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novembre 03, 2010

Il supertest che misura la vera intelligenza.

Si basa sulle qualità cognitive come la memoria Il metodo è stato ideato da un gruppo di Cambridge Dalla memoria all'attenzione, dal ragionamento verbale alla pianificazione: sotto esame i "dodici pilastri della saggezza", oltre le capacità logico spaziali di Paola Coppola.

Esplorare tutte le qualità di un cervello. Misurare i dodici pilastri della saggezza oltre le capacità logico-spaziali, testare dalla memoria all'attenzione, dal ragionamento verbale fino alla capacità di pianificare le tante capacità cognitive che servono a fare di una persona anche una persona intelligente.

La sfida è ambiziosa, almeno quanto è controverso l'argomento su cosa sia davvero l'intelligenza, ma questo si propone l'ultimo test elaborato dai ricercatori inglesi del Medical reasearch council's Cognition and Brain Sciences Unit di Cambridge elaborato in base alle scoperte fatte nel campo delle neuroscienze attraverso la risonanza magnetica. Per mettere alla prova le zone del cervello coinvolte nell'elaborazione dei pensieri come le strutture più profonde, tra cui l'ippocampo.

Servono una trentina di minuti per dedicarsi ad associare numeri a caselle, ricordarne le sequenze, individuare le forme e la posizione di disegni. Ogni prova, un pilastro di saggezza: si passa dalla memoria di lavoro visospaziale (basti sapere che, a prescindere dalle qualità di ciascuno, una scimmia ne ha più di uno studente universitario); si continua con il ragionamento verbale (la capacità di formare e trasformare rappresentazioni mentali), e quello deduttivo. E ancora: la rotazione mentale, la capacità di pianificare una strategia per raggiungere un obiettivo, quella di elaborazione visivo-spaziale.

L'attenzione viene messa a dura prova quando si deve associare alla parola "rosso" o "verde", il colore dell'inchiostro con cui è scritta (che può essere rosso o verde, ma non sarà quasi mai lo stesso della parola rappresentata). Ogni prova è a tempo, accumulando risposte corrette il livello di difficoltà cresce.

"Non esiste un test perfetto", chiarisce Stefano Cappa, professore di neuropsicologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che giudica positivamente quello elaborato dai colleghi inglesi. "Questo si fonda su basi scientifiche solide che riguardano le componenti essenziali del sistema cognitivo ed è costruito non solo in base a osservazioni psicologiche ma su dati neurobiologici". E aggiunge: "Non si può limitare l'intelligenza alla capacità di risolvere in modo efficiente i problemi, bisogna vedere se questo test riesce a predire di più le capacità che servono a ciascuno nella vita reale, dove contano anche l'intelligenza emotiva, sociale".

"Ben venga un test se è utile a descrivere le capacità globali di una persona", commenta Fabio Battaglia, vicepresidente di Mensa Italia, l'associazione dei super-intelligenti (ne può far parte chi ha superato il 98mo percentile della popolazione in un test d'intelligenza specifico) e che a novembre organizza "Brain", la competizione annuale per scoprire nuovi talenti. "La scelta del test dipende dall'obiettivo da raggiungere. Noi testiamo il Q. I. e quindi le capacità logico-spaziali: le persone che selezioniamo hanno da 16 a 70 anni, interessi e formazione diversi ma in comune una capacità logica superiore alla media, spesso associata a una curiosità intellettuale unica, che si nutre di nuovi stimoli".

Alla fine del test elaborato da Adrian Owen si dovrà rispondere a un questionario sullo stile di vita (ore di sonno, consumo di alcol, nicotina e caffeina, frequenza di uso dei videogiochi) prima di scoprire se si è nella media, al di sopra o al di sotto. O sorprendersi di un talento insospettato. I dati raccolti - promettono i ricercatori - serviranno a definire meglio cosa sia davvero l'intelligenza. Chi vuole cimentarsi, trova il test sul sito del gruppo di Owen.


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