo il nianhao (numero dell’anno) dinastico: un’usanza che ha dato molto lavoro ai compilatori di cronologie comparate.
Con la caduta dell’Impero, viene adottato il calendario solare occidentale a iniziare dal 1° gennaio 1912. Fino al 1949, gli anni vengono designati come anno 1°-38° della Repubblica, e tale è tuttora la designazione vigente a Taiwan.

Dal 1949 il governo di Pechino adotta il sistema internazionale; nel riferire gli avvenimenti storici si ha cura di indicare l’anno corrispondente sul calendario universale. I mesi vengono ora designati con la numerazione da 1 a 12. Tuttavia i due calendari, solare e lunare, continuano a essere usati simultaneamente e i giornali nella loro datazione usano il doppio sistema; il solare è il sistema ufficiale, mentre nelle campagne viene preferito quello lunare di cui ogni anno si pubblica l’almanacco, che fornisce le corrispondenze fra i due sistemi; specificando i jieqi (periodi solari o sezioni) a cui sono legate tradizionalmente le fasi dei lavori agricoli.
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fonte: TuttaCina
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Come funziona il calendario tradizionale cinese, prima parte.
calendario_cinese_tradizionale_nongliIn Cina sono simultaneamente in uso due diversi sistemi di calendario.

Uno è quello gregoriano, o Occidentale, usato per scopi ufficiali, e l’altro è il calendario tradizionale, che è un tipo di calendario lunare o, meglio, lunare-solare. Un moderno almanacco cinese includerà entrambi questi calendari, con le date delle feste tradizionali contrassegnate in ciascuno.

IL PRIMO SVILUPPO DEL CALENDARIO
Nella società umana primitiva, l’uomo realizzò che senza riuscire a predire accuratamente i cambiamenti stagionali era impossibile seminare e fare i raccolti e cacciare efficacemente. Così, molto prima dell’invenzione degli strumenti astronomici scientifici, i pastori e gli agricoltori avevano osservato per generazioni la posizione della luna, del sole, dei pianeti e delle stelle, imparando in questo modo come accertare le stagioni. Il primo strumento di osservazione fu la luna (chiamata "il primo misuratore" da Bredon e Mitrophanow nel loro libro "L’anno lunare" del 1927). Proprio come indica l’uso latino (mensis, o mese, deriva chiaramente da mensus, participio passato di metici, misurare) l’osservazione delle rivoluzioni e delle fasi della luna fu la chiave del primo sviluppo di un calendario sia in Occidente che nell’antica Cina.
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È evidente, tuttavia, che gli se agricoltori volevano sapere quando potevano seminare, fare affidamento solo sulla luna era insufficiente.

Questo problema fu affrontato osservando le stelle e i pianeti. L’uomo vide che le posizioni relative delle stelle e dei pianeti principali non erano assolutamente casuali ma che piuttosto ognuno compiva un sentiero definito attraverso il cielo. A ciò seguì l’ugualmente importante scoperta che il crescere e il calare della luna coincidono con un gruppo di stelle e che il sorgere e il tramontare del sole sono in armonia con un altro gruppo.

Tale conoscenza migliorò i metodi usati per determinare i periodi di tempo e le stagioni e portò direttamente alla creazione dei primi calendari lunare e solare.Secondo il conteggio approssimativo degli antichi, da una luna nuova alla successiva c’erano circa 29 giorni e mezzo (noi sappiamo ora che il numero esatto è di 29,5306). Perciò 12 rivoluzioni della luna intorno alla terra richiedono solo 354 giorni, mentre la terra impiega circa 365 giorni e un quarto (per l’esattezza 365,2422) per fare un giro intorno al sole. L’anno solare, che nella realtà determina il cambio delle quattro stagioni, può quindi avere 12 o 13 lune piene. Nei tempi antichi i popoli di molte nazionalità idearono differenti metodi per fare coincidere l’anno lunare con quello solare. I loro sforzi portarono alla nascita del calendario lunare-solare.
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LO SVILUPPO STORICO DEL CALENDARIO CINESE
A prescindere dall’uso di un calendario solare o lunare, abbiamo visto che c'è un divario tra i 365,2422 giorni che la terra impiega per compiere una rivoluzione intorno al sole e i 365 giorni di un anno del calendario gregoriano o i 354 giorni di 12 mesi lunari. Per colmare la differenza, fondamentale è la nozione di periodo intercalare. Nel calendario gregoriano, viene aggiunto un giorno ogni quattro anni (nell'anno bisestile) per riallineare l'anno del calendario con la durata temporale reale della rivoluzione terrestre e il giorno supplementare è stato arbitrariamente fissato alla fine di Febbraio.
Gli aggiustamenti che devono essere fatti nel calendario lunare cinese non sono così semplici. Prima di tutto, ad alcuni mesi sono assegnati 29 giorni e ad altri 30 (da ricordare che la rivoluzione della luna intorno alla terra dura 29,5306 giorni). In secondo luogo, ogni due o tre anni viene aggiunto un intero mese intercalare.

Ogni periodo di 19 anni avrà sette anni con un mese supplementare. In altre parole, 12 di questi anni hanno 12 mesi ciascuno e sette ne hanno 13. La questione del punto dell’anno in cui viene inserito il mese intercalare è eccessivamente tecnica, ma è sufficiente dire che la maggior parte delle volte viene ripetuto il quarto o il quinto mese. In questo modo, l'anno lunare cinese coinciderà nuovamente con l'anno solare alla fine di ogni ciclo di 19 anni.
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Il calendario tradizionale cinese differisce da uno puramente lunare, come quello usato una volta in alcuni paesi islamici, per il fatto che incorpora un ciclo annuale di 24 periodi o sezioni (in cinese jieqi), ognuno lungo 15 giorni. Ognuna delle quattro stagioni è quindi suddivisa sei jieqi.

La delineazione dei jieqi è basata sulla posizione del sole prendendo in considerazione i 360 gradi e i 12 segni (simboli animali) del cosiddetto zodiaco cinese. Il primo giorno di un dato jieqi si ha quando la posizione del sole coincide con il primo o il quindicesimo grado di uno dei 12 segni dello zodiaco. Per ognuno di essi possiamo dare solo una data approssimata in termini di calendario gregoriano, poiché i 360 gradi dello zodiaco divergono dai 365,25 giorni dell'anno solare. In questo modo possiamo vedere chiaramente perché il calendario tradizionale cinese debba essere più propriamente considerato un calendario lunare-solare.

Siccome la durata di due jieqi insieme è leggermente più lunga di un periodo lunare, talvolta in un mese lunare c’è un singolo jieqi. Il calendario promulgato dall'imperatore Wu Di della Dinastia Han, nell'anno 104 a.C. convenne che tale mese con un singolo jieqi sarebbe dovuto essere quello precedente al mese intercalare aggiunto. Questo metodo di intercalazione per il calendario tradizionale cinese è stato impiegato fino ai giorni nostri.
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Il ciclo annuale di jieqi è strettamente legato ai cambiamenti della natura, così che essi sono estremamente utili ai contadini, ad es. fornendo indicazioni riguardo il momento giusto per seminare e raccogliere. Alcune persone fisicamente sensitive sono in grado di riconoscere l'imminente arrivo dei jieqi con una reazione corporea, come un mal di testa o un aumento della pressione arteriosa, altre sono semplicemente consapevoli delle mutate condizioni della pressione atmosferica o del tempo.

Tutti i jieqi hanno un nome in armonia con le variazioni stagionali. Ad es. il primo periodo è chiamato l'"Inizio della Primavera" e cade il 4 o il 5 febbraio. Secondo il calendario tradizionale, un tempo sereno in quel giorno è un buon presagio per l'aratura. Il secondo periodo è chiamato "Acqua Piovana" (il 19 o il 20 febbraio):dopo questo giorno non ci sarà più neve, e i contadini avranno bisogno di pioggia. Il 5 o il 6 Marzo inizia il periodo conosciuto come"Il risveglio degli insetti", poiché la terra si risveglia dal letargo invernale. In passato, la gente credeva che sentendo in quel giorno risuonare un tuono per la prima volta nell’anno, il drago si sarebbe risvegliato dal suo sonno invernale. Nel giorno dell'"Equinozio di Primavera" (il 20 o il 21 Marzo), tutti sperano nella pioggia, poiché credono che questa porterà particolare beneficio alle coltivazioni.
fonte: TuttaCina
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McNamara da record, cavalca onda di 30 metri ed entra nel Guinness dei Primati.
Garrett-Mcnamara-Canyon-ShowIl surfista statunitense Garrett McNamara ha stracciato ogni precedente record cavalcando un'onda di 30 metri a Praia do Norte, in Portogallo. Grazie a questa impresa il 44enne è entrato nel Guinness dei Primati.

Facendo una perlustrazione della zona con la moto d’acqua, mezzo usato per trainare il surfista verso le onde ‘buone’ i ragazzi si accorgono che è in arrivo un vera e propria montagna d’acqua. Garrett pratica questa attività da quando ha 17 anni ma alla vista di quell’onda, tutti rimasero a bocca aperta, tra stupore e entusiasmo.

L’obiettivo era quello di controllarla, rimanere in piedi senza sbagliare, anche perché difficilmente si sopravvive ad una caduta del genere.
Garret-Mcnamara-2011
Il surfista di Haleiwa, il quale è stato premiato con 15.000 dollari, ha poi affermato di aver cavalcato l’onda per il piacere di farlo, non per realizzare un record. A posteriori, l’organo che si occupa di verificare l’altezza delle onde attraverso le immagini girate e le fotografie scattate sul posto, ha accertato che si trattava di un record che va a cancellare quello precedente realizzato da Mike Parsons nel 2008 il quale aveva domato un muro di circa 23 metri e mezzo a Cortes Bank in California.
Garret-Mcnamara-2011
Qualcuno penserà che è da pazzi tentare queste imprese ma la passione e il richiamo per ciò che è innato dentro di noi è più forte di ogni paura e Garret in queste parole lo spiega chiaramente: “Lo faccio perché mi piacerebbe che le mie imprese servissero da ispirazione per coloro che nella vita vogliono cercare di fare ciò che amano. Sono la prova vivente che se vuoi, puoi seguire la tua passione, qualsiasi essa sia”.
garrett eddie - Cópia
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